Parco degli Iblei: “Nessun no ideologico, ma costruito con il confronto tra territori”

13 Luglio 2026 - 16:00
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Parco degli Iblei: “Nessun no ideologico, ma costruito con il confronto tra territori”

Il Parco nazionale degli Iblei torna al centro del dibattito. All’Urban Center di Siracusa si è svolto un tavolo di confronto promosso dal presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, che ha riunito sindaci, parlamentari regionali e nazionali, associazioni di categoria, ambientalisti e rappresentanti del mondo produttivo con un obiettivo comune: provare a costruire una posizione condivisa dopo la sentenza del Tar che ha riaperto la partita sull’istituzione dell’area protetta.

Un confronto che ha fatto emergere sensibilità diverse ma un punto comune: il dibattito non può essere ridotto allo scontro tra favorevoli e contrari. “Non c’è un no al Parco – ha chiarito il presidente Giansiracusa –. Negli anni la concertazione c’è stata, ma è stata insufficiente. Dal 2010 i Comuni della zona montana avanzano osservazioni che sono rimaste inascoltate. Oggi proviamo a trovare una sintesi, senza posizioni ideologiche, auspicando che la Regione possa ancora riaprire l’istruttoria e valutare i fatti nuovi emersi.”

Dello stesso avviso il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, che ha sottolineato come il territorio debba produrre rapidamente un documento unitario da sottoporre agli enti competenti: “Dobbiamo muoverci all’interno della cornice giuridica indicata dal Tar e far emergere le esigenze dei territori prima che scadano i termini fissati dalla sentenza.”

Per il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, l’incontro rappresenta “il primo vero momento di confronto aperto dopo la sentenza”, mentre il sindaco di Buscemi, Michele Carbé, ha ribadito la necessità di “dare finalmente voce a chi vive quotidianamente questi territori”. Ancora più netto il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato: “Il Parco può essere una risorsa, ma non può trasformarsi in un ulteriore ostacolo per comunità già penalizzate dallo spopolamento e dalla carenza di servizi. Serve una perimetrazione corretta e una zonizzazione che tenga conto della forte presenza dell’uomo.”

Anche dal fronte politico emerge una linea condivisa. Il deputato regionale Carlo Auteri ha parlato di “omertà che hanno accompagnato l’intero iter”, ribadendo che “qui sono in gioco aziende, cittadini e territorio”. Per il parlamentare regionale Luca Cannata il nodo resta la costruzione di un Parco condiviso: “Bisogna ascoltare i Comuni, rivedere perimetrazione e zonizzazione e trovare un equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo economico.”

Il senatore Antonio Nicita ha invece posto l’accento sulle responsabilità istituzionali: “C’è stato un grande ritardo sia della Regione sia del Ministero. Oggi il compito della politica è ascoltare tutte le ragioni e trovare una sintesi nell’interesse del territorio.”

Dal mondo produttivo arrivano richieste di maggiore chiarezza. Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha evidenziato l’assenza di studi scientifici aggiornati, di un piano economico e di una governance definita: “Il rischio è creare soltanto nuovi vincoli senza sapere quali benefici concreti porterà il Parco”. Sulla stessa linea la direttrice di Ance Siracusa, Carmen Benanti, secondo cui mancano ancora risposte sulle autorizzazioni, sulla sovrapposizione dei vincoli e sugli effetti per imprese e amministrazioni locali.

Di segno opposto la posizione di Federparchi Sicilia. Marco Mastriani ha invitato la Regione a non impugnare la sentenza del Tar e ad avviare finalmente il percorso istitutivo del Parco: “Sarebbe il ventiseiesimo Parco nazionale italiano. Bisogna superare strumentalizzazioni e false narrazioni e utilizzare questi mesi per spiegare ai territori le opportunità che un’area protetta può offrire.”

Infine Gianpaolo Miceli, per Cna Siracusa, ha ribadito che “non è mai tardi quando si sceglie la strada del confronto”, ma ha evidenziato come oggi, con tempi certi fissati dalla magistratura amministrativa, sia necessario arrivare rapidamente a una proposta che tenga insieme tutela della biodiversità e sviluppo delle attività economiche.

Dal tavolo è emersa così la volontà di predisporre un documento unitario che raccolga le osservazioni dei territori da sottoporre alla Regione e al Ministero dell’Ambiente, nel tentativo di arrivare a un Parco condiviso e costruito sulle reali esigenze delle comunità locali.

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