Arrestati due ex 007 italiani, passavano informazioni all’intelligence russa
Passavano notizie top secret a 007 russi a Roma. Per questo, secondo quanto riporta il Tg1, due ex agenti in pensione dell’intelligence italiana sono finiti agli arresti domiciliari. Indagate altre cinque potenziali “fonti” italiane in forza al ministero della difesa che potrebbero aver avuto contatti con i referenti dell’intelligence di Mosca. Secondo una inchiesta del Ros coordinata dalla Procura di Roma, rivela ancora il Tg1, la coppia di ex agenti italiani riferiva segreti militari e i nominativi degli agenti segreti operativi italiani e del Ros alle spie del raggruppamento di intelligence GRU di Mosca.
Indagate altre cinque persone
Le due misure cautelari, emesse dal Gip del Tribunale di Roma, sono a carico di due indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione, rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione e accesso abusivo a sistema informatico o telematico. Nell’ambito del medesimo procedimento sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica a carico dei due e di ulteriori cinque persone, indagate, a vario titolo, per procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato, rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione. La misura cautelare rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa, avviata nel maggio del 2025, che ha dato origine a due procedimenti penali, rispettivamente instaurati presso la Procura Distrettuale e Militare di Roma, tra loro collegati ex art. 371 c.p.p.. Le indagini – sviluppate principalmente attraverso complesse attività tecniche e servizi di osservazione, controllo e pedinamento – hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti del principale indagato – 59enne ex appartenente al comparto di intelligence nazionale e già sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri – in ordine a un’attività di spionaggio svolta in favore e per conto di un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica sul territorio nazionale.
Il principale indagato rivelava le notizie tramite sei fonti
Il principale indagato, unico interlocutore del presunto agente russo, acquisiva e a questi rivelava le notizie di interesse per il tramite di sei fonti – tra cui quattro militari in servizio impiegati in incarichi connotati da un alto grado di riservatezza – ritenute responsabili, a vario titolo, di aver fornito informazioni che nell’interesse della sicurezza dello Stato o nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato debbono rimanere segrete o ritenute di vietata divulgazione. Le investigazioni hanno consentito di documentare diverse interlocuzioni tra il presunto agente straniero e il principale indagato, nel corso delle quali, mentre il primo esplicitava le sue esigenze informative, il secondo forniva, dietro compenso in denaro, informazioni relative alle richieste recepite dall’altro negli incontri precedenti e acquisite per il tramite delle sue fonti.Nell’ambito del coordinamento investigativo ex art. 371 c.p.p., la Procura Militare di Roma, alla luce degli elementi probatori emersi nel corso dell’indagine nei confronti dei citati quattro militari in servizio – indagati a vario titolo anche per i reati di rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio – ha emesso altrettanti decreti di perquisizione personale, locale e informatica, eseguiti contestualmente a quelli emessi dalla Magistratura Ordinaria.
Crosetto: “Da Russia guerra latente costante per indebolire le nostre istituzioni”
“Grazie al lavoro della Procura di Roma e dei Ros oggi lo Stato Italiano rende evidente a tutti quale sia il reale atteggiamento della Russia nei nostri confronti. Quello che emerge con l’evidenza dei fatti è un conflitto ibrido quotidiano, una guerra latente costante, per indebolire le nostre istituzioni, le nostre alleanze e la nostra sicurezza. É la punta di un iceberg gigantesco, la guerra ibrida, fatto di nemici esterni e traditori interni che sono pronti a vendere la loro Nazione per soldi o per potere o per interesse personale. Oggi lo Stato ne colpisce alcuni ma lo scontro è continuo ed incessante. Grazie a chi lavora per contrastarlo”,scrive il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.
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