Processo a Milano per Artem Tkachuk: arriva la condanna

25 Luglio 2026 - 14:55
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Processo a Milano per Artem Tkachuk: arriva la condanna

L’attore Artem Tkachuk finisce al centro delle cronache milanesi a causa degli avvenimenti notturni a Rho e delle conseguenti decisioni legali

Il noto volto della televisione Artem Tkachuk, venticinquenne artista italo-ucraino salito alla ribalta per il ruolo di “Pino ‘o pazzo” nella celebre fiction Rai Mare Fuori, è stato punito con un anno di reclusione dal Tribunale di Milano. La decisione è stata presa dalla giudice per le direttissime Amelia Managò a seguito di un procedimento svolto con rito abbreviato. La vicenda trae origine dalle intemperanze notturne commesse dal giovane insieme a tre conoscenti nelle vicinanze del capoluogo lombardo.

Gli avvenimenti si sono verificati durante la notte tra il 20 e il 21 maggio 2026. Verso le 3:00 del mattino, gli abitanti di via Molino Prepositurale a Rho, nei pressi di Milano, sono stati svegliati da forti schiamazzi e clamori provenienti dalla strada. Un gruppo formato da quattro ragazzi stava colpendo con calci e pugni i veicoli regolarmente in sosta lungo la via, staccando gli specchietti retrovisori e devastando le carrozzerie di almeno quattro automobili.

All’arrivo delle volanti della Polizia di Stato, allertate dalle segnalazioni degli abitanti, i quattro giovani si trovavano ancora sul posto. Tra di essi vi era proprio Artem Tkachuk, in evidente stato di alterazione. Anziché riacquistare la calma di fronte alle forze dell’ordine, l’interprete ha reagito con un atteggiamento provocatorio e violento, scagliando ingiurie e intimidazioni dirette contro gli agenti. Come riportato dagli atti dell’arresto, il ragazzo ha pronunciato frasi come “Con i miei soldi vi compro tutti” e “Adesso vi sfondo”. Di conseguenza, l’attore è stato arrestato in flagranza per danneggiamento aggravato in concorso e denunciato a piede libero per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.

L’esito del processo e l’obbligo del risarcimento economico

Nelle ore successive ai fatti, durante l’udienza di convalida, la giudice Amelia Managò aveva confermato il fermo eseguito dalla Polizia, decidendo però di non disporre alcuna misura cautelare verso Tkachuk, che era così tornato in libertà in attesa del dibattimento. Il 23 luglio 2026 si è chiuso il giudizio di primo grado, caratterizzato dal confronto tra la tesi dell’accusa e quella della difesa.

In aula, il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a otto mesi di reclusione per la contestazione di danneggiamento aggravato. Per contro, le avvocate Maria Grazia Padula, difensore di Tkachuk, e Alessia Pontenani, legale degli altri coimputati, avevano domandato l’assoluzione, precisando che due dei giovani avevano incrociato l’attore soltanto quella sera per chiedergli una foto ricordo e rimarcando la totale assenza di premeditazione.

Alla fine la giudice ha inflitto una pena di un anno di reclusione a tutti e quattro gli imputati, superando la richiesta avanzata dalla Procura. Il Tribunale ha accordato i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione nel casellario giudiziale, vincolando tuttavia la misura al risarcimento integrale dei danni provocati ai proprietari dei veicoli entro il termine perentorio di sei mesi. Rimane inoltre aperto nei confronti dell’attore un fascicolo separato con l’imputazione di minacce a pubblico ufficiale per la condotta tenuta davanti agli agenti.

Le reazioni sui social e i precedenti dell’attore di Mare Fuori

La diffusione della sentenza ha generato un forte clamore mediatico, inducendo Artem Tkachuk a sfogarsi pubblicamente sui propri profili social. Nei suoi interventi, l’attore ha criticato le controversie nate attorno alla vicenda, affermando che la gente preferisce puntare il dito contro di lui anziché affrontare i problemi realmente gravi e serii. L’interprete di Mare Fuori si è descritto come “preda dello show business e del demonio”, accostando la propria posizione a quella di altre celebrità travolte dalla pressione dei media e dal successo improvviso.

Per il venticinquenne italo-ucraino non si tratta della prima vicenda controversa finita nelle cronache. Nel settembre precedente, l’attore era stato coinvolto in un episodio presso l’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, caratterizzato da un’aggressione concitata ai danni dei sanitari e del personale di vigilanza, con il danneggiamento di alcune strutture del pronto soccorso. Lanciato sul grande schermo dal film La paranza dei bambini, tratto dal romanzo di Roberto Saviano in cui vestiva i panni di “Tyson“, Tkachuk ha poi raggiunto il successo globale con la serie Mare Fuori e con la partecipazione alla trasmissione Pechino Express. L’apparente sovrapposizione tra la personalità irruenta del suo personaggio televisivo e i suoi guai personali continua ad alimentare il dibattito pubblico.

A cura della redazione

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