Protesi d’anca in ceramica e chirurgia mininvasiva: il Policlinico Abano firma il primo impianto in Italia

07 Luglio 2026 - 12:17
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Protesi d’anca in ceramica e chirurgia mininvasiva: il Policlinico Abano firma il primo impianto in Italia

Nella struttura sanitaria, presidio ospedaliero della Regione Veneto, l’U.O. di Ortopedia e Traumatologia ha effettuato i primi due interventi con il materiale altamente biocompatibile, resistente all’usura e privo di ioni metallici, e la tecnica di accesso anteriore, che rispetta maggiormente muscoli e tessuti molli e favorisce un recupero funzionale più rapido

Abano Terme (PD), 7 luglio 2026 – Il reparto di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Abano taglia un nuovo traguardo nella protesica d’anca grazie all’impianto di dispositivi di rivestimento in ceramica con tecnica chirurgica mininvasiva. È la prima volta in Italia.

L’équipe sotto la direzione del dott. Antonio Camporese, responsabile dell’unità operativa della struttura sanitaria di Abano Terme (PD), presidio ospedaliero della Regione Veneto e clinica capofila del Gruppo Ospedaliero Leonardo, ha operato un uomo di 54 anni e una donna di 52, affetti da grave artrosi dell’anca, che sono stati dimessi dopo tre giorni dall’intervento e hanno già iniziato il percorso riabilitativo.

La metodica, indicata per pazienti giovani e attivi con patologia artrosica dell’anca, è quella del resurfacing che, a differenza della convenzionale protesi totale d’anca, preserva gran parte della testa e del collo del femore in quanto vengono sostituite solo le superfici articolari danneggiate. L’evoluzione in questo ambito è rappresentata dal materiale impiegato per riparare l’osso danneggiato.

Materiale innovativo e tecnica chirurgia con accesso anteriore

La protesi resurfacing H1 è la prima ad avere superfici articolari completamente in ceramica, che è un materiale altamente biocompatibile, resistente all’usura e che non rilascia ioni metallici. All’impiego del dispositivo innovativo è abbinata la tecnica mininvasiva di accesso anteriore per la collocazione della protesi, che rispetta maggiormente muscoli e tessuti molli e che favorisce un recupero funzionale più rapido.

“La protesi in ceramica – spiega il dott. Antonio Camporese, responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Abano – è una protesi di rivestimento che consente di preservare gran parte dell’osso del femore, mantenendo un’anatomia più fisiologica rispetto a una tradizionale. Essa rappresenta un passo avanti nelle soluzioni a disposizione degli ortopedici per il trattamento dell’artrosi che può danneggiare l’articolazione. La ceramica è un materiale a bassissima usura, altamente biocompatibile e progettato per mantenere le proprie caratteristiche nel tempo. Inoltre, non rilascia ioni metallici nella sede di intervento perché è un materiale chimicamente molto stabile e inerte, non si consuma facilmente e non si corrode, evitando così il rilascio di ioni, contenuti nelle vecchie protesi in metallo, che potevano provocare infiammazione”.

La protesi è composta di due parti. La parte che viene posizionata sulla testa del femore ha la forma di una cupola con la parte esterna in ceramica e quella interna in titanio che incapsula l’osso e va a integrarsi con esso, previa eliminazione dei residui di cartilagine. Il pezzo dal lato dell’acetabolo ha la forma di una coppa con l’interno in ceramica e l’esterno in titanio e si integra con l’osso.

I vantaggi della metodica chirurgica

L’intervento, infatti, consente di posizionare la protesi direttamente sull’osso. “In questi casi, la fissazione è press-fit, avviene cioè senza cemento, in modo da permettere alla protesi di integrarsi biologicamente con la superficie ossea. L’intervento – prosegue Camporese – è mininvasivo grazie alla tecnica anteriore, che rispetta maggiormente muscoli e tessuti molli e che può favorire un recupero funzionale più rapido. L’approccio chirurgico anteriore consente di raggiungere l’articolazione passando dalla parte anteriore della coscia, sfruttando un piano naturale tra i muscoli anziché sezionarli”. Questo comporta un minor trauma chirurgico e un minor sanguinamento con tutti i conseguenti vantaggi in termini di recupero post-operatorio e funzionale.

Innovazione continua

Il Policlinico Abano amplia, dunque, la sua offerta nell’ambito dell’ortopedia protesica con soluzioni all’avanguardia. “Siamo particolarmente orgogliosi di essere stati i primi in Italia a impiantare queste protesi in ceramica attraverso l’accesso anteriore. È un risultato importante che conferma il nostro impegno nel portare innovazione in chirurgia protesica, sempre con l’obiettivo di offrire ai pazienti trattamenti sempre più efficaci, meno invasivi e in grado di consentire un rapido ritorno alle attività quotidiane”, conclude il dott. Camporese.

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