Qantas valuta di trasferire fino a 1.000 posti di lavoro in India

04 Agosto 2026 - 06:40
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Il piano, discusso con Accenture e denominato Project iQ, potrebbe coinvolgere ruoli nel marketing, nella finanza, nelle risorse umane e in altre funzioni amministrative. La compagnia: «Nessun accordo formale e nessuna decisione è stata ancora presa»

Qantas sta valutando la possibilità di trasferire in India fino a 1.000 posti di lavoro attraverso una partnership con il colosso della consulenza Accenture.

Il progetto, denominato Project iQ, riguarderebbe principalmente funzioni amministrative e di supporto, tra cui marketing, finanza, risorse umane e altri ruoli di back office.

L’obiettivo della compagnia sarebbe ridurre i costi e accelerare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per “modernizzare” la propria organizzazione.

Il piano si trova ancora in una fase preliminare. Una decisione definitiva, compreso il numero effettivo delle posizioni eventualmente trasferite o eliminate in Australia, è attesa entro la fine dell’anno.

Colloqui iniziali con Accenture

Un portavoce di Qantas ha confermato che la compagnia sta analizzando nuove partnership capaci di supportare il processo di trasformazione tecnologica.

«Stiamo valutando modi per accelerare l’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, modernizzare il nostro modo di lavorare e offrire risultati migliori ai clienti e al personale», ha dichiarato.

Qantas ha precisato che le discussioni con Accenture sono ancora in una fase iniziale e che non esiste al momento alcun accordo formale.

La compagnia ha inoltre sottolineato che non sono ancora state prese decisioni sui posti di lavoro.

Marketing, finanza e risorse umane tra le aree coinvolte

Secondo le informazioni disponibili, l’eventuale trasferimento riguarderebbe soprattutto attività non operative.

I ruoli potenzialmente interessati comprenderebbero personale impiegato nel marketing, nella gestione finanziaria, nelle risorse umane e in altre funzioni amministrative.

L’operazione non sembrerebbe invece concentrarsi, almeno in questa fase, sui lavoratori direttamente coinvolti nelle operazioni di volo, nella manutenzione e nei servizi aeroportuali.

Qantas sostiene di avere creato migliaia di posti di lavoro operativi in Australia negli ultimi anni, tra cui posizioni per piloti e ingegneri, e afferma di voler assumere migliaia di altri dipendenti nei prossimi anni.

L’intelligenza artificiale al centro del progetto

Project iQ non sarebbe soltanto un programma di delocalizzazione.

La compagnia vuole anche utilizzare l’intelligenza artificiale per automatizzare processi, ridurre i tempi di gestione e cambiare il modo in cui vengono svolte numerose attività interne.

La questione è però destinata a sollevare forti preoccupazioni tra i dipendenti.

Dietro la parola “modernizzazione” potrebbe infatti nascondersi una significativa riduzione delle posizioni amministrative in Australia, con attività trasferite verso un mercato nel quale i costi del lavoro sono generalmente inferiori.

Resta da chiarire quanti ruoli verrebbero realmente trasferiti, quanti eliminati e quanti trasformati attraverso l’automazione.

Il nodo della sicurezza dei dati

L’eventuale affidamento di funzioni interne a una società esterna aprirà anche interrogativi sulla gestione delle informazioni sensibili.

I reparti finanziari e delle risorse umane trattano dati personali, stipendi, contratti e documenti aziendali riservati.

Qantas dovrà quindi dimostrare che ogni eventuale trasferimento di attività garantisca livelli adeguati di protezione, controllo e responsabilità.

L’utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale rende inoltre necessario stabilire con chiarezza quali decisioni possano essere automatizzate e quali debbano restare sotto il controllo diretto del personale.

Una decisione delicata dopo il caso dei 1.820 lavoratori

La possibile delocalizzazione arriva in un momento particolarmente delicato per i rapporti tra Qantas e il proprio personale.

All’inizio dell’anno, la compagnia è stata condannata a pagare 90 milioni di dollari per il licenziamento illegittimo di 1.820 lavoratori durante la pandemia di Covid-19.

Si è trattato della più grande sanzione mai imposta nella storia australiana delle relazioni industriali.

Quel caso ha lasciato un segno profondo sulla reputazione della compagnia e ha rafforzato l’attenzione pubblica sulle sue decisioni in materia di occupazione.

Una nuova operazione capace di spostare centinaia di posti di lavoro all’estero rischierebbe quindi di riaprire lo scontro con sindacati, dipendenti e opinione pubblica.

Le contestazioni dell’ACCC

Qantas è stata inoltre coinvolta in un’azione dell’Australian Competition and Consumer Commission per avere tratto in inganno clienti che avevano acquistato biglietti per voli già cancellati da giorni o settimane.

La controversia ha contribuito ad alimentare le critiche sulla gestione della compagnia e sul rapporto con i passeggeri.

In questo contesto, Qantas presenta Project iQ come uno strumento per migliorare il servizio e ottenere risultati migliori.

La vera sfida sarà dimostrare che la riduzione dei costi non avverrà a scapito della qualità, della trasparenza e dell’occupazione australiana.

Mille posti di lavoro non sono soltanto un numero

Per Qantas, il trasferimento di attività in India potrebbe rappresentare un’importante operazione di risparmio.

Per i lavoratori coinvolti, però, significherebbe incertezza sul futuro professionale, possibili licenziamenti e una trasformazione radicale delle funzioni svolte in Australia.

Il dibattito non riguarderà soltanto la legittimità economica della scelta.

Riguarderà anche il ruolo di una delle aziende simbolo del Paese e la responsabilità che una compagnia nazionale ha nei confronti dei propri dipendenti.

Qantas assicura che nessuna decisione è stata presa. Ma l’ipotesi di trasferire fino a 1.000 ruoli in India è già sufficiente per aprire una questione politica, industriale e sociale.

La modernizzazione può essere necessaria.

Ma quando viene accompagnata dalla delocalizzazione di centinaia di posti di lavoro, non può essere presentata soltanto come un aggiornamento tecnologico.

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