Resonance: A Plague Tale Legacy si mostra. Tutto quello che sappiamo sul prequel di Asobo

17 Giugno 2026 - 00:13
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Resonance: A Plague Tale Legacy si mostra. Tutto quello che sappiamo sul prequel di Asobo

Tutto quello che sappiamo su Resonance A Plague Tale Legacy

Ora, sediamoci e analizziamo con calma la situazione. Ma che prima settimana di giugno abbiamo passato? Forse ora non abbiamo ancora metabolizzato con estrema chiarezza la portata che una serie di eventi concatenati come quelli che abbiamo visto nella prima parte di giugno può registrare nel panorama videoludico del futuro prossimo. Detto questo, nel mare magnum di annunci, trailer, date d’uscita e chi più ne ha più ne metta, all’Xbox Showcase del 2026 è stato presentato un titolo davvero interessante, che ha catturato l’attenzione di più di qualcuno, compresa quella del sottoscritto. Sto parlando di Resonance: A Plague Tale Legacy, il nuovo titolo di Asobo Studio che fungerà da prequel ai primi due capitoli, Innocence e Requiem, e che uscirà il 27 agosto prossimo su PC, PS5, Xbox Series X/S e, già dal day-one, su Xbox Game Pass. Negli ultimi giorni, inoltre, è stato pubblicato un gameplay trailer di 7 minuti che ci ha introdotto meglio come si strutturerà l’avventura di Sophia. Quello di Resonance sembra un progetto molto interessante per una caratteristica sostanziale. Il team ha deciso di discostarsi in parte da quanto fatto nei primi due titoli, cercando di portare una ventata d’aria fresca alla formula di Innocence e Requiem e di “mantenere viva la scintilla creativa”, parole del Game Director David Dedeine. Resonance cambia sostanzialmente tutto: si passa da essere dei personaggi vulnerabili, che devono aggirarsi in maniera furtiva viste le poche possibilità di difendersi, a una protagonista decisamente più offensiva. Per semplice gusto personale, ho sempre trovato il gameplay dei primi due capitoli poco nelle mie corde, pur riconoscendo che si tratti di produzioni di valore. Tuttavia, lo stealth rigido e compassato che li caratterizzava non mi ha permesso di apprezzare a pieno le qualità che comunque sono presenti. Questa virata marcatamente action che ha intrapreso il team di sviluppo ha catturato notevolmente la mia attenzione, trasformando lo scetticismo in sincera curiosità.

Il ritorno di Sophia: una nuova protagonista per Resonance A Plague Tale Legacy

Il gioco è ambientato nel 1334, cioè 15 anni prima di quanto abbiamo vissuto in Requiem. Seguiremo le avventure di una più giovane Sophia, la pirata e contrabbandiera che abbiamo avuto modo di conoscere nel secondo capitolo, cresciuta nell’isola di Creta, nel gioco chiamata Isola del Minotauro. Grazie al gameplay trailer pubblicato di recente abbiamo potuto carpire qualcosa in più riguardo alla struttura narrativa che il progetto si propone di allestire. Il trailer si apre con Sophia e Leni, la sua compagna di viaggio, apparentemente in fuga da quello che è il passato della prima: i suoi ex compagni pirati. Le prime immagini mostrano le due avventuriere sbarcare su un’isola in cui Sophia ritiene ci sia qualcosa in grado di rivelare il legame che persiste tra la sua famiglia e un’antica maledizione (la Macula). Nel momento dell’approdo di Sophia e Leni sull’isola, anche i pirati da cui erano in fuga giungono in questa terra alla ricerca di un leggendario tesoro. Da quello che si è potuto vedere, e la stessa Asobo sembra aver confermato, Sophia potrà avvalersi dell’aiuto attivo di Leni, che non sarà un semplice elemento narrativo fine al racconto della storia, ma sarà un vero e proprio companion. Leni interviene attivamente nei combattimenti con i nemici e permette di concatenare delle combo con Sophia. Il ritorno di Sophia in Resonance

L'eco del passato: l'effetto farfalla tra l'antica Grecia e il 1334

Ad un certo punto del video, l’attenzione si sposta, e non di qualche centimetro, ma ci catapulta in un’altra linea temporale. Veniamo spediti in un’arena dove un guerriero mascherato è intento a combattere contro quelli che a tutti gli effetti sembrano dei gladiatori. Il guerriero in questione pare essere Teseo, il leggendario eroe della mitologia greca che sconfisse il Minotauro, vissuto 2.000 anni prima rispetto agli avvenimenti che stavamo vivendo con Sophia. Asobo ha deciso di inserire in Resonance un sistema a doppia linea temporale intrecciata. Grazie alla “Risonanza”, elemento che approfondiremo meglio una volta uscito il gioco, sembra che Sophia e Teseo siano connessi. Sophia vive le memorie e i traumi del guerriero greco, mentre le azioni compiute da Teseo nella sua linea temporale (sfondare pilastri, alterare canali d’acqua, attivare meccanismi…) hanno una diretta conseguenza nel mondo di Sophia, permettendo di sbloccare strade e ambienti altrimenti inaccessibili. Resonance e la presenza di Teseo

Un cambio di marcia violento: la verticalità e l'azione di Resonance

Come già anticipato, Resonance rappresenterà un netto cambio di rotta sotto il punto di vista del gameplay rispetto al passato. Il focus sembra spostarsi fortemente sul combattimento corpo a corpo più che sullo stealth, con una Sophia armata di spada e pugnale che usa con estrema dimestichezza. Il flusso del combattimento mi ha ricordato molto Assassin’s Creed Odyssey: schivate, parry, contrattacchi e finisher cinematografiche. In più la nostra pirata avrà a disposizione uno strumento inedito: il rampino. Oltre ad essere utilizzato nelle fasi di spostamento per raggiungere posti sopraelevati e quant’altro, il rampino sembra un oggetto determinante anche nelle fasi di combattimento: Sophia potrà utilizzarlo per agganciare i nemici, attirarli a sé o scagliarli contro elementi ambientali. In più questa novità introduce un aspetto di verticalità mai visto fino ad ora nella serie, rendendo Resonance decisamente più dinamico. Nella parte finale del trailer in cui Sophia riesce ad entrare nella grotta, entra in contatto con un antico manufatto: la Sfera Minoica, che sembra essere stata creata da Dedalo (architetto e grande inventore, padre di Icaro). Si tratta di un oggetto che permette al proprietario di manipolare la luce. Qui il gameplay schiaccia il pedale del freno e torna alle origini. La frenesia action degli scontri nell’arena e con i pirati sull’isola lascia spazio all’oscurità opprimente, agli enigmi ambientali basati sulle sorgenti luminose e alla necessità di muoversi nell’ombra per evitare “una presenza inquieta che caccia nelle profondità”. Resonance e la svolta action

 Un'ambientazione che vince in partenza: l'estetica di Resonance

Quando un gioco sceglie come ambientazione l’antica Grecia per me vince già in partenza. In questo senso Resonance devo dire mi ha già conquistato e ritengo che il punto forte della produzione sarà proprio l’impatto visivo. Il contrasto tra la Creta medievale, con porti degradati, pirati e vegetazione invadente, e la grandiosità e pulizia delle strutture Minoiche nell’era di Teseo è un elemento che darà grande valore all’opera. Se già i primi due titoli basavano molto del loro impatto sull’atmosfera creata dai luoghi e dal sound design, gran parte del merito va dato al direttore artistico Olivier Ponsonnet e al compositore Olivier Derivière, confermati anche in Resonance. Già dal trailer si capisce come il sound design e le musiche ricoprano un ruolo centrale nell’avventura, promettendo un comparto artistico che saprà farci sognare. Resonance direzione artistica

Tra scetticismo e curiosità: la grande scommessa di A Plague Tale

Non nego, e le righe iniziali possono confermarlo, che nutro una certa curiosità su Resonance: A Plague Tale Legacy. Tuttavia, guardando il trailer e ragionando un po’ su quanto sappiamo fino ad ora, mi martellano in testa tre dubbi. Il primo, magari il più banale: come si potrà inserire un personaggio mitologico come Teseo all’interno della lore della Macula senza snaturare quelle che sono state le narrazioni dei primi due capitoli che, nonostante la quota fantasy, si sono rette su una forte base storica? In secondo luogo, direttamente connesso al primo, c'è il rischio che un titolo del genere possa perdere l’identità “Plague Tale”. Un brand basato sulla vulnerabilità, sul senso di impotenza e sulla fuga costante, può avere lunga vita in un titolo in cui la protagonista può fare a fette chiunque senza grande imbarazzo? Pur rimanendo dell’idea che per il mercato e per chi, come il sottoscritto, faticava a digerire la vecchia formula si tratti di un’evoluzione vitale per non far morire la serie. Dulcis in fundo, come si gestisce il ritmo? Abbiamo visto dal trailer che il gameplay si suddividerà in due fasi: i combattimenti frenetici, sia nell’arena con Teseo che con Sophia, e le fasi stealth e di enigmi, molto più lente. Bilanciare bene queste due anime così contrapposte non sarà semplice, ma sarà essenziale per non creare un gioco “schizofrenico” e sconnesso nelle sue parti. In conclusione, Asobo ha abbandonato la sua comfort zone rendendo Resonance non un semplice sequel more of the same, ma un titolo nuovo. Nonostante i dubbi sul bilanciamento ci siano, l'interesse di provarlo pad alla mano è tanto. Attenderemo con pazienza il 27 agosto 2026.  

L'articolo Resonance: A Plague Tale Legacy si mostra. Tutto quello che sappiamo sul prequel di Asobo proviene da GameSource.

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