Quando la Juventus dominava i Mondiali: Berlino 2006 il top, ora c'è il buio
La Juventus è il club che ha avuto più tesserati campioni del Mondo, con il 'blocco Juve' decisivo per la Nazionale
Inizia il Mondiale e ai tifosi della Juventus viene una grande nostalgia del passato. E di una Juve che non c'è più. Il legame del club bianconero con i Mondiali è infatti emblematico dell'andamento storico, e delle vittorie, della Vecchia Signora. Partiamo da un dato: la Juventus è il club che ha avuto fra le sue fila il maggior numero di giocatori che si sono laureati campioni del Mondo con le rispettive nazionali.
Nella sua storia, la Juve ha avuto 27 campioni del Mondo (giocatori che, nella stagione del Mondiale, erano tesserati per la società bianconera): Bertolini, Varglien, Caligaris, Borel, Combi, Ferrari, Monti, Orsi e Rosetta (1934); Foni e Rava (1938); Zoff, Cabrini, Gentile, Scirea, Tardelli e Rossi (1982); Deschamps e Zidane (1998); Buffon, Cannavaro, Del Piero, Camoranesi e Zambrotta (2006); Matuidi (2018); Di Maria e Paredes (2022).
In questa speciale classifica, seguono: Bayern Monaco 24; Inter 21; Roma 17; Santos 15; Penarol 14; Nacional Montevideo 13; San Paolo 13; Barcellona 11; Botafogo 11; Real Madrid 11; Milan 10; Colonia 9; Palmeiras 9; River Plate 9; Corinthians 8; Fiorentina 8; Arsenal 7; Borussia Dortmund 7; Flamengo 7; Fluminense 7; Independiente 7.
IL BLOCCO JUVE NELLA NAZIONALE ITALIANA
E' soprattutto una la realtà oggettiva che emerge da questo dato: quando la Nazionale italiana è stata forte e ha vinto i Mondiali si è basata su un blocco Juve. E' successo per tre Mondiali su quattro vinti dall'Italia (1934, 1982, 2006). Il secondo elemento che si può ricavare è che, in altre occasioni, la Juventus ha avuto nel suo roster calciatori stranieri di grande livello, spesso determinanti per i successi delle rispettive nazionali (pensiamo ad esempio e Zidane e Di Maria).
BERLINO 2006
E anche quando non hanno vinto, i giocatori che sono stati di proprietà della Juventus sono stati protagonisti ai Mondiali: pensiamo ad esempio ai Mondiali del 1978, con 8 juventini titolari su 11. O pensiamo ai Mondiali degli anni 80, con Platini e Boniek protagonisti oltre ai campioni del Mondo del blocco Juve.
Oppure, infime, al momento più simbolico del peso che la Juventus ha avuto sui Mondiali: la finale di Germania 2006, dove fra Italia e Francia, e fra titolari e panchine, a Berlino erano presenti 18 giocatori che nella loro storia hanno militato nella Juve: nell'Italia Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Grosso, Camoranesi, Pirlo, Toni, Del Piero, Iaquinta, Barzagli, Inzaghi, Peruzzi; nella Francia Thuram, Vieira, Zidane, Henry, Trezeguet, Boumsong. Oltre al ct Marcello Lippi.
E ORA?
E' tanta quindi la nostalgia. Da parte dei tifosi della Nazionale, che non partecipa ai Mondiali per la terza volta consecutiva. E da parte dei tifosi della Juventus, che non vince lo Scudetto dal 2020 e che quest'anno, per la prima volta negli ultimi 15 anni, non si è qualificata sul campo per la Champions League (nel 2022-23 la mancata qualificazione fu causata da una penalità). Gli juventini convocati per i Mondiali 2026 sono sei: Gleison Bremer (Brasile), Jonathan David (Canada), Teun Koopmeiners (Olanda), Francisco Conceicao (Portogallo), Kenan Yildiz (Turchia) e Weston McKennie (Stati Uniti).
Anche gli obiettivi attuali del mercato della Juve parlano di un ridimensionamento, e di uno status da ritrovare, per la Juventus e per il calcio italiano. Il percorso per tornare ai livelli del passato è difficile e tortuoso e passa da una duplice strategia: investire sui migliori talenti italiani, per ricostruire un blocco che sia da Nazionale, e aumentare il fatturato in modo da poter tornare a poter comprare i top player stranieri.
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