Ricondizionati, tra risparmio e ambiente: i numeri invisibili che fanno riflettere
I prezzi degli smartphone sono destinati ad aumentare. La forte domanda di componenti causata dal boom dell’intelligenza artificiale e dei produttori che non riescono (o non vogliono) tenere il passo causa, inevitabilmente, un aumento dei costi dei componenti e di riflesso dei prezzi al pubblico. Così smartphone, tablet, computer e tutto ciò che contiene delle RAM e dei supporti di archiviazione aumenteranno di prezzo.
In questo contesto l’”entità” mercato troverà una soluzione, un riassetto, che potrebbe coinvolgere e dare nuovo slancio ai prodotti ricondizionati. Ne è convinta Refurbed, uno tra i principali player a livello europeo. Alla vigilia del recepimento nazionale della direttiva europea sul Diritto alla Riparazione, uno studio commissionato all’Istituto di Ricerca Fraunhofer Austria ha misurato l'impatto sia finanziario che ambientale delle diverse opzioni di acquisto, utilizzo e fine vita dei dispositivi tecnologici.
Ne è emerso che uno smartphone che viene mantenuto a lungo in circolazione nel sistema economico genera appena un quarto dei costi rispetto a un prodotto che segue il cosiddetto “modello lineare”, quello usa e getta. Solo adottando un approccio più consapevole, cioè allungando la vita utile del dispositivo e sfruttando le iniziative di permuta, i “trade-in”, un consumatore può ridurre la propria spesa in smartphone del 25% circa.
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