Nino Marra racconta il cervello che governa la nostra vita: imparare a pensare, sentire e collaborare

Immaginate di osservare il mondo dal punto di vista del vostro cervello: un organo fragile, molle, eppure capace di orchestrare ogni gesto, ogni emozione, ogni pensiero. È questo il viaggio che Nino Marra, neurochirurgo con trentacinque anni di esperienza, ha guidato durante l’incontro a Materia, tra scienza, filosofia e curiosità quotidiane.
Al centro del suo messaggio c’è una verità sorprendente: il cervello non è nato per pensare, ma per mantenere l’equilibrio del corpo e dell’ambiente che lo circonda. “Il cervello è nato per far tornare i conti, cioè per governare l’omeostasia e l’allostasia, per tenere in equilibrio il sistema, spendendo il meno possibile e avendo il miglior risultato possibile”, ha spiegato, sottolineando come il pensiero sia un effetto secondario di questa complessità biologica.
Tra i concetti più affascinanti emersi, la plasticità cerebrale e lo sviluppo infantile occupano un ruolo centrale. Marra ha ricordato che i primi anni di vita sono cruciali per costruire i circuiti del cervello: “Il bambino sin da piccolo, ma dopo tutta la vita, continuerà a sintonizzare i circuiti che vengono elaborati”, grazie agli stimoli dell’ambiente e alla cura dei caregiver.
Un altro tema chiave è la rete complessa dei neuroni, che non funziona come un semplice coltellino svizzero, ma come una macchina che comprime, integra e coordina informazioni. “Ogni lama del coltellino influenza la lama vicina o la lama lontana perché funziona in un modo diverso o collaborativo con lui”, ha spiegato Marra, evidenziando l’intelligenza emergente dall’interazione tra cellule cerebrali.

Il neurochirurgo ha inoltre affrontato la dimensione sociale del cervello, sottolineando empatia e collaborazione: “Tutti i cervelli dipendono dal contatto collaborativo e empatico reso più intenso dal linguaggio articolato umano”. È attraverso il linguaggio e la comunicazione che possiamo costruire legami, condividere conoscenze e cooperare efficacemente.

Infine, Marra ha presentato le “cinque C” della mente umana: creatività, comunicazione, copiatura, collaborazione e compressione. Questi strumenti ci permettono di interpretare, trasformare e migliorare la realtà: “E poi c’è l’ultima C, che è la compressione, cioè la capacità di sintesi”. Grazie a queste capacità, la mente umana può leggere, scrivere, creare arte, risolvere problemi e plasmare la propria vita e quella degli altri.
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