Omicidio di Rogoredo, l’agente infedele Cinturrino destituito: la risposta dello Stato che smonta i teoremi della sinistra

30 Giugno 2026 - 16:32
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Omicidio di Rogoredo, l’agente infedele Cinturrino destituito: la risposta dello Stato che smonta i teoremi della sinistra

L’ex agente Carmelo Cinturrino destituito, ha ricevuto la notifica del provvedimento in carcere, dove si trova per l’omicidio di Abderrahim Mansouri del 26 gennaio scorso a Rogoredo

Niente sconti: l’ex agente Carmelo Cinturrino, un tempo assistente capo del commissariato Mecenate, accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri – ucciso nel boschetto di Rogoredo lo scorso 26 gennaio durante un controllo anti spaccio – è stato destituito dalla polizia di Stato.

Omicidio di Rogoredo, l’ex agente Cinturrino destituito

Lo Stato non ammette eccezioni, specie se al centro della scena c’è chi tradisce il giuramento di fedeltà alla Repubblica e infanga la divisa. È arrivata la parola fine, sul piano disciplinare, per Carmelo Cinturrino, l’ex assistente capo del commissariato Mecenate accusato dell’omicidio volontario del pusher Abderrahim Mansouri. Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha firmato il decreto di destituzione adottato lo scorso 20 maggio, massima sanzione prevista, notificata all’indagato direttamente in carcere.

L’ex agente Cinturrino riceva la notifica in cella

Una sanzione che non sorprende. E una decisione presa senza esitazioni, avviando l’iter senza attendere i tempi biblici del rinvio a giudizio. Lo stesso Pisani del resto, non a caso, subito dopo il fermo per omicidio dell’ex agente, aveva definito Cinturrino «un ex appartenente alla polizia di Stato… Anzi, lo definirei un delinquente», si corresse subito dopo. Poi velocemente, su disposizione data dal capo della Polizia al questore di Milano, Bruno Megale, era stato nominato il funzionario istruttore per l’avvio del procedimento.

Nessuno sconto per chi tradisce il giuramento di fedeltà alla Repubblica e infanga la divisa

«Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio. Ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito», aveva spiegato Pisani in un’intervista al Corriere della Sera lo scorso 25 febbraio. Sottolineando che «chi tradisce la nostra missione, tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica».

Un caso emblematico che dimostra come la sinistra, pronta a gridare all’immunità di Stato e alla nascita di “poliziotti manganellatori” al di sopra della legge, venga smentita dai fatti. Come ricordato dallo stesso Pisani in diverse occasioni, le tutele procedurali introdotte dal governo difendono i servitori dello Stato dalle gogne mediatiche preventive. Ma non garantiscono alcuna impunità a chi delinque. O usa la forza senza alcuna necessità evidente.

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