Puma, ricavi Q1 a -10% ma conferma guidance 2026
Puma ha registrato un calo delle vendite del 9,7% nel secondo trimestre a 1,69 miliardi di euro (-9,4% su base rettificata), attribuendolo a una domanda debole, ma ha confermato le previsioni per l’intero anno.Il risultato è leggermente inferiore alle attese degli analisti. La flessione è stata causata principalmente dalle misure di riassetto avviate alla fine dello scorso anno e dalla minore domanda dei consumatori in aree chiave, sullo sfondo del conflitto in Medio Oriente. Gli effetti negativi sulle vendite sono stati parzialmente compensati dallo smaltimento delle scorte.
L’ebit è migliorato, passando da un negativo per 109,1 milioni di euro nel secondo trimestre del 2025 a -53,1 milioni di euro, includendo gli effetti del rimborso tariffario pari a 11,5 milioni di euro. Le scorte sono diminuite del 15,3%, attestandosi a 1.821,1 milioni di euro, principalmente a causa della riduzione dei volumi di acquisto; il processo di riduzione delle scorte procede secondo i piani e si prevede una normalizzazione entro la fine del 2026.
Il gruppo ha registrato una perdita operativa di 53,1 milioni di euro, a fronte di una perdita di 109,1 milioni di euro riportata nello stesso periodo dell’anno precedente.
Nel primo semestre del 2026 le vendite sono diminuite del 7,9% in euro (-5,2% su base costante), attestandosi a 3.554,4 milioni di euro.
Per l’anno in corso, Puma conferma le previsioni di un calo delle vendite (rettificate per l’effetto cambi) compreso tra la fascia bassa e quella media di una singola cifra percentuale e di una perdita operativa compresa tra 50 e 150 milioni di euro.
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