Niente swipe, cene di gruppo e IA: così queste startup stanno reinventando le app di incontri

13 Luglio 2026 - 20:45
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Di Sofia Chierchio, Forbes Fellow
A cura di Katharine Schwab, Forbes Staff 

Paghereste 15 dollari per un appuntamento? È più o meno il costo di un cocktail, sostengono Celeste Amadon e Asher Allen, ex studenti della Stanford University. Hanno fondato la startup Known partendo dall’idea che i single della Gen Z, stanchi di scorrere all’infinito tra i profili, siano disposti a pagare per un servizio che funzioni davvero.

Chi si iscrive a Known inizia parlando con un’intelligenza artificiale, attraverso un’esperienza di onboarding simile a una telefonata, progettata per incoraggiare gli utenti a parlare in modo naturale invece di compilare un questionario. Successivamente, la startup di San Francisco propone un solo potenziale match alla volta. Se entrambe le persone accettano, agenti AI organizzano il primo appuntamento e la piattaforma addebita il costo a ciascuno.

Quindici dollari possono sembrare molti per un singolo appuntamento, ma gli abbonamenti a Hinge costano tra i 30 e i 50 dollari al mese, mentre quelli di Bumble vanno da circa 40 fino a quasi 100 dollari mensili. Secondo Amadon e Allen, il sistema di incentivi è sbilanciato: le app di dating dovrebbero guadagnare solo quando riescono davvero a far incontrare le persone nella vita reale.

“Sembra che quasi tutti i single che conosciamo usino le app di incontri, ma non siano disposti a pagarle, perché ormai tutti hanno capito quanto siano poco efficaci”, afferma Amadon, 22 anni. “Usare un’app che non ti aiuta a ottenere appuntamenti non serve a nulla. Ti fa sentire peggio con te stesso e nessuno vuole pagare per qualcosa che provoca quella sensazione”. Secondo la fondatrice, il tasso di mancata presentazione agli appuntamenti organizzati dalla piattaforma è inferiore all’1%.

Ripensare il dating online

Eurie Kim, managing partner di Forerunner Ventures, che ha guidato un round di finanziamento da 9,7 milioni di dollari per Known lo scorso dicembre, ritiene che il modello “pay-per-date” risolva proprio questo problema di incentivi.

“Nella cultura dello swipe, quando trovi un partner smetti di essere un cliente”, spiega Kim. “È questo il motivo per cui gli operatori storici non possono semplicemente cambiare modello. Serve un’esperienza completamente nuova, che crei aspettative diverse sui comportamenti degli utenti”.

Per anni il dating online ha promesso più profili, più match e più relazioni. Oggi, però, una nuova generazione di giovani imprenditori cerca di reinventare un prodotto che, per molti utenti, è diventato meno uno strumento per trovare l’amore e più un altro feed algoritmico, ottimizzato per trattenere le persone sulla piattaforma anziché aiutarle a creare un legame autentico.

222: gli incontri di gruppo al posto dello swipe

Un’altra startup, la newyorkese 222, vuole sostituire lo swipe con cene di gruppo, nelle quali sei persone vengono abbinate sulla base della compatibilità. Invece di consentire agli utenti di sfogliare profili o scorrere sconosciuti, 222 propone un questionario sulla personalità e invia successivamente un messaggio con la prenotazione per un incontro di gruppo “al buio”, generalmente composto da tre uomini e tre donne.

Circa un’ora dopo l’inizio dell’evento, i partecipanti ricevono un messaggio con una seconda destinazione, dove possono incontrare altri gruppi 222 presenti quella sera. Al termine dell’esperienza, gli utenti indicano chi vorrebbero rivedere come amico o per un appuntamento, e la piattaforma organizza gli incontri successivi. Questi feedback nel mondo reale alimentano anche l’algoritmo proprietario di matching, che decide chi presentare in futuro e quale attività proporre: una cena, un drink o persino una lezione di salsa.

“Se smettiamo di avere interazioni sociali nella vita reale con le persone che ci circondano, che siano vicini di casa, colleghi o potenziali partner, smettiamo di essere umani”, afferma il ceo Keyan Kazemian, 27 anni. “Quando sarai sul letto di morte non penserai: ‘Sono felice di aver passato tutto quel tempo a fare swipe guardando TikTok interessanti’. Tutto questo apparirà privo di significato”.

Dalla ricerca universitaria a una startup

Fondata nel 2023 all’interno dell’acceleratore Y Combinator, 222 nasce come progetto di ricerca mentre Kazemian, il coo Danial Hashemi e il cto Arman Roshannai studiavano rispettivamente alla Usc e alla Uc Irvine. Lo chiamavano “The Serendipity Project”, ispirandosi a quegli incontri casuali che, secondo i fondatori, la loro generazione aveva in gran parte perso.

L’obiettivo era verificare se il machine learning fosse in grado di prevedere la compatibilità sociale senza dare la sensazione di un processo eccessivamente costruito o transazionale, racconta Hashemi. I primi test si sono svolti nel giardino di casa di Kazemian, dove i partecipanti compilavano questionari, cenavano insieme con pasta e vino e poi raccontavano quali conoscenze desideravano approfondire.

La solitudine della Gen Z

La Gen Z viene spesso descritta come la generazione più sola, nonostante disponga di più strumenti di comunicazione che mai. Uno studio di Cigna del 2025 ha rilevato che il 67% dei giovani della Gen Z si dichiara solo, seguito a breve distanza dai Millennials con il 65%.

Parallelamente, le app basate sullo swipe che hanno dominato l’ultimo decennio mostrano segni di affaticamento. Match Group, proprietaria di Tinder, Hinge, Match.com e OkCupid, ha visto il proprio titolo perdere circa l’8% dall’inizio dell’anno. Bumble, invece, ha registrato nel primo trimestre un calo del fatturato del 14%, a 212 milioni di dollari, mentre gli utenti paganti sono diminuiti del 21% rispetto all’anno precedente. L’azienda ha inoltre annunciato l’intenzione di eliminare gradualmente la sua caratteristica funzione di swipe.

Kazemian ha lavorato in passato per Match.com, dove contribuì allo sviluppo di Dates, una funzione pensata per incoraggiare le persone che stavano avendo conversazioni promettenti a incontrarsi di persona. Tuttavia, racconta di essersi imbattuto in una statistica secondo cui oltre l’80% degli abbonati paganti non incontrava mai nessuno nella vita reale. Un portavoce di Match ha contestato quel dato, sostenendo che non rifletta le statistiche dell’azienda e ricordando che “oltre la metà delle relazioni nate online negli Stati Uniti lo scorso anno è iniziata su un’app di Match Group”.

Un modello di business basato sugli incontri

Secondo Kazemian, il problema è che le principali app di dating riescono comunque a generare ricavi anche senza creare relazioni. Il modello di business di 222, invece, dipende dal fatto che le persone escano davvero di casa.

Gli utenti pagano 22,22 dollari al mese per accedere illimitatamente agli eventi organizzati dalla piattaforma. Inoltre, 222 addebita un costo ai locali, ai ristoranti e agli organizzatori che contribuiscono a realizzare le esperienze. Per questi partner, la promessa è semplice: portare gruppi di giovani già pronti a uscire e a spendere.

Oggi migliaia di persone partecipano ogni settimana agli eventi di 222 in 17 mercati, con New York come città principale. Hashemi afferma che la startup genera già diversi milioni di dollari di ricavi annuali ed è vicina al raggiungimento del cash-flow positivo.

Mark Suster, general partner di Upfront Ventures, che ha guidato il round Series A da 10,1 milioni di dollari dello scorso dicembre, vede un’opportunità che va oltre il dating e riguarda la mancanza di comunità tra i giovani che si trasferiscono nelle grandi città dopo l’università.

“Non si fermeranno finché non saranno convinti di essere il miglior servizio basato sull’intelligenza artificiale per aiutare le persone a organizzare attività con gli amici e rafforzare le relazioni”, afferma Suster. “Il bisogno è semplicemente più urgente e immediato nel dating. È per questo che le persone sono disposte a pagare prima”.

Ditto: un messaggio invece di uno swipe

Anche la startup Ditto, con sede a Berkeley, elimina completamente lo swipe, cercando di rendere il dating più simile a ricevere un messaggio da un amico. Fondata nel 2025 dagli ex studenti di Berkeley Allen Wang ed Eric Liu, la piattaforma è disponibile esclusivamente per studenti universitari.

Gli interessati si registrano utilizzando l’indirizzo email dell’università e compilano un questionario. Ogni mercoledì Ditto invia via sms un solo match personalizzato accompagnato da un breve profilo. Se l’interesse è reciproco, la piattaforma semplifica l’organizzazione dell’incontro inviando un link per coordinare l’appuntamento, prima di fissarne luogo e orario.

“Volevo davvero fare qualcosa per la mia generazione”, racconta il ceo Allen Wang. “Volevamo riportare al centro gli incontri nella vita reale: basta scrolling, basta swipe, ma faccia a faccia. Prendere un caffè, fare una passeggiata al mercato contadino e vivere davvero quella chimica di persona”.

Secondo Wang, Ditto conta circa 150.000 utenti distribuiti tra università come Uc San Diego, Berkeley, Ucla, Usc, Michigan e Ut Austin. Il servizio è attualmente gratuito, ma la startup sostiene che gli utenti sarebbero disposti a pagare tra i 15 e i 20 dollari per ogni appuntamento. Ditto ha raccolto 9,2 milioni di dollari a febbraio e afferma che la propria base utenti è quintuplicata dall’annuncio del round. Durante l’estate, con gli studenti impegnati negli stage, la società sta sperimentando un sistema di matching basato sulle città.

Anche i grandi operatori si stanno adattando

Queste startup entrano in un mercato altamente competitivo, dominato da pochi grandi operatori con ampie risorse finanziarie, che stanno a loro volta sperimentando esperienze di dating più orientate agli incontri dal vivo e supportate dall’intelligenza artificiale.

L’agente AI “Bee” di Bumble è progettato per agire come un assistente personale, suggerendo potenziali match e argomenti di conversazione. Match Group propone oggi funzionalità come Tinder Events, che consente agli utenti di scoprire attività locali e vedere a quali eventi intendono partecipare gli altri single. Hinge offre invece Date Ideas, che suggerisce idee per il primo appuntamento, e Signals, una funzione che evidenzia gli utenti più coinvolti e interessati a costruire una relazione significativa (anche se, probabilmente senza volerlo, mostra anche quali vecchi match sono ancora attivi sulla piattaforma).

La scommessa sulla prossima generazione

Qualcosa sta funzionando. Nonostante il calo del titolo in Borsa, Match Group vale oltre 9 miliardi di dollari e nel primo trimestre ha registrato ricavi per 864 milioni di dollari, in crescita del 4% su base annua. A marzo le registrazioni su Tinder sono tornate a crescere rispetto all’anno precedente per la prima volta in quasi due anni, mentre Hinge ha registrato un aumento del fatturato del 28%.

I fondatori di 222, Known e Ditto, però, scommettono che la prossima grande piattaforma di dating non nascerà da aziende impegnate ad aggiornare vecchie app per una nuova generazione, ma da imprenditori che comprendono davvero perché la Gen Z stia cercando qualcosa di diverso.

“Le persone che guidano queste aziende sono concentrate sull’ottimizzazione dei numeri, non sul ricreare questa meravigliosa esperienza della vita reale”, conclude Kazemian. “Chi appartiene a questa generazione e ha provato sulla propria pelle la nausea e la stanchezza provocate da prodotti che promettono una relazione senza mantenerla sarà davvero in grado di risolvere il problema”.

L’articolo Niente swipe, cene di gruppo e IA: così queste startup stanno reinventando le app di incontri è tratto da Forbes Italia.

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