Nuovo chip bioibrido con perovskite e DNA: imita il cervello e abbatte i consumi
I data center globali consumano quantità astronomiche di energia e la tendenza non potrà che portare a nuovi incrementi, visto che proprio da loro dipendono tutti quei servizi AI in cloud a cui ci siamo così ben abituati. Le stime prevedono un consumo triplicato entro il 2030, pertanto ci si sta muovendo su più fronti per evitare il collasso energetico delle reti elettriche.
C'è chi guarda ai data center orbitali, chi al nucleare come metodo di alimentazione, e poi c'è chi si concentra sull'ottimizzazione delle tecnologie attuali. Forse un giorno troveremo la quadra risolutiva, ma parallelamente simili approcci c'è chi vuole radicalmente rivedere la basi, ovvero i chip che rendono possibile tutto il lavoro di calcolo.
Da questo presupposto nasce il lavori di un team di scienziati della Penn State University, che ha sviluppato e brevettato un dispositivo di memoria innovativo, capace di ridurre i consumi di oltre il 99% rispetto ai sistemi tradizionali. Stiamo parlando di qualcosa di davvero rivoluzionario, che nel caso specifico unisce la biologia all'elettronica, creando un sistema bioibrido che imita il funzionamento dei neuroni umani.
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