Pensionato “per inidoneità psichica” poi smentita: l’Asp di Siracusa non lo reintegra

31 Luglio 2026 - 21:30
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Pensionato “per inidoneità psichica” poi smentita: l’Asp di Siracusa non lo reintegra

Il Tribunale di Siracusa ha dichiarato illegittimo il pensionamento anticipato del dirigente medico Gaetano Fiore, in servizio al Day Hospital di Medicina dell’ospedale Umberto I, disposto dall’Asp nel dicembre 2024 per presunta inidoneità psichica alla mansione. A quasi quattro mesi dal decreto, che ordina la sua reintegrazione, il medico resta fuori dall’azienda sanitaria, senza stipendio e senza le somme liquidate dal giudice a titolo di spese legali.

Fiore aveva chiesto e ottenuto il mantenimento in servizio fino al compimento del settantesimo anno di età, previsto per il 31 dicembre 2027, sulla base del giudizio di idoneità lavorativa espresso il 7 settembre 2022. Nel maggio 2024 il medico annunciava l’intenzione di candidarsi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Medici di Siracusa. Poco dopo, con comunicazione del 20 giugno 2024, l’Asp lo convocava a una nuova visita di idoneità, benché non fosse ancora trascorso il termine biennale previsto tra un accertamento e l’altro.

In quella sede Fiore veniva sottoposto a visita psichiatrica e a test psicodiagnostici. Sulla base di tali accertamenti, l’Asp disponeva il 19 luglio 2024 la sospensione dal servizio e un giudizio di inidoneità temporanea per 120 giorni. Il medico presentava ricorso allo Spresal, che rideterminava il periodo di inidoneità in 60 giorni. Al termine di quel periodo, a seguito di una nuova valutazione del medico competente (20 novembre 2024) e di una consulenza psichiatrica (29 novembre 2024), l’azienda lo dichiarava definitivamente inidoneo alla mansione specifica e, con deliberazione del 14 dicembre 2024, ne disponeva il collocamento a riposo con decorrenza dal 1° gennaio 2025.

Fiore impugnava il provvedimento dinanzi al Tribunale di Siracusa con un ricorso d’urgenza. Il percorso giudiziario, tuttavia, non è stato lineare: con ordinanza del 4 febbraio 2025 il giudice rigettava in prima battuta la richiesta cautelare, non ravvisando né il periculum in mora né, incidentalmente, il fumus boni iuris. Nel frattempo, il 9 gennaio 2025, anche lo Spresal aveva confermato il giudizio di inidoneità permanente alla mansione di dirigente medico.

Contro il rigetto, Fiore proponeva reclamo al Collegio, che disponeva una consulenza tecnica d’ufficio affidata al prof. Filippo Drago. Il perito, dopo colloqui clinici, esame psichiatrico diretto e test psicodiagnostici ha escluso la sussistenza di qualsiasi patologia psichiatrica in atto o pregressa idonea a giustificare l’inidoneità alla mansione, ritenendo le funzioni cognitive, decisionali ed esecutive del medico pienamente integre.

Sulla base della Ctu, il Collegio del Tribunale di Siracusa — presieduto da Luca Gurrieri, con giudice relatore Francesco Clemente Pittera e giudice Maddalena Vetta — ha accolto il reclamo di Fiore: il decreto dichiara l’illegittimità della delibera del 2024 e la disapplica; accerta il diritto del medico alla riammissione in servizio nelle mansioni di dirigente medico, ordinando all’Asp il ripristino della posizione giuridica, economica e previdenziale relativa al periodo di estromissione; condanna l’azienda sanitaria alla rifusione delle spese di lite per complessivi 3.850 euro, oltre accessori, e pone a suo carico anche le spese della Ctu.

Nonostante il decreto, l’Asp di Siracusa non ha ancora reintegrato il medico. Con una pec del 19 maggio 2026 l’azienda ha condizionato la riammissione in servizio al “conseguimento dell’idoneità fisica all’impiego, senza limitazioni”. Una posizione che il legale di Fiore, l’avvocato Maurizio Papa, ha contestato in diverse comunicazioni all’ASP, richiamando il passaggio del decreto in cui il Tribunale parla di “immediata reintegrazione” del ricorrente nel posto di dirigente medico.

Nel frattempo Fiore ha ottenuto dal Tribunale di Siracusa anche un decreto ingiuntivo esecutivo per 131.611 euro, relativo alle retribuzioni non corrisposte dall’Asp dal 1° gennaio 2025 a oggi.  nche questo provvedimento, riferisce la difesa del medico, sarebbe rimasto senza adempimento.

A oltre un anno e mezzo dal pensionamento contestato, il medico Fiore si trova quindi fuori dall’azienda sanitaria, senza stipendio, senza ricostruzione contributiva e senza il rimborso delle spese legali riconosciute dal Tribunale.

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