Violenza giovanile, l’allarme del Cnr: coinvolti oltre 4 studenti su 10. Più episodi tra chi fa uso di droghe

26 Luglio 2026 - 14:10
0
Violenza giovanile, l’allarme del Cnr: coinvolti oltre 4 studenti su 10. Più episodi tra chi fa uso di droghe

Violenza giovanile, l’allarme del Cnr: coinvolti oltre 4 studenti su 10. Più episodi tra chi fa uso di droghe

Spesso comincia con una spinta “per scherzo”, una frase davanti agli altri, un gruppo che si scalda, una partita che finisce male. I dati ESPAD®Italia, diffusi dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifc), mostrano che la violenza tra adolescenti non è un’eccezione, ma un’esperienza diffusa: nel 2025 il 43,4% degli studenti e delle studentesse tra i 15 e i 19 anni (più di un milione) riferisce di aver agito o subito almeno uno dei comportamenti violenti rilevati, dalle risse alle condotte più gravi, e il 14,2% (oltre 350 mila) ne segnala due o più. Il divario di genere è netto: 49,8% tra i ragazzi, 37,2% tra le ragazze. Le stime si basano su oltre 17.000 questionari raccolti nelle scuole di tutta Italia.

La fotografia del 2025

Il comportamento più diffuso resta la partecipazione a risse, riferita dal 38,3% degli studenti (43,9% tra i maschi, 33,1% tra le femmine), per un totale di quasi un milione di ragazzi e ragazze. Seguono le risse di gruppo, che coinvolgono l’11,9% degli studenti, pari a quasi 300mila ragazzi e ragazze, il danneggiamento di beni il 5,9% e le ferite bisognose di cure mediche il 5,0%. Triplicano quasi dal 2018 al 2025 alcuni indicatori ad alta criticità, come l’aver colpito un insegnante (dall’1,2% al 3,6%) e la minaccia di un’arma per ottenere qualcosa, dall’1,4% al 3,5% degli studenti. Questi ultimi rappresentano comportamenti minoritari ma di forte rilevanza per il rischio che comportano. In entrambi i casi, la prevalenza maschile risulta più che doppia rispetto a quella tra le femmine: rispettivamente, 5,1% contro 2,1% e 5,0% contro 2,0%.

Otto anni: più condotte gravi

Accanto ai comportamenti agiti c’è poi la violenza esibita. Nel corso dell’anno 332 mila studenti hanno assistito a una scena filmata con un cellulare o l’hanno filmata in prima persona – l’11,8% da spettatore, il 3,8% dietro l’obiettivo. È il valore più alto mai registrato dalla serie ESPAD®Italia, più del doppio rispetto al 6,0% del 2018. Tra i comportamenti agiti, però, la violenza offline resta più diffusa di quella online: il 43,4% degli studenti riferisce di aver commesso violenza “dal vivo” contro il 29,9% che riferisce di aver praticato cyberbullismo agito negli ultimi 12 mesi. Il confronto 2018-2025 mostra poi un calo delle zuffe (dal 43,1% al 38,3%) e delle risse di gruppo.

Dove cresce la violenza

Le differenze più evidenti tra chi adotta e chi non adotta condotte violente riguardano le relazioni interpersonali. La quota di adolescenti coinvolti in violenze raggiunge il 48,1% tra i ragazzi che segnalano difficoltà nel rapporto con gli insegnanti, rispetto al 19,5% tra chi non le riferisce. In presenza di gravi difficoltà con gli amici la percentuale sale al 48% contro il 24%, di difficoltà con i genitori al 43,1% dal 21,2%. La prevalenza di comportamenti violenti cresce al 58,3% tra chi afferma di subire atti di bullismo online.
La violenza è inoltre più frequente tra chi ha usato sostanze illegali nell’ultimo anno (26,8% contro 12,6%) e tra chi riferisce rapporti sessuali non protetti (26,9% contro 8,5%).
Sul versante opposto, si accompagnano a livelli più bassi di violenza: essere soddisfatti del rapporto con i genitori, avere genitori informati su dove e con chi si trascorre il sabato sera, leggere libri senza obbligo. Tutte queste associazioni non vanno lette come rapporti diretti di causa-effetto.

Molinaro: Uso di armi e aggressioni agli insegnanti sopra i livelli pre-pandemici

“La violenza tra pari non è un fatto episodico, attraversa la quotidianità di una quota ampia di adolescenti”, commenta Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca Cnr-Ifc e responsabile di ESPAD®Italia. “Preoccupano gli indicatori più gravi in crescita come l’uso di armi, le aggressioni agli insegnanti, ben sopra i livelli pre-pandemici, e la progressiva normalizzazione della violenza come contenuto da guardare e condividere. I dati dicono anche dove intervenire: la violenza si concentra dove le relazioni si incrinano, a scuola come in famiglia. La risposta deve essere strutturale: competenze emotive, educazione digitale e un lavoro costante sulle dinamiche di gruppo, mettendo in rete scuola, famiglie e servizi territoriali”.

L'articolo Violenza giovanile, l’allarme del Cnr: coinvolti oltre 4 studenti su 10. Più episodi tra chi fa uso di droghe sembra essere il primo su Secolo d'Italia.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User