Polvere e allergeni in casa: Folletto punta sul contenimento delle particelle
In casa, la qualità dell’aria non dipende soltanto da ciò che arriva dall’esterno. Polvere, pollini, muffe e residui degli acari possono accumularsi nei tessili, nei materassi, nei cuscini e nei divani, restando presenti anche quando le superfici sembrano pulite. È una presenza poco evidente, spesso ignorata proprio perché la casa appare in ordine, ma può incidere sul modo in cui gli ambienti vengono vissuti ogni giorno, soprattutto da chi soffre di allergie o sensibilità respiratorie.
Il passaggio meno evidente arriva dopo l’aspirazione: una volta raccolta, la polvere deve restare confinata nel sistema, soprattutto quando contiene particelle molto fini. È l’aspetto su cui Folletto concentra l’attenzione con il VK7s, sistema di aspirazione con sacchetto, filtro HEPA e certificazione TÜV Nord, progettato per trattenere le particelle aspirate e limitarne la reimmissione nell’ambiente.
Secondo le stime richiamate da Folletto, entro il 2050 una persona su due potrebbe sviluppare una forma allergica. In Italia, circa il 28% della popolazione soffrirebbe oggi di allergie respiratorie, pari a circa 9 milioni di persone. Il dott. Alessandro Fiocchi, Direttore della divisione di Allergologia presso l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e storico consulente di Folletto, ricorda che "una parte significativa dell’esposizione agli allergeni avviene negli ambienti indoor, dove trascorriamo fino al 90% del tempo". Tra gli elementi più rilevanti ci sono gli acari della polvere, che diventano problematici attraverso le proteine presenti nei loro residui, facilmente inalabili e diffuse soprattutto nei materiali tessili.
DOPO LASPIRAZIONE
La scelta del sacchetto, nel caso di Folletto VK7s, viene collegata alla necessità di ridurre la dispersione delle particelle dopo l’aspirazione. Nei dispositivi senza sacco, il momento dello svuotamento del contenitore può rappresentare una fase più esposta, perché una parte delle polveri fini può tornare nell’aria in modo poco percepibile. È un aspetto da non liquidare come secondario, soprattutto quando si parla di allergeni domestici e di particelle che possono restare presenti negli ambienti anche dopo le normali attività di pulizia.
Fiocchi sottolinea che "è fondamentale limitare la dispersione delle particelle durante le operazioni di pulizia e ridurre la loro re-immissione nell’aria". Il riferimento riguarda il contenimento dell’esposizione quotidiana, in particolare per i soggetti più sensibili, come bambini e pazienti asmatici, restando nel campo della gestione dell’ambiente domestico e non della cura delle patologie respiratorie.
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