Pecorino Romano Dop in cattedra all’università di Cagliari
Roma, 26 mag. (askanews) – Un settore che vale centinaia di milioni di euro e tiene insieme tradizione millenaria, export globale e sfide industriali sempre più complesse non può prescindere da una cosa: formare nuove competenze e garantire il ricambio generazionale lungo tutta la filiera. È questo il messaggio emerso dalla lezione tenuta da Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano DOP, alla Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari.
Maoddi, imprenditore caseario e guida del Consorzio, ha offerto agli studenti una lettura completa della filiera del Pecorino Romano DOP: dalla storia antica del prodotto, già presente nell’epoca romana e poi sviluppatosi tra Lazio e Sardegna, fino agli attuali scenari globali che vedono gli Stati Uniti come primo mercato di sbocco e una domanda internazionale in costante evoluzione.
Al centro della lezione anche il tema della governance consortile e del disciplinare DOP, strumenti fondamentali per tutelare un prodotto che rappresenta oggi uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano. Un sistema che garantisce controlli, tracciabilità e qualità lungo tutta la filiera, dalla stalla alla stagionatura. Ampio spazio è stato dedicato all’economia del settore: oltre 1,3 milioni di forme prodotte ogni anno, circa 300 milioni di litri di latte trasformati e un valore al consumo che si avvicina ai 700 milioni di euro. Numeri che raccontano un comparto ad alta intensità produttiva, dove la Sardegna rappresenta circa il 75% della produzione e l’export supera il 60% delle vendite.
Ma proprio la solidità economica si intreccia con una delle sfide più delicate: il futuro delle nuove generazioni. La filiera, infatti, richiede competenze sempre più specializzate, capacità manageriali, conoscenza dei mercati internazionali e attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica. Un contesto in cui il ricambio generazionale non è solo un tema sociale, ma una condizione essenziale per la competitività del settore. Tra i temi affrontati anche le criticità legate ai dazi internazionali, la tutela del marchio nei mercati extra UE e le strategie di promozione del prodotto, sempre più legate a partnership industriali e campagne di comunicazione sui principali mercati esteri.
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