Radon, il nemico invisibile entra nel mirino: il Lazio accelera, ma il piano regionale dov’è?!?

29 Giugno 2026 - 08:56
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Radon, il nemico invisibile entra nel mirino: il Lazio accelera, ma il piano regionale dov’è?!?

Gas naturale, inodore e invisibile, il radon è considerato tra le principali cause di tumore al polmone dopo il fumo. Mentre il Piano nazionale è operativo dal 2024 e molte Regioni si sono già adeguate, il Lazio è ancora al lavoro sul proprio programma di intervento. Intanto cresce l’attenzione su controlli, prevenzione e monitoraggio di abitazioni, scuole e luoghi di lavoro.

Un rischio che non si vede ma che può fare molto male

Non ha odore, non ha colore e non provoca alcun sintomo immediato. Eppure il radon è uno degli agenti naturali più pericolosi presenti negli ambienti chiusi. Si sprigiona dal sottosuolo, può infiltrarsi negli edifici attraverso fondamenta, crepe e impianti, accumulandosi soprattutto nei locali interrati e ai piani bassi. L’esposizione prolungata aumenta il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni, tanto da essere indicata come la seconda causa della malattia dopo il tabacco.

Il Piano nazionale è partito, il Lazio deve ancora completare il percorso

L’Italia ha adottato il Piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032 con l’obiettivo di individuare le aree più esposte, promuovere campagne informative e definire interventi per ridurre la concentrazione del gas nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro. Diverse Regioni hanno già recepito le indicazioni nazionali, mentre il Lazio è ancora impegnato nella predisposizione del proprio piano regionale, passaggio ritenuto fondamentale per individuare le zone prioritarie e programmare le misure di prevenzione.

Misurazioni e prevenzione diventano strategiche

Il nuovo quadro normativo punta soprattutto sulla misurazione della concentrazione del radon, considerata il primo strumento per conoscere il livello di rischio reale. Per alcune categorie di edifici e attività lavorative sono previsti specifici obblighi di controllo, mentre nelle abitazioni la verifica resta fortemente consigliata, in particolare nelle aree geologicamente più favorevoli alla risalita del gas. Anche nel Lazio sono già attivi programmi di monitoraggio e campagne informative promosse dagli enti sanitari e ambientali, in attesa del completamento della pianificazione regionale.

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