Più della metà dei giovani in Lombardia vive in casa dei genitori, pesano precariato e salari bassi

Oltre la metà dei giovani residenti in Lombardia abita in casa coi genitori e sempre meno di loro decidono di andare a vivere da soli. I numeri diffusi dalla Regione Lombardia raccontano di un «desiderio di indipendenza frenato» dalla precarietà economica, aggravata da timori legati all’aumento del costo della vita e dei salari bassi.
I dati sono stati diffusi in occasione della discussione in Commissione Cultura del Piano Giovani 2026: il documento che traccia le linee guida per le politiche giovanili del territorio. Il report fotografa la situazione demografica, scolastica e occupazionale dei residenti di età compresa tra i 15 e i 34 anni.
Oltre metà dei giovani vive a casa dei genitori
I dati sulla condizione abitativa indicano che oltre la metà dei giovani lombardi non ha ancora lasciato la casa dei genitori. Tra coloro che hanno avviato un percorso di autonomia fuori dal nucleo d’origine, il 41% risiede in un immobile di proprietà della famiglia, il 22,5% vive in affitto e il 26,9% dichiara di abitare in una casa di proprietà personale o co-intestata.
Le rilevazioni mostrano una contrazione nelle intenzioni di autonomia futura: la quota di chi programma di andare a vivere da solo si ferma al 29,5%.
Secondo l’analisi regionale, il desiderio di indipendenza risulta strutturalmente frenato dalla precarietà dei contratti di lavoro e dalla mancanza di stabilità finanziaria. Queste medesime cause incidono direttamente sulle scelte demografiche, configurandosi come i principali fattori del rinvio della genitorialità. Tra i giovani che scelgono di uscire dall’abitazione familiare, la tendenza principale vede l’affermazione di modelli di convivenza senza figli (childfree), che interessano il 22,9% del campione.
Le preoccupazioni dei giovani
Il report definisce inoltre una precisa gerarchia delle preoccupazioni della popolazione giovanile in Lombardia. Al primo posto figura il timore per l’aumento dei prezzi e l’inflazione, segnalato dal 63% degli intervistati, seguito strettamente dal problema dei salari bassi (61%) e dalle preoccupazioni per l’andamento della crisi economica (57%). Rilevanti anche le tematiche ambientali, con il 55% dei giovani preoccupato per l’inquinamento e la crisi climatica, e il funzionamento della sanità pubblica, indicato come criticità dal 53% dei soggetti.
Le differenze in base a territorio e fasce economiche
La percezione di insicurezza e vulnerabilità non è uniforme sul territorio regionale, ma si presenta più marcata tra i residenti delle province meridionali della Lombardia e all’interno delle fasce sociali ed economiche storicamente più fragili. Come risposta a questo quadro di incertezza diffusa, l’indagine rileva lo sviluppo di una crescente sensibilità verso modelli di vita orientati al bilanciamento tra l’attività professionale, la gestione del tempo libero, la sostenibilità e il benessere personale.
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