Occhetto impartisce una lezione a Elly e compagni: “Un presidente della Repubblica di destra non sarebbe uno scandalo”

Achille Occhetto, l’ultimo segretario nazionale del Pci e il fondatore del Pds, dà una lezione ai compagni che si sono scandalizzati per l’ipotesi, paventata da Giorgia Meloni, di avere un esponente di centrodestra al Colle. Smontando timori e sospetti infondati.
Le parole di Occhetto
Un presidente della Repubblica di destra non è uno scandalo”, ha spiegato l’uomo della Bolognina in un’intervista al Foglio. “Non mi scandalizza affatto pensare a un capo dello stato dell’altra parte”, ha detto Occhetto. L’ex leader comunista respinge anche l’idea che un presidente di destra rappresenterebbe automaticamente un controsenso istituzionale: “Non è così. Noi del Pci non abbiamo mai chiesto un presidente della Repubblica di sinistra. Piuttosto, abbiamo sempre votato e fatto votare presidenti che fossero garanzia”. Parole che dovrebbero essere recapitate agli eredi politici del Pci, oggi impegnati a spiegare che un candidato proveniente dal centrodestra sarebbe inevitabilmente “di parte”, mentre un candidato vicino alla sinistra diventerebbe, quasi per investitura divina, patrimonio comune della Nazione.
“Votammo Cossiga e Scalfaro”
Occhetto ricorda fatti e precedenti, non suggestioni: “Io posso solo dire che, quand’ero segretario del partito – il Pds – ho lavorato, insieme a Marco Pannella, per eleggere presidente Oscar Luigi Scalfaro. Tutt’altro che di sinistra, comprenderà”. E non finisce qui: “E mi preme ricordare, ancora, che furono i comunisti a votare presidente della Repubblica Francesco Cossiga”. “Lo dico perché nel sistema democratico italiano si è sempre cercato un presidente di garanzia con il concorso di tutti. Ed è per questo che trovo sbagliato che all’inquilino del Quirinale si pensi in termini dualistici: destra o sinistra”.
La sua onestà intellettuale
Achille Occhetto non è diventato un fan di Fratelli d’Italia, al punto che esprime forti e legittime critiche alla legge elettorale da cui dissente. Ma questo non gli impedisce di essere in totale disaccordo con il coro dei suoi ex compagni, dal Pd all’Anpi, che invocano addirittura la difesa della Costituzione nell’ipotesi in cui al Quirinale andasse, per la prima volta, un rappresentante del centrodestra. “Sbaglia chi si indigna, in senso assoluto, per la parola ‘destra’. La prima carica dello stato dovrebbe fuggire certe categorie”, ribadisce il concetto Occhetto.
Recuperando ciò che disse Giorgio Napolitano, il primo e unico presidente comunista, quando parlò di “una logica dell’alternanza del tutto normale anche per il Quirinale” e le parole di Piero Fassino, allora segretario nazionale di Botteghe Oscure, che descrisse questa ipotesi come del tutto normale in una democrazia. Appunto.
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