Puliti per un soffio: manuale d’uso dello shampoo secco
PRESENZA ASSIDUA , se non proprio fissa, nei listini delle major cosmetiche, lo shampoo secco condivide la sorte di accessori come il foulard animalier, la spilla Art Déco, il berretto da baseball-cimelio del primo viaggio all’estero. Tutti sanno di che cosa si tratta, molti ne possiedono (almeno) uno nel guardaroba, pochi ne fanno uso regolarmente, la più parte ne ha perso le tracce poco dopo averlo comprato.
L’acquisto dello shampoo dry, va detto, è spesso fatto sull’onda di un presentimento (potrebbe sempre servire), più che di reale entusiasmo. Spezza una lancia a suo favore Ingrid Aguilar Perez, technician di Toni&Guy Torino Principi. «Non rimpiazza la detersione tradizionale, ma è un alleato cui ricorrere tra un lavaggio e il successivo per rinfrescare chioma e/o styling». Sarà, ma i dubbi restano.
Come utilizzarlo, in quale quantità, quanto spesso? Tra i cosmetici meno intuitivi, lo shampoo secco è medaglia d’oro. «Ne esistono tante varianti quante sono le esigenze più diffuse», ammette l’esperta. «Nell’approcciarlo, quindi, aiuta mettere a fuoco l’obiettivo: opacizzare, deodorare, volumizzare… Alcuni, addirittura, lo usano per correggere il colore: può camuffare la ricrescita delle brune o ravvivare la lucentezza delle bionde».
Come funziona lo shampoo secco?
Dalla teoria alla pratica: «Lo shampoo secco si applica sempre e solo su chioma asciutta», raccomanda Erika Reccagni, hair stylist di Jean Louis David. «Le polveri al suo interno devono agire sull’eccesso di sebo e l’acqua ne comprometterebbe l’efficacia». O, come aggiunge Perez, «rischierebbe di creare accumuli».

Jane Birkin, con i capelli al vento – Foto Getty Images
Lo si vaporizza in corrispondenza delle radici, a una distanza di 20-30 centimetri e lo si distribuisce con un massaggio in punta di polpastrelli. Dopo un paio di minuti, il superfluo si elimina a colpi di spazzola o con il fon. Le lunghezze sono da escludere, dunque? «Sì, a meno di non voler texturizzare le punte. E anche in questo caso il consiglio è nebulizzare con moderazione», risponde Perez.
Quali sono gli effetti collaterali dello shampoo secco?
Non rovina i capelli. Le esperte sono concordi nell’assolvere lo shampoo secco dall’accusa più disonorevole per un hair product. «I problemi nascono da un uso scorretto: se chiamato in causa quotidianamente o senza un lavaggio intermedio, può seccare il fusto, accentuare la sensibilità del cuoio capelluto, occludere i follicoli», puntualizza Reccagni.
«Anche la qualità del cosmetico conta: formule astringenti o ricche in alcol possono disidratare. Il consiglio è sincerarsi che il prodotto contenga amidi naturali e ingredienti lenitivi». La quantità, infine, «va decisa in base a massa e spessore dei fusti», premette Perez. «Se sono fini o radi richiedono più attenzioni: bisogna limitare la dose, mantenere l’erogatore a una distanza maggiore dalle radici, pettinare bene al termine». Il gioco vale la candela: «Ben misurato, lo shampoo secco valorizza lo styling».
Favorisce lo styling
Restando in argomento: «Lo shampoo secco non penalizza la piega, semmai il contrario», rassicura Reccagni. «Ne prolunga la durata, perché assorbe l’umidità e mantiene la radice leggera. Il rischio opposto – ciocche appesantite o rigide – compare solo se ci si fa prendere la mano». Il detergente a secco, peraltro, ha ottimi rapporti con i prodotti per lo styling, «ma va applicato per primo, su radici non trattate. È bene che anticipi, in particolare, oli e cere: ricchi in lipidi, possono formare una barriera che limita la funzione sgrassante dello shampoo», aggiunge l’esperta.

Foto Getty Images
Via libera, invece, a spray leggeri o texturizzanti da vaporizzare dopo la detersione “asciutta” e sempre con parsimonia. C’è del feeling anche con le hair mist, tormentone delle ultime stagioni: «A condizione di profumare solo le lunghezze, non le radici, per non ridurne l’efficacia pulente», puntualizza Perez. Ed è quasi inutile sottolineare che ce ne sono davvero per tutti i gusti, da veri gourmand.
Quando riesce a camuffare la ricrescita?
Appurato che il rischio polvere tra le ciocche è remoto, c’è un caso in cui lo shampoo secco è proprio tenuto a lasciare traccia di sé. «Parliamo delle formule dalle doti coloranti», spiega l’esperta di Toni&Guy. «Contengono pigmenti che si accordano al tono naturale della chioma e ne accentuano l’uniformità. Possono anche tornare utili per camuffare la ricrescita in attesa di rinnovare la tinta». Due, in genere, le varianti previste: una per i capelli bruni, una per i biondi.
«Il metodo di applicazione è il medesimo della versione incolore, così come la posologia suggerita: da una a due volte alla settimana, non di più», aggiunge Perez. L’unica eccezione riguarda le formule molto leggere, battezzate super dry shampoo. «Hanno texture peso piuma, il cui scopo principale è assorbire il sebo. Sono le sole che consentono più applicazioni nel corso della giornata, per un ritocco opacizzante last second».
Quali sono i migliori shampoo secchi del momento?

Foto Simone Agostoni
Ha efficacia deodorante Defence Hair Shampoo Secco Purificante di BioNike (150 ml, euro 11,50). La formula lift & texture dello Shampoo Secco Volume di Syoss By Palette prolunga la durata dello styling (200 ml, euro 4,69). Biopoint dedica Dermocare Shampoo Secco Dermopurificante alle chiome che si sporcano rapidamente (150 ml, euro 11,90). Un complesso clinicamente testato permette a G5 Shampoo Secco 3-in-1 di Typebea di arginare la caduta dei fusti e stimolarne la crescita (76 ml, euro 14). Il Dry Shampoo dal finish mat della linea Lifestyling di Milk_Shake contiene amido di riso, estratto di camellia sinensis, seta idrolizzata e pantenolo (200 ml, euro 25,90). Fashion Edition Brunette Dry Shampoo di Label. M ritocca il colore castano delle ciocche (200 ml, euro 28). È composto da una miscela di polveri vegetali che assorbono sebo, impurità, sudore: Shampowder Dry Shampoo di Aveda (56 gr, euro 39). Klorane arricchisce il suo Shampoo Secco Volume con lino bio, un attivo alleato dei capelli fini, che sostiene fino a otto ore (150 ml, euro 16,90). Drynamic+ di Sebastian sposa invece doti rinfrescanti a virtù assorbenti (180 ml, euro 30,90).
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