Papa Leone XIV apparecchia la tavola degli ultimi: a Castel Gandolfo il pranzo dove l’ospite d’onore è la dignità

11 Luglio 2026 - 10:55
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Papa Leone XIV apparecchia la tavola degli ultimi: a Castel Gandolfo il pranzo dove l’ospite d’onore è la dignità

Ne avevamo già dato notizia nei giorni scorsi e volentieri torniamo su un appuntamento che, in questo momento storico, si veste di ulteriori significati profondi. Oggi al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo circa 200 persone in condizioni di fragilità sociale condivideranno il pranzo con il Pontefice. Tra gli invitati mamme sole, rifugiati e assistiti della Caritas in una giornata dedicata all’accoglienza e alla fraternità.

A tavola con il Papa, ma senza posti riservati al potere

Non un vertice diplomatico, né un pranzo di rappresentanza con capi di Stato e autorità. Oggi, a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV sceglie ancora una volta una tavola diversa, quella dove siedono gli ultimi. Al Borgo Laudato si’, immerso nei Giardini Pontifici, saranno circa duecento le persone accolte per una giornata all’insegna della fraternità, della condivisione e dell’ascolto.

I commensali arrivano dalla diocesi di Roma e portano con sé storie spesso segnate dalla fatica: mamme sole, rifugiati, persone in difficoltà economica e sociale, accompagnate dalla Caritas e da numerose realtà impegnate quotidianamente nell’assistenza ai più fragili. Prima del pranzo è prevista la celebrazione eucaristica con la Liturgia della custodia della creazione, seguita da una visita guidata al Borgo Laudato si’, il progetto nato per coniugare spiritualità, ambiente e formazione.

Dopo Lampedusa un’altra tappa verso le periferie

L’iniziativa viene letta come un nuovo tassello del percorso pastorale di Leone XIV. Dopo la recente visita a Lampedusa, il Pontefice torna infatti a mettere al centro quelle periferie umane che spesso restano invisibili. Il direttore generale del Centro di formazione Laudato si’, il cardinale Fabio Baggio, sottolinea come questo appuntamento rappresenti un segnale preciso: la Chiesa è chiamata a stare accanto a chi vive situazioni di vulnerabilità, trasformando la prossimità in testimonianza concreta.

Anche l’elemosiniere pontificio, monsignor Luis Marín de San Martín, richiama il significato dell’iniziativa, ricordando che la carità non si misura con le parole ma con la capacità di condividere tempo, presenza e relazioni. Sulla stessa linea il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina, che evidenzia come la scelta dei partecipanti, provenienti dalle parrocchie e dalle associazioni ecclesiali, voglia restituire visibilità a chi troppo spesso rimane ai margini.

In un tempo in cui i grandi della Terra si incontrano attorno a tavoli dove si discutono guerre, dazi e strategie economiche, Leone XIV sceglie un’altra agenda. E ricorda che, a volte, il gesto più rivoluzionario non è firmare un trattato, ma condividere il pane con chi rischia di essere dimenticato.

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