"Non sono qui in vacanza", le frecciate alla Lazio, gli arbitri e…: le frasi più celebri di Mourinho alla Roma
Lo Special One torna all'Olimpico per affrontare la Roma: i suoi momenti più iconici in giallorosso.
Il momento è arrivato: José Mourinho torna a Roma.
I giallorossi affrontano il Real Madrid nella seconda giornata della League Phase di UEFA Champions League e per lo Special One vuol dire tornare in quello stadio, l'Olimpico, salutato ormai da due anni e mezzo, con l'esonero nel gennaio del 2024.
"Tutte le volte che ti sei schierato, per il tuo romanismo sarai sempre rispettato", così la Sud aveva omaggiato il tecnico portoghese subito dopo il suo allontanamento e l'accoglienza che si prospetta nella Capitale è da re.
Anche perché lo stesso Mou, in un'intervista al Corriere dello Sport degli scorsi giorni, ha avuto solo parole al miele per la Lupa confermando come il sentimento sia reciproco: "Non esiste e non esisterà mai una parola mia contro la Roma o contro la sua proprietà. Quando esco, esco pulito e con un sentimento che sarà per sempre casa mia. Ho fatto un commento negativo per il quale mi sono scusato con Tiago Pinto. Ne esco pulito. Qualche volta può sembrare di no, ma nei rapporti umani, all’interno del club, sono una persona molto educata. Questo legame nasce anche dal loro amore per il club, una cosa che non può non toccarti. Loro hanno capito che ho dato tutto. Ho commesso degli errori, ho sbagliato, ho perso partite, ma hanno sempre capito che ho lottato per loro".
Un amore nato anche grazie alla personalità dirompente del portoghese, che in breve tempo ha spazzato via le ruggini del passato e costruito una sintonia a tratti surreale. Regalando, come spesso accaduto nella sua carriera, tante frasi iconiche rimaste nella mente dei tifosi giallorossi: ricordiamone alcune.
"NON SONO QUI IN VACANZA"
E da dove partire se non proprio dal principio, dalla conferenza di presentazione dell'8 luglio 2021. Nella quale Mourinho chiarisce subito di non essere a Roma per un'avventura di passaggio: "Non sono qui in vacanza, tra tre anni mi immagino a festeggiare", dichiara lo Special One citando anche Marco Aurelio ("Nulla viene dal nulla, come nulla ritorna nel nulla").
In un'altra occasione ha voluto sottolineare ai giornalisti presenti la sostenibilità del progetto e, soprattutto, il focus dello stesso: "Questo non è il progetto dei Friedkin, non è il progetto di Mourinho, non è il progetto di Tiago Pinto. Questo è il progetto Roma".
A esplicitare il Mourinho-pensiero, poi, un'altra frase molto chiara: "Io non voglio troppa tranquillità, non voglio troppo tempo: è contro la mia natura. Se il tempo significa finire settimi o ottavi, non lo voglio. Io voglio accelerare il processo, se possibile".
"VENITE ALLO STADIO PER GIOCARLA"
Il rapporto costruito da Mourinho con i suoi tifosi è stato ed è forte. Una frase che può riassumerlo bene è l'invito rivolto ai sostenitori giallorossi alla vigilia della semifinale di ritorno di Conference League contro il Leicester, nel maggio del 2022:
"Non venite allo stadio a guardare la partita. Venite allo stadio per giocarla". Così il portoghese ha chiamato a raccolta i romanisti, con la squadra che dopo il pareggio dell'andata (1-1) doveva vincere all'Olimpico per conquistare la finale europea.
"OGGI NON ERA LAVORO: ERA STORIA"
E arriviamo così proprio alla finale del 25 maggio 2022, la data per eccellenza che ha segnato l'esperienza di José Mourinho sulla panchina della Roma. Il goal di Nicolò Zaniolo è valso l'1-0 e la vittoria su Feyenoord, che ha consegnato la Conference League alla Roma interrompendo la lunghissima attesa europea.
A fine gara, visibilmente emozionato, lo Special One è intervenuto a Sky Sport e con voce rotta ha spiegato: "Oggi non era lavoro, oggi era storia e l'abbiamo scritta. Mi sento romanista al 100%".
La notte di Tirana gli è rimasta nel cuore e ancora nel febbraio del 2024 raccontava: "I ricordi della mia carriera sono tanti, belli e brutti. Però se devo sceglierne uno magari dico l'ultimo. Non è il trofeo più importante che ho vinto, ma per la dimensione di gioia che ha portato dico la Conference League conquistata con la Roma. Se devo scegliere dico questo. Però ci sono state tante cose belle nella mia carriera, tante partite fantastiche da ricordare ed è impossibile sceglierne una o due".
I "22 MINUTI E MEZZO" E "HARRY POTTER"
Un tema caldo nella sua avventura a Roma sono stati i big match ed è iconica la frase pronunciata il 18 dicembre 2021 dopo la vittoria sul campo dell'Atalanta (1-4). Uno scontro diretto vinto dopo tanto tempo, non sorprende che Mourinho si sia tolto un sassolino dalla scarpa dopo le critiche ricevute nelle settimane precedenti con una battuta ironica: "Ogni giorno ci ricordavano che da 19 mesi la Roma non vinceva con una big: ora è da 22 minuti e mezzo".
L'ironia non è mai mancata e ha permeato la sua esperienza in giallorosso fino alla fine. Non a caso il 13 gennaio 2024, alla vigilia di Milan-Roma, lo Special One è tornato sulle aspettative che accompagnano il suo nome e sul confronto tra le ambizioni della piazza giallorossa e le possibilità della squadra in merito alla lotta per rientrare nelle prime quattro posizioni: "Abbiamo i tifosi più incredibili che ho mai visto e un allenatore che basta il suo nome per cui la gente possa pensare che si chiami José Harry Mourinho Potter", ha detto in conferenza stampa.
LE FRECCIATE ALLA LAZIO
Roma vuol dire derby e Mourinho non si è certo sottratto alle schermaglie con la Lazio. Il 17 marzo 2022, con il pareggio ottenuto in extremis contro il Vitesse all'Olimpico (1-1 firmato da Tammy Abraham al 90'), i giallorossi hanno conquistato i quarti di finale di Conference League.
Pochi giorni dopo il derby e il tecnico portoghese, al termine di Roma-Vitesse, parlando della gestione delle energie in vista della sfida con i biancocelesti non si è risparmiato una battuta sui rivali cittadini e su Maurizio Sarri, già eliminati dalle competizioni europee: "Mi spiace avere impiegato tanti giocatori che serviranno domenica, mentre quelli della Lazio sono a casa a fumare la sigaretta con Sarri".
IL CASO KARSDORP: "TRADITO DA UN GIOCATORE"
Per Mourinho non sono mancati anche momenti delicati nella gestione dei giocatori. Curioso il caso del 9 novembre 2022, quando dopo un pareggio contro il Sassuolo ha sorpreso tutti con parole durissime nei confronti di un membro della rosa non meglio precisato:
"Mi sento tradito da un mio giocatore", ha dichiarato nel post partita riferendosi all'atteggiamento in campo. E, aggiungendo, che quel giocatore avrebbe dovuto trovare una nuova sistemazione a gennaio.
Le parole vengono ricondotte a Rick Karsdorp, esterno olandese successivamente allontanato dal gruppo diventando una delle questioni più controverse della seconda stagione romanista dello Special One.
"BANDITO DEL CALCIO"
Altra frase storica quella con cui Mourinho ha affrontato la mancanza di un po' di mentalità della Roma rispetto ad altre squadre allenate in passato. Alla vigilia della partita con l'Udinese del 27 novembre 2023, vinta poi 3-1, il portoghese aveva parlato di una "gang di banditi" riferendosi alle sue squadre passate e dopo la gara è tornato sul concetto:
"C'è gente qui a cui piace il conforto di casa, ti manca la mamma, il papà, la nonna che fa il dolce. Si nasce banditi, non lo diventi. Io, ad esempio, ci sono nato come un bandito del calcio". Una battuta ironica e provocatoria, volta a descrivere il proprio carattere competitivo e a invitare i suoi giocatori ad adottarlo, a lottare senza arrendersi.
MOURINHO E GLI ARBITRI: DA TAYLOR A MARCENARO
Infine, gli arbitri. Anche oggi alla guida del Real Madrid non mancano attacchi e critiche aperte ai direttori di gara da parte di Mourinho, a volte anche preventivi. Per fare un esempio, per dirigere la sfida tra la Roma e i blancos è stato scelto François Letexier, l'arbitro che in Benfica-Real dello scorso 17 febbraio espulse proprio lo Special One (allora sulla panchina dei portoghesi) dopo il noto caso che ha coinvolto Vinicius Jr e Prestianni.
Momenti di alta tensione non sono mancati neanche a Roma. Tutti ricordano la finale di Europa League di Budapest nel 2023, persa contro il Siviglia tra mille polemiche: la mancata concessione di un rigore ai giallorossi per il tocco di mano di Fernando, il penalty prima assegnato agli andalusi e poi revocato dal VAR, la mancata espulsione di Lamela e il contatto in area tra Abraham e Gudelj. Episodi che hanno mandato su tutte le furie giocatori e panchina della Roma, una rabbia culminata nelle proteste a fine partita di Mourinho che nel parcheggio ha affrontato l'arbitro inglese Anthony Taylor insultandolo duramente ("Sei una disgrazia"). Un episodio valso una squalifica di quattro giornate al tecnico portoghese comminatagli dalla UEFA e che hanno incendiato una situazione già rovente: il giorno seguente, all'aeroporto di Budapest, Taylor e la sua famiglia sono stati aggrediti verbalmente e bersagliati da oggetti lanciati da alcuni tifosi della Roma, costringendo la sicurezza a scortarli via in fretta.
Pochi mesi dopo, il 2 dicembre 2023, alla vigilia della trasferta con il Sassuolo Mourinho è tornato a parlare di arbitri concentrandosi sulla designazione di Matteo Marcenaro, preoccupante per il tecnico portoghese che si è lasciato andare a una frase controversa: "Non penso che abbia la stabilità emozionale per una gara di questo livello". La dichiarazione ha innescato l'immediata reazione del mondo arbitrale e innescato polemiche ancor prima della partita. La Procura Federale ha aperto un procedimento nei confronti di Mou che non ha arretrato e ha motivato le proprie parole, aggiungendo anche preoccupazioni per la designazione al VAR.
Tante frasi che hanno caratterizzato la sua avventura in giallorosso, ora Mourinho torna a Roma: un saluto, un abbraccio, prima di lasciarsi alle spalle le emozioni e affrontarsi sul campo.
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