Pina Picierno: "Schlein è ingenua. La difesa di Kyiv nel campo largo è ormai una posizione minoritaria"

04 Agosto 2026 - 07:40
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"Non lancio nessun appello, ma offro uno spazio nuovo che si fa sempre in tempo a costruire insieme. Chi continua a restare ostaggio soffre della sindrome di Stoccolma". Liberali, europeisti, riformisti del campo largo, Pina Picierno parla a voi e a tutti coloro che di fronte alle nuove dichiarazioni di Giuseppe Conte sul sostegno all'Ucraina hanno storto il naso. Domenica il presidente del Movimento 5 stelle ha ribadito la sua posizione riguardo l'invio di armi a Kyiv, e ha spiegato che il sostegno all'Ucraina sarà uno dei nodi da sciogliere attraverso le primarie del campo largo. Condizioni su leader e temi, insomma. "Le sue posizioni non sono cambiate, né cambieranno", dice al Foglio la vicepresidente del Parlamento europeo, fuoriuscita dal Pd anche per la "testarda" alleanza voluta da Elly Schlein con il M5s. Le divergenze erano inconciliabili e da tempo il punto è un altro, dice: "Conte è capace di accrocchi così eterogenei su principi e valori fondamentali come l'Europa e il sostegno all'Ucraina che non reggono la prova di una campagna elettorale, figurarsi di un eventuale governo".

Le elezioni saranno il prossimo anno e passata l'estate l'alleanza dovrà scrivere il programma. Ma c'è tutt'altro che serenità. Le parole dell'ex premier hanno alzato un grosso polverone. Metà Pd ha alzato la voce e difeso quanto spiegato sulle colonne del nostro giornale dalla stessa Schlein qualche settimana fa (sostegno a Kyiv "con qualunque mezzo"). Ma nel campo largo, compresa la segretaria del Pd, le reazioni si sono concentrate più sulla proposta di fare le primarie prima del programma piuttosto che sul merito delle parole di Conte sull'Ucraina. "Questa è una novità che ha una grande rilevanza sul piano politico", dice Picierno. "Se guardo alle dichiarazioni dei leader di partito del campo largo, da Bonelli a Conte, le posizioni espresse da Schlein su Kyiv sono minoritarie". Quindi "non parliamo più di soci minoritari riottosi, ma di un campo in cui prevale il punto di vista dell'aggressore". Per Picierno, insomma, non è più tempo di "appelli e documenti". Serve un'iniziativa nuova. È il senso di Spazio pubblico: "Una nuova offerta elettorale perché non bisogna arrendersi alla deriva populista di destra e di sinistra".

Due giorni fa Picierno ha scritto sui social: "Siete a un bivio, amici del Pd". Commentava le parole di Conte, parlando ai riformisti e gli europeisti del partito. Come troveranno uno spazio? Per la vicepresidente dell'Europarlamento "non lo troveranno" perché ormai "in quel perimetro è già prevalsa un'altra cultura, altri editorialisti, altri slogan". Secondo lei: "Il gioco al rialzo di Vannacci, Salvini e Conte sarà sempre più feroce e il posto per i riformisti che ci rimarranno invischiati dentro sarà ai margini delle curve". Il tutto ai danni "di un paese che chiede un dibattito serio sulle cose" e in barba alla nettezza espressa da Schlein riguardo a un tema tutt'altro che marginale.

E a proposito, la segretaria del primo partito d'opposizione ha scelto di non dire nulla sulle posizioni del M5s riguardo a Kyiv e si è limitata a un grande e grosso "non litighiamo tra di noi", arrivato in serata durante un'intervista al Tg3. "La sua parabola mi appassiona poco, ma noto una certa coincidenza tra il tentativo piuttosto maldestro di accreditarsi verso certi interessi e personalità e la pressione sotto la quale viene messa dai suoi presunti alleati", dice Picierno. Dietro al silenzio c'è il benessere dell'unità, per questo ha scansato commenti sulle divergenze riguardo a Kyiv. "Vuole tenere dentro tutto: la lotta e il governo, il programma e le primarie, il campo largo e le ambizioni personali, le cancellerie e la rivoluzione. È un'ingenuità".

Le primarie infervorano più della guerra in Ucraina? Il discorso non vale solo per Schlein, ma anche per Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ieri si è inserito nel dibattito, con una proposta: le primarie vedranno la competizione di tutti, il migliore vincerà, si seguirà la sua linea, ma dopo si resterà comunque tutti insieme. "Ci sono sempre state due sinistre", ha scritto, "ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez". Ma Picierno non ci sta: "In nessuna democrazia si considera normale mettere ai voti se sostenere un aggredito o favorire un aggressore", dice. "Il pluralismo è una ricchezza. L'ambiguità sui principi fondamentali no". Per questo, "faccio fatica a capirla". Secondo lei: "La pretesa di stabilire il programma col voto ai gazebo è plebiscitarismo perché ormai nei gazebo non scelgono più neanche un candidato sindaco o presidente di regione. Non c'è misura". Ma tanto lavoro da fare.

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