Ospedale di comunità di Quarto, Giordano (M5s): “Ats Liguria ferma: impianto di ossigeno sottodimensionato”

Genova. “L’ospedale di comunità di Quarto non dispone – e lo ribadiamo – di un sistema di erogazione dell’ossigeno medicale adeguato a un presidio di ultima generazione. Lo denunciamo da tempo e oggi arriva la conferma direttamente da ATS Liguria, in risposta a un esposto del M5S Liguria presentato dopo numerosi sopralluoghi negli Ospedali e nelle Case di comunità appena inaugurate in Liguria”.
Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, che aggiunge: “È la stessa azienda sanitaria ad ammettere che, poiché la normativa vigente per gli Ospedali di comunità non prevede obbligatoriamente un impianto fisso di erogazione dell’ossigeno, ma consente l’utilizzo di sistemi mobili, il requisito può essere soddisfatto anche in questa forma. Tradotto: in fase di progettazione e realizzazione – resa possibile, peraltro, grazie ai 209 miliardi del PNRR ottenuti durante il Governo Conte – non è stata adeguatamente considerata l’importanza di un impianto stabile per l’erogazione dell’ossigeno medicale”.
“ATS Liguria – prosegue Giordano – si arrampica sugli specchi quando sostiene che, trattandosi di una struttura a bassa intensità di cura, un impianto di ossigeno capace di garantire assistenza h24 non sia prioritario. Come dire: il Covid non ha insegnato nulla. Pensavamo che la pandemia avesse aperto gli occhi sulle criticità del sistema sanitario nazionale e regionale”.
“L’impianto attuale, come abbiamo più volte denunciato, è inadeguato e insufficiente qualora dovessimo fare i conti con un’emergenza, e lo è anche dopo l’aggiunta di ulteriori cinque bombole nel locale dedicato, introdotte peraltro solo dopo la nostra prima segnalazione. Così come sono poco più di un pannicello caldo le bombole mobili – una sola per stanza, indipendentemente dal numero di pazienti. Ribadiamo che, in condizioni ordinarie, l’attuale dotazione garantisce poco più di 7 ore di autonomia per 20 pazienti; in situazioni critiche, si scende sotto le 4 ore. Questo significa una cosa sola: l’impianto non è sicuro”, conclude Giordano.
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