Ruben Dias afferma che le critiche a Cristiano Ronaldo "non sono una novità", mentre il Portogallo si stringe attorno al "sogno" dei Mondiali

20 Giugno 2026 - 15:21
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Ruben Dias afferma che le critiche a Cristiano Ronaldo "non sono una novità", mentre il Portogallo si stringe attorno al "sogno" dei Mondiali

Ruben Dias interviene in difesa di Cristiano Ronaldo dopo le critiche a seguito del pareggio tra il Portogallo e la Repubblica Democratica del Congo.

Ruben Dias ha ribadito che l’attenzione su Cristiano Ronaldo è normale per la nazionale. Il difensore del Manchester City ha chiesto unità dopo il pareggio all’esordio ai Mondiali, sottolineando che le voci esterne non influiranno sulle loro ambizioni nel torneo.

IL PAREGGIO ALL'ESORDIO SUSCITA CRITICHE

La Seleção ha esordito con un deludente 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo a Kansas City. In vantaggio grazie a un colpo di testa di João Neves, il Portogallo ha poi mancato di concretezza e ha subito il pari di Yoane Wissa poco prima dell’intervallo. Il pareggio ha scatenato critiche di tifosi ed ex giocatori, soprattutto verso il capitano quarantunenne, colpevole di un attacco poco incisivo.

IL DIFENSORE NON DA' PESO ALLE VOCI ESTERNE

IL DIFENSORE NON DA' PESO ALLE VOCI ESTERNE

Alla vigilia della partita, Dias ha commentato con calma le polemiche sui media riguardo alla squadra e al suo attaccante. Ha dichiarato: «Le critiche non riguardano un solo giocatore. Cris è sotto i riflettori, ma in questo momento tutti siamo sotto esame. Non è nulla di nuovo: è sempre stato così da quando sono qui e continuerà a esserlo».

Interpellato sulle voci dei social, ha aggiunto: «Onestamente, queste speculazioni non ci riguardano. Siamo concentrati sul nostro obiettivo e non ci lasciamo distrarre».

LA SQUADRA REAGISCE AL CROLLO TATTICO

L’attaccante veterano ha stabilito il record di giocatore di campo più anziano a esordire da titolare ai Mondiali, ma ha prolungato a dieci la sua serie di partite senza gol nel torneo. Riflettendo sugli errori tattici che hanno permesso alla nazionale africana di rientrare in partita, la squadra ha ammesso un calo di intensità.

Dias ha spiegato: «Ora ci sono tanti analisti che parlano della partita e traggono conclusioni su cosa sia andato storto, che in alcune testate la gente ha già capito cosa non ha funzionato bene.

«Abbiamo segnato subito e iniziato bene, sentivamo l’energia, poi ci siamo rilassati e abbiamo perso disciplina. Così siamo diventati meno efficaci, non abbiamo trasmesso il timore necessario agli avversari e la gara ha preso una piega strana.

Alla fine abbiamo perso la disciplina, e lo sappiamo. Per il futuro vedo solo aspetti positivi."

Sulle reazioni dell’opinione pubblica ha chiosato: «Non ho seguito molto, non ho visto critiche di rilievo, ma quando i risultati mancano, è naturale che le critiche aumentino.

Non per questo perdiamo fiducia: le difficoltà arrivano, dobbiamo crescere e restare umili.”


A HOUSTON SERVE UNA RISPOSTA DECISIVA

A HOUSTON SERVE UNA RISPOSTA DECISIVA

La squadra stellare di Roberto Martinez deve ricostruire in fretta la propria difesa in vista della cruciale partita di martedì contro l’Uzbekistan, al debutto nel torneo. Il prossimo match è un test di carattere per il gruppo sotto pressione, che cerca di lanciare la propria campagna nel Gruppo K.

Conquistare i tre punti è essenziale per mantenere vive le speranze di qualificazione in vista dell’ultima sfida del girone contro la Colombia, una delle potenze sudamericane.

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