Obesità infantile, il progetto Edusport nelle scuole unisce educazione alimentare e attività motoria
Il progetto Edusport della Uisp è partito nel mese di settembre per concludersi nel prossimo mese di giugno e ha riguardato 11 istituti scolastici di sette città coinvolgendo circa 600 tra bambine e bambini dai 5 agli 11 anni. Leonardi (Min. Salute): «La prevenzione dell’obesità infantile e la promozione di corretti stili di vita non possono essere affidate soltanto alle istituzioni sanitarie. Servono alleanze stabili con la scuola, con i Comuni, con il mondo dello sport, con il privato sociale, con le famiglie»
Lo sport come strumento per garantire salute. Questo il senso del progetto di Uisp, Unione italiana sport per tutti, dal titolo “Edusport, percorsi di educazione alimentare e sportiva per stili di vita attivi” realizzato con il contributo del Dipartimento per lo Sport rilanciato in occasione della Giornata della terra che ricorre il 22 aprile. Sul sito Uisp una interessante intervista di Massimo Filipponi a Giovanni Leonardi, capo del Dipartimento della salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (One Health) e dei rapporti internazionali del ministero della Salute, che spiega le potenzialità del progetto.
«Edusport, in coerenza con l’approccio One Health – ha dichiarato Giovanni Leonardi – mette in relazione stili e ambienti di vita, sistemi alimentari e condizioni sociali, e traduce questa visione in attività concrete rivolte ai bambini di oggi e quindi agli adulti di domani».
«Il futuro della nostra salute inizia già oggi – ha detto ancora Leonardi – ogni partita giocata, ogni corsa al parco, ogni frutto o verdura in più, ogni ora in meno davanti a uno schermo è un investimento sulla propria energia, apprendimento e benessere. Si tratta di imparare insieme, passo dopo passo, a scegliere ciò che fa stare meglio il corpo e la mente».
Il progetto Edusport della Uisp è partito nel mese di settembre per concludersi nel prossimo mese di giugno e ha riguardato 11 istituti scolastici di sette aree: Genova, Matera, Oristano, Castiglione del lago (Pg), Roma, Taranto e Vallesusa (To). Coinvolti circa 600 tra bambine e bambini dai 5 agli 11 anni che hanno partecipato anche ad attività di pulizia e riqualificazione di spazi verdi.
Sul tema dell’obesità infantile Leonardi sottolinea che «sebbene l’approccio One Health sia stato storicamente associato alla prevenzione delle malattie zoonotiche e delle minacce infettive emergenti, esso è sempre più riconosciuto come rilevante anche per affrontare le malattie non trasmissibili, tra cui l’obesità. Per questo abbiamo rafforzato le iniziative per la prevenzione dell’obesità, in particolare quella infantile, con azioni focalizzate sulla comunicazione, l’informazione, l’educazione a una corretta alimentazione e la promozione dell’attività motoria fin dall’infanzia.Con la prima legge italiana sull’obesità, approvata nel 2025, l’Italia ha inoltre riconosciuto l’obesità come malattia cronica, prevedendo un programma nazionale di prevenzione, diagnosi e trattamento, anche nel contesto dell’infanzia, con risorse dedicate e crescenti negli anni. La legge prevede azioni specifiche di informazione, educazione all’alimentazione e promozione dell’attività fisica, con un forte coinvolgimento delle scuole e delle reti socio-sanitarie di prossimità per la prevenzione dello stato di sovrappeso e dell’obesità infantile. Su questo stiamo lavorando».
« La prevenzione dell’obesità infantile e la promozione di corretti stili di vita – continua Leonardi – non possono essere affidate soltanto alle istituzioni sanitarie. Servono alleanze stabili con la scuola, con i Comuni, con il mondo dello sport, con il privato sociale, con le famiglie: è qui che la società civile e il terzo settore diventano partner di supporto indispensabili. Le organizzazioni del terzo settore hanno un contatto quotidiano con i territori, le scuole, i quartieri e le comunità, contribuendo a costruire fiducia e partecipazione. Il coinvolgimento attivo di questi attori ci aiuta a veicolare i messaggi di salute pubblica nelle esperienze concrete di vita quotidiana: gioco, attività sportive, momenti di educazione alimentare condivisi con i genitori, eventi nelle piazze e nei parchi».
«Edusport è un progetto che valorizza proprio l’impianto educativo, integrando l’educazione alimentare con l’attività motoria. E la fascia d’età scelta – tra i 5 gli 11 anni – è importante perché è quella in cui si formano e si consolidano abitudini alimentari e motorie che possono prevenire sedentarietà e squilibri alimentari, riducendo il rischio di obesità e altre patologie croniche in età adulta» conclude Leonardi.
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