PSG-Arsenal, le sfide chiave della finale di Champions League: Kvaratskhelia contro Timber, Dembélé contro Saliba e Gabriel, tutti i temi
La finale mette di fronte due squadre dagli stili opposti. E a fare la differenza nella gara che vale la Champions League saranno anche i tanti duelli individuali.
La finale di Champions League tra PSG e Arsenal promette di essere uno scontro tra stili. Gli inglesi vantano la miglior difesa del torneo: appena sei goal subiti e nove clean sheet. Mentre i francesi, campioni in carica, arrivano alla Puskas Arena con 44 goal all’attivo e sono i favoriti.
L'Arsenal, habitué del secondo posto in Premier League, sbarca però in Ungheria con il morale alle stelle dopo aver rotto un digiuno di 22 anni e con la consapevolezza di non aver ancora perso in questa Champions.
Su cosa si deciderà il match? GOAL ha analizzato sei duelli chiave che diranno se sabato il PSG conquisterà la seconda Champions o se l’Arsenal spezzerà l’incantesimo.
SAKA CONTRO NUNO MENDES
Bukayo Saka non ha brillato in stagione per via degli infortuni, ma l’Arsenal in attacco è un’altra squadra quando il suo “Starboy” è al meglio.
Saka è molto abile e ha due doti chiave: è intrepido, per cui non ha paura di rischiare e sfidare i difensori, ed è eccellente in fase difensiva, tanto da essere stato schierato anche come terzino.
Pochi giocatori, di conseguenza, possono mettere in difficoltà Nuno Mendes e contenere la sua spinta offensiva. Resta da vedere se Saka riuscirà in entrambe le cose.
Mendes è, di gran lunga, il miglior terzino sinistro al mondo, come ha dimostrato nella semifinale di Champions contro il Bayern. Olise ha creato molti problemi al portoghese all’andata, ma al ritorno il portoghese l’ha neutralizzato.
Saka può trarre fiducia dal goal segnato al PSG nella semifinale di ritorno dello scorso anno, ma Mendes ha comunque dominato il confronto. Se ripeterà l'impresa sabato, l'Arsenal faticherà a segnare.
KVARATSKHELIA CONTRO TIMBER
L’Arsenal ha bisogno di Jurrien Timber per fermare Khvicha Kvaratskhelia. L’ex campione del Napoli è tra i principali motivi per cui il PSG è a un passo dal diventare la prima squadra dopo il Real Madrid a vincere due Champions di fila. Il suo arrivo nel mercato invernale 2025 è stato decisivo per il primo trionfo parigino e quest’anno il georgiano è ancora più brillante.
“Kvaradona”, come lo chiama anche Luis Enrique, ha già fatto la storia con sette gare di fila in cui ha segnato o servito un assist nella fase a eliminazione diretta. Fermarlo a otto sarà durissima, anche se Timber dovesse giocare dal primo minuto. L’olandese non scende in campo da marzo, perciò dubitare che regga un’ora contro un avversario così abile e instancabile è lecito. E se anche ce la facesse, poi?
Il problema è che a destra manca anche Ben White, il che significa che Arteta potrebbe adattare un centrale (Mosquera) o un centrocampista (Zubimendi) per marcare il giocatore più in forma al mondo.
Come ha detto Ray Parlour a GOAL prima della finale, "Kvaratskhelia è uno dei migliori giocatori che abbia visto da molto tempo, quindi sarà interessante vedere cosa riuscirà a fare Arteta [nel ruolo di terzino destro]. Non ne ho davvero idea. Insomma, quella sarà la sua principale preoccupazione, non c'è dubbio".
Di conseguenza, potremmo vedere Saka chiamato a ripiegare spesso per dare una mano a chi dovrà marcare il “George Best georgiano”.
TROSSARD CONTRO ZAIRE-EMERY
Il PSG è in ansia per le condizioni di Achraf Hakimi: il terzino destro, ancora fermo per il problema al bicipite femorale rimediato nell’andata col Bayern, non ha preso parte all’amichevole interna di settimana scorsa e, secondo L’Equipe, è ormai quasi certo che non sarà in campo sabato.
La sua assenza peserebbe molto su Luis Enrique, visto che Hakimi è un giocatore completo, bravo sia in fase offensiva sia in quella difensiva. Se l'ex interista non dovesse recuperare, è pronto ancora una volta Warren Zaire-Emery come terzino destro.
Nonostante qualche incertezza contro Luis Diaz, il giovane francese ha contenuto il colombiano e si è proposto in avanti quando possibile. Di certo Leandro Trossard preferirebbe affrontare un centrocampista ventenne piuttosto che il miglior terzino al mondo.
RAYA CONTRO SAFONOV
Non sarà un confronto diretto: David Raya e Matvey Safonov resteranno lontani durante tutta la partita, a meno che Luis Enrique o Arteta non li chiamino in area per un ultimo calcio piazzato.
Eppure, in una finale di Champions League il portiere può risultare decisivo, nel bene o nel male. Anzi, questo è forse il maggior divario di qualità tra i numeri uno dal 2018, quando Loris Karius, con due errori, consegnò il trofeo al Real Madrid.
Non stiamo certo prevedendo lo stesso per Safonov a Budapest, ma il russo resta comunque l’anello debole di un PSG quasi perfetto.
Ricordiamo che Luis Enrique, la scorsa estate, ha scaricato Gigio Donnarumma – decisivo per il successo del PSG in Champions – preferendogli Lucas Chevalier, ritenuto più adatto al suo stile. Ma Chevalier ha deluso fin da subito, costringendo l’allenatore a sostituirlo a novembre con Safonov.
Questi ha fatto un lavoro discreto come numero uno del PSG, ma non è allo stesso livello di Raya, che quest’anno è sembrato quasi imbattibile. La vera preoccupazione dei parigini è che il russo sia inaffidabile sui piazzati, un difetto grave contro questo Arsenal.
DEMBÉLÉ CONTRO I CENTRALI DELL'ARSENAL
Come Hakimi, Dembélé ha saltato l’amichevole interna del PSG della scorsa settimana. Ma a differenza del compagno, si dice sicuro di essere "al 100% della forma" per la finale.
"Sto molto bene. Ho avuto un piccolo spavento contro il Paris FC, ma ora sto bene - ha dichiarato Dembele a RMC Sport dopo essere stato sostituito all'inizio del derby del 17 maggio per un problema muscolare - Nella mia carriera ho avuto tanti piccoli spaventi e infortuni gravi, per cui ho preferito fermarmi e non correre rischi, soprattutto con la finale alle porte".
Se Dembélé fosse in condizioni ottimali, non sarebbe una buona notizia per l'Arsenal, visto il suo ruolo chiave nell'eliminazione dei Gunners in semifinale lo scorso anno: proprio lui ha segnato l'unico goal all'Emirates, prima di servìre ad Hakimi l'assist per il 2-1 al Parco dei Principi.
Tuttavia, se c’è una coppia difensiva in grado di contenerlo, quella formata da William Saliba e Gabriel Magalhaes è la più adatta. La loro intesa è cresciuta nell’ultimo anno, e anche per questo l’Arsenal è ancora imbattuto in Champions. I due si completano alla perfezione: l’eleganza, la velocità e la compostezza di Saliba si bilanciano con l’aggressività, la forza e le “arti oscure” di Gabriel. Se la miglior coppia di centrali al mondo riuscirà a neutralizzare il detentore del Pallone d’Oro, l’Arsenal potrà davvero battere il PSG.
RICE CONTRO VITINHA
Dopo aver condotto l'Arsenal al titolo di Premier League e alla prima finale di Champions League dal 2006, Declan Rice viene indicato come possibile vincitore del Pallone d'Oro, in attesa di giocare con l'Inghilterra, favorita ai Mondiali in Nord America quest'estate.
Per essere incoronato miglior giocatore, però, l'ex West Ham deve prima dimostrare di essere il miglior centrocampista, titolo oggi in mano a Vitinha, suo avversario sabato.
Il portoghese, pur meno fisico di Rice, è più intelligente, ha migliore visione di gioco e una gamma di passaggi nettamente superiore. Vitinha, peraltro, è solo uno dei tre fuoriclasse del centrocampo di Luis Enrique: Joao Neves e Fabian Ruiz completano il trio, dominato negli ultimi 18 mesi solo dal Bayern.
Rice non vede l’ora di accettare la sfida, ma non ha un supporto paragonabile a quello del PSG. Arteta deve scegliere: lanciare l’inesperto ma fresco Myles Lewis-Skelly o confermare l’affaticato Zubimendi, sperando che il capitano Odegaard sia finalmente decisivo dopo l’assenza nelle semifinali della scorsa stagione contro lo stesso PSG. La sua energia può far sperare l’Arsenal, ma servirà tanto aiuto per vincere il duello a centrocampo che probabilmente deciderà la gara.
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