No Tav, il bilancio delle violenze: 124 agenti feriti e 450 manifestanti identificati. Montaruli: “Fermare il Festival dell’Alta Felicità”

26 Luglio 2026 - 14:10
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No Tav, il bilancio delle violenze: 124 agenti feriti e 450 manifestanti identificati. Montaruli: “Fermare il Festival dell’Alta Felicità”

No Tav, il bilancio delle violenze: 124 agenti feriti e 450 manifestanti identificati. Montaruli: “Fermare il Festival dell’Alta Felicità”

Sono 124 gli agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti i negli scontri di ieri in Valsusa nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte. E secondo quanto si apprende da fonti qualificate sono circa 450 i manifestanti coinvolti nelle violenze e identificati. “A Chiomonte, in particolare, per oltre un’ora alcune centinaia di no tav vestiti di nero e completamente travisati hanno assaltato il cantiere e lanciato oggetti tra cui pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine poste a difesa dell’area” scrive l’agenzia di stampa Adnkronos.

Ricorso a lacrimogeni e idranti

Le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e idranti fino a quando sono riusciti a respingere i manifestanti fuori dal cantiere. Il conto finale di quanti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari è di 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri (124 totali), di questi alcuni ancora in osservazione in ospedale.

Montaruli: fermate il festival che continua a incassare soldi

Sul caso stamani è tornata il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Augusta Montaruli che non ha dubbi sulla strada da intraprendere dopo l’ennesima giornata di guerriglia urbana: “Ora si fermi e si proibisca il Festival dell’Alta felicità, arrivato al terzo giorno di incassi indisturbato anche dopo la giornata di ieri. Avevamo chiesto che gli organizzatori isolassero i violenti, invece emerge ancora di più quella che sarebbe una connessione ingiustificabile tra il festival e il corteo. Le immagini postate dagli stessi protagonisti della allucinata giornata di ieri in Val Susa parlano chiaro. Chi era a fare guerriglia cercando di dare un colpo allo Stato con conseguenze gravissime era già dal 19 luglio in Val Susa a montare e allestire il Festival dell’Alta felicità. Non possiamo permettere che in cinque ore commettano atti eversivi e in tre giorni si riempiano le tasche di un flusso copiosissimo di denaro”, ha scritto in una nota.

Potrebbero essere stati già incassati 875mila euro

Montaruli passa al concreto: “Giusto per fare due calcoli: e stime dei partecipanti al Festival dell’Alta felicità vanno dalle 30 alle 40mila persone. Se calcoliamo 35mila persone di presenze effettive e una spesa media di 25 euro a persona al festival, pur tenendoci bassi con le stime, emerge che in Val Susa in quei giorni di fuoco potrebbero essere stati incassati circa 875.000 euro. Se poi si considera il crowdfunding che apertamente da mesi è online per la realizzazione del festival, risulta realistico che il volume d’affari possa andare ben oltre il milione di euro. Ma è possibile che un festival che parrebbe connesso alla guerriglia di ieri e che attrae persone che poi si riversano sul cantiere possa svolgersi così candidamente? No”. In conclusione secondo Montaruli: “Se si vuole dare una risposta ai fatti di ieri, si deve interrompere il flusso di denaro che alimenta i No Tav e quindi anche quel festival. Non accettiamo che, dopo quanto accaduto, si debba assistere alla festa dei No Tav che fa cassa mentre gli agenti ancora contano i danni che pagano gli italiani”.

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