Rottamazione quinquies 2026, cambia tutto: dentro anche Imu e Tari
lentepubblica.it
La rottamazione quinquies compie un passo ulteriore e amplia il proprio raggio d’azione anche ai debiti locali già finiti nelle mani dell’Agente della riscossione.
Una novità destinata ad avere un impatto concreto su milioni di contribuenti italiani, soprattutto per chi negli anni ha accumulato arretrati relativi a Imu, Tari, sanzioni amministrative e altre entrate comunali.
Il via libera arriva dal Senato, che nella giornata di giovedì 14 maggio ha approvato il decreto Fiscale con 99 voti favorevoli e 56 contrari. Il testo passerà ora alla Camera per l’esame definitivo, previsto a partire dal 19 maggio, mentre la conversione in legge dovrà avvenire entro il 26 maggio.
La modifica più rilevante è contenuta in un emendamento approvato dalla Commissione Finanze di Palazzo Madama, che supera uno dei limiti presenti nella disciplina introdotta con l’ultima Legge di Bilancio.
Cambiano le regole per i tributi locali
Fino ad oggi, infatti, Regioni, Province e Comuni potevano applicare la definizione agevolata soltanto ai tributi non ancora affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione o ad altri soggetti incaricati del recupero coattivo. In pratica, la possibilità di “rottamare” le somme dovute si fermava prima del passaggio alla fase esecutiva.
Con il nuovo intervento normativo, invece, la situazione cambia radicalmente. La rottamazione quinquies viene estesa anche ai carichi già trasmessi agli agenti della riscossione, aprendo così la strada alla sanatoria di numerose posizioni debitorie che finora restavano escluse.
Si tratta di una novità molto attesa dagli enti territoriali ma soprattutto dai contribuenti, perché riguarda cartelle e avvisi accumulati in oltre vent’anni.
Quali debiti possono essere sanati
L’estensione della misura interessa i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. All’interno di questa finestra temporale rientrano diverse tipologie di debiti comunali.
Tra quelli espressamente indicati figurano:
- Imu non versata;
- arretrati Tari;
- sanzioni amministrative;
- altri tributi locali affidati alla riscossione.
L’obiettivo dichiarato è consentire ai cittadini di regolarizzare la propria posizione fiscale beneficiando di un alleggerimento degli importi accessori, in particolare interessi e sanzioni.
Nel caso delle multe stradali, ad esempio, il contribuente continuerà a dover corrispondere la quota principale della sanzione, ma verranno cancellati interessi e aggi maturati nel tempo. Un meccanismo simile a quello già visto nelle precedenti rottamazioni, ma che ora viene applicato anche alle entrate degli enti locali.
Le scadenze previste dal nuovo meccanismo
Dall’analisi dell’infografica allegata emerge con chiarezza la scansione temporale prevista dalla nuova procedura.
Il primo passaggio riguarda direttamente i Comuni. Gli enti locali avranno tempo fino al 30 giugno 2026 per approvare la delibera di adesione alla definizione agevolata. Questo significa che la misura non scatterà automaticamente in tutto il territorio nazionale: sarà necessario un atto formale da parte delle singole amministrazioni.
Successivamente entrerà in gioco il contribuente. La domanda di adesione dovrà essere presentata entro ottobre 2026, termine entro cui sarà necessario formalizzare la richiesta di accesso alla sanatoria.
Una volta accolta l’istanza, sarà possibile scegliere tra due differenti modalità di pagamento.
Pagamento unico o rateizzazione lunga fino a 9 anni
Uno degli elementi che potrebbe rendere particolarmente attrattiva la rottamazione quinquies riguarda la flessibilità prevista per il saldo dei debiti.
I contribuenti potranno infatti decidere di pagare:
- in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027;
- oppure attraverso una rateizzazione molto lunga.
L’infografica evidenzia infatti la possibilità di diluire il pagamento fino a 54 rate bimestrali, equivalenti a un piano che può arrivare a nove anni complessivi.
Le rate saranno tutte di pari importo e soggette a un interesse del 3%. È inoltre previsto un limite minimo: ciascuna rata non potrà essere inferiore a 100 euro.
Si tratta di un aspetto tutt’altro che marginale, perché consente anche a chi si trova in difficoltà economica di affrontare importi elevati senza dover sostenere immediatamente l’intero peso del debito.
Una misura che punta a recuperare crediti e alleggerire i contribuenti
L’estensione della definizione agevolata ai tributi locali già affidati alla riscossione rappresenta un tentativo di equilibrio tra due esigenze diverse ma complementari.
Da un lato c’è la necessità degli enti pubblici di recuperare crediti spesso rimasti insoluti per anni. Dall’altro emerge l’esigenza di offrire ai cittadini strumenti sostenibili per rientrare dalla propria esposizione debitoria.
Molte cartelle comunali, infatti, finiscono per aumentare considerevolmente a causa di interessi, sanzioni e costi accessori. In diversi casi il debito originario viene quasi raddoppiato dal trascorrere del tempo. La nuova rottamazione punta proprio a ridurre questo effetto, incentivando il pagamento attraverso condizioni più favorevoli.
Non va inoltre trascurato il possibile impatto sulle casse comunali. L’adesione alla misura potrebbe consentire agli enti territoriali di recuperare somme difficilmente esigibili con gli strumenti ordinari, migliorando la capacità di incasso senza avviare ulteriori procedure esecutive.
Attesa per il passaggio finale alla Camera
Nonostante il voto favorevole del Senato, il percorso legislativo non è ancora concluso. Il decreto fiscale dovrà ora affrontare il passaggio alla Camera dei Deputati, dove l’esame inizierà il 19 maggio.
Salvo modifiche dell’ultima ora, la struttura della misura dovrebbe però rimanere sostanzialmente invariata. L’attenzione resta concentrata soprattutto sull’adesione dei Comuni, elemento decisivo per capire quale sarà l’effettiva portata della sanatoria sul territorio nazionale.
Per migliaia di contribuenti, intanto, la prospettiva di poter chiudere vecchie pendenze fiscali con condizioni più leggere rappresenta già una concreta occasione di regolarizzazione.
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