Piovono multe in Emilia-Romagna, arriva il bici-velox
A Parma gli agenti hanno messo nel mirino i proprietari di bicilette elettriche con lo strumento del bici-velox, un dispositivo in grado di individuare le e-bike modificate che superano i limiti consentiti. Dai primi accertamenti sono emerse delle irregolarità che hanno già condotto a 15 sanzioni in poche ore e multe fino a 15mila euro.
Il bici-velox usato dalla Polizia Locale di Parma è stato battezzato Dynostar e consente di accertare se una e-bike è in regola con le recenti normative. La diffusione massiccia delle biciclette elettriche ha portato a una lunga lista di disposizioni da rispettare. Su un banco di prova portatile, dotato di rulli, viene piazzato lo strumento di misurazione della velocità massima e della potenza del motore. La soluzione è in grado di verificare in un lampo eventuali alterazioni delle prestazioni originali. Per accrescere le performance del mezzo in tanti hanno applicato delle modifiche che aumentano la velocità.
E-bike truccate nel mirino
Circolare su strade pubbliche con una e-bike modificata o sbloccata è un’infrazione gravissima secondo il Codice della Strada italiano. Le bici elettriche, comprese alcune fat-bike, possono diventare veloci come scooter attraverso interventi sul sistema elettrico e possono raggiungere facilmente velocità superiori a quelle consentite. Per rientrare nella categoria di un normale velocipede, una bicicletta a pedalata assistita secondo la legge, deve presentare un motore con potenza nominale continua massima di 250 watt, il cui supporto si interrompa prima che il mezzo raggiunga i 25 km/h.
In caso di superamento della soglia si materializza un problema da non sottovalutare per evitare sanzioni. Se il motore continua a fornire assistenza oltre il limite stabilito, a causa di alcune modifiche al mezzo, l’e-bike può essere qualificata come ciclomotore, con tutti gli obblighi previsti per questa categoria. Quindi prima di alterare una bicicletta elettrica a pedalata assistita (EPAC) per superare i limiti di fabbrica tenete conto delle potenziali conseguenze.
Controlli a tappeto
Gli agenti sono intervenuti a Parma, lo scorso 6 ottobre 2026, con verifiche in via D’Azeglio e piazza Garibaldi, due zone centrali della città, sempre piene di ciclisti. In base a quanto annunciato sulle colonne de La Repubblica, sono state comminate 15 sanzioni nell’arco di un solo pomeriggio. La ricerca delle e-bike irregolari continuerà anche sulle piste ciclabili, nelle zone a traffico limitato e nei parchi cittadini. In caso di circolazione senza i necessari requisiti amministrativi possono scattare sanzioni comprese tra 5mila e 15mila euro, oltre a eventuali provvedimenti sul mezzo.
Le violazioni riscontrate durante i controlli degli agenti vanno dalla mancanza di immatricolazione all’assenza della copertura assicurativa obbligatoria. A Bologna, la Lega ha chiesto di adottare uno strumento analogo per verificare la regolarità delle e-bike in circolazione. Il capogruppo Matteo di Benedetto ha chiesto di installare un Dynostar per aiutare la Polizia Locale. Di Benedetto, a tal proposito, ha annunciato:
“Non si tratta di colpire la mobilità elettrica, ma di garantire che chi utilizza una bicicletta regolarmente conforme possa farlo insieme a tutti gli altri cittadini, senza che mezzi modificati e potenzialmente molto più veloci mettano in pericolo la sicurezza degli altri”.
Fiab, Ancma e Assoutenti hanno chiamato in causa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per tutelare i consumatori e le aziende che rispettano i requisiti di legge.
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