
Ancora una volta il Comitato varesino per la Palestina scende in piazza, per la quarantaseiesima volta consecutiva, per la mobilitazione «Rompiamo il silenzio».
Sabato 30 maggio a Varese, in piazza del Garibaldino, a partire dalle 16:30 si terrà infatti l’iniziativa vuole mantenere l’attenzione sulla tragedia palestinese e denunciare l’oppressione e l’ingiustizia.
Questo il testo allegato dal Comitato, che ricorda un episodio avvenuta la scorsa settimana:
«Sabato scorso, fermi in piazza Garibaldino, abbiamo avuto una imprevista ma significativa occasione di incontro con il corteo impegnato nella Marcia per la legalità e contro le mafie. La spontanea sosta dei giovani e giovanissimi di quel corteo ha permesso loro di salutare i nostri manifestanti ed unirsi a noi nel momento in cui ci accingevamo a simulare l’ennesima aggressione israeliana alla Flotilla. Il reciproco riconoscimento della forza e giustizia delle ragioni che motivavano le due manifestazioni ha assunto accenti di fusionale solidarietà, che hanno fatto crollare le barriere di una apparente divisione, sfociando in un commovente ed unico coro. La ripetuta comune invocazione “Palestina libera!” si è infine sciolta in un reciproco e lungo applauso.
L’auspicio e il desiderio è di ritrovare in tutti noi la stessa energia per rinnovare la consapevolezza e il gratificante senso di appartenenza alla stessa e unica famiglia umana».
«Perché chi protesta contro la mafia e per la legalità immediatamente si trova in sintonia con chi lotta per il diritto internazionale e la liberazione dei palestinesi, e viceversa? – prosegue il comitato – Perché la violenza coloniale che divora tutto questo povero mondo si riverbera nella mentalità predatoria e vorace delle mafie nel nostro martoriato paese. Non possiamo dimenticare che ogni cosiddetta “crisi” sia né locale che nel globale costituisce una perfetta copertura per l’agire indisturbato di grandi e piccoli interessi, loschi e contrari al bene comune, alla democrazia e alla libera e pacifica convivenza civile. Il medesimo paradigma di prevaricazione tra stati (che il sionismo incarna con bestiale e compiaciuto sadismo) favorisce la negazione dei diritti nel cuore delle sedicenti libere e democratiche società occidentali. Si tratta di un modello di autoreferenziale e violenta immoralità attraverso cui l’imperialismo capitalista genera e al contempo divora se stesso. Per riuscirci deve spingere il pedale sulla discriminazione, sulla negazione della libertà, sulla propaganda e sulla repressione del dissenso.
Così finiamo per trovarci tutti arruolati in un esercito di consumatori compulsivi, sottomessi alle logiche delle “mode” e acriticamente obbedienti: se abdichiamo ai nostri diritti finiamo senza volere per sottrarli a tutti gli altri. Mentre siamo distratti dal fumo negli occhi del “successo” perdiamo la nostra libertà di pensiero critico e dimentichiamo l’ istinto naturale alla solidarietà, polverizzando il potere della massa nella impotente solitudine di mille particelle disaggregate».
L'articolo “Voci infondate sul nuovo ds”: la posizione del presidente della Castellanzese Alberto Affetti sembra essere il primo su VareseNews.
Commenti (0)