«Ricerca libera per una società che cresce», il ricordo di Giulio Regeni all’Università dell’Insubria

Studenti, dottorandi e insegnanti insieme per sottolineare l’importanza della ricerca libera. La mattina di giovedì 7 maggio, l’Università degli Studi dell’Insubria ha ospitato la proiezione di Giulio Regeni – Tutto il male del mondo: il documentario che ricostruisce la vicenda del ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016. L’evento si inserisce nel progetto nazionale Le università per Giulio Regeni, promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, che coinvolge 76 atenei e circa 15mila persone in un ciclo di incontri dedicati alla libertà di ricerca.
Al dibattito che ha accompagnato la visione del film hanno partecipato la rettrice Maria Pierro, i docenti e i rappresentanti degli studenti, uniti nel ribadire che l’attività scientifica non può prescindere dalla tutela dei diritti umani e dall’indipendenza del pensiero.
«Giulio Regeni – ha ricordato la rettrice – era un dottorando dell’Università di Cambridge rapito, torturato e ucciso in Egitto, dove si era recato per svolgere ricerche sui sindacati indipendenti. Siamo qui per ricordare a tutti noi che la ricerca deve essere libera e non può subire condizionamenti di sorta, né può essere inibita con nessun mezzo, a maggior ragione con la violenza».
La rettrice ha poi voluto sottolineare l’importanza del ruolo degli atenei nel contesto sociale. «L’università – ha aggiunto Pierro – deve essere presidio di libertà di ricerca e di insegnamento, così da garantire l’integrità e il progresso delle scienze. La vicenda di Regeni è un monito affinché tali tragedie non si ripetano. La conoscenza non è mai un esercizio lontana dalla realtà; studiare e fare ricerca significa interrogare il presente e contribuire alla crescita della comunità».
L’aspetto umano della vicenda è stato richiamato da Loredano Pollegioni, delegato per la ricerca e l’innovazione, che si è soffermato sull’aspetto umano della vicenda di Giulio Regeni. «L’università – ha commentato Pollegioni – è un luogo di passaggio dove i ragazzi devono acquisire competenze, comprese quelle sociali che sono fondamentali».
Al centro del dibattito anche le condizioni in cui operano i ricercatori oggi. Edoardo Mauriello, dottorando e vicepresidente del Consiglio generale degli Studenti, ha analizzato le criticità del percorso accademico: «Il dottorato – ha sottolineato Mauriello – è un impiego a tempo pieno. Un dottorando deve essere libero di scegliere il proprio tema di ricerca, ma deve essere anche libero di poter vivere la sua vita».
Nel corso della mattinata, si sono alternati anche gli interventi di Giorgio Grasso – con un focus sul metodo scientifico – e di Mauro Fasano, coordinatore della Scuola di Dottorato. Un’occasione per ribadire l’auspicio che l’ateneo continui a rappresentare uno spazio sicuro per l’esercizio della democrazia e del pensiero critico, onorando la memoria di un giovane che ha pagato con la vita il desiderio di comprendere la complessità della realtà sociale e politica.
L'articolo Benessere, sport e libri: un tris di eventi nel sabato di Besozzo sembra essere il primo su VareseNews.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)