Paolo Santo: «Non sono René Ferretti di Boris, non sputo nel piatto dove ho mangiato: ma anni di hit scritte per altri, anche basta. Mio padre Biagio Antonacci inorridirebbe se sapesse come funziona la musica oggi»

22 Maggio 2026 - 17:21
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Paolo Santo: «Non sono René Ferretti di Boris, non sputo nel piatto dove ho mangiato: ma anni di hit scritte per altri, anche basta. Mio padre Biagio Antonacci inorridirebbe se sapesse come funziona la musica oggi»
Già firma di punta del nuovo pop italiano, dietro successi come Tango, Incoscienti giovani e Mille, ora il figlio del cantautore e nipote di Gianni Morandi debutta in prima persona. «A trent'anni tutto questo non mi bastava più, volevo lasciare una traccia di me, fare qualcosa di vero». L'intervista

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