Russia-Italia, l’ex ambasciatore Starace: “Mosca ci considera un Paese ostile, ma la storia non si cancella”
Russia-Italia, l’ex ambasciatore Starace: “Mosca ci considera un Paese ostile, ma la storia non si cancella”
ROMA – I rapporti tra Italia e Russia attraversano una delle fasi più delicate degli ultimi decenni, ma interrompere il dialogo sarebbe un errore. Ne è convinto Giorgio Starace, già ambasciatore d’Italia a Mosca, che in un’intervista al Quotidiano Nazionale analizza l’attuale scenario geopolitico, il tema dello spionaggio e le prospettive future delle relazioni tra Roma e il Cremlino.
“Lo spionaggio è uno strumento storico della Russia”
Commentando le recenti vicende legate alle attività di intelligence russe, Starace invita a leggere il fenomeno in una prospettiva più ampia.
«È naturale che in Italia la vicenda faccia molto rumore perché riguarda il nostro Paese, ma i servizi russi operano da sempre in tutta Europa. Abbiamo visto casi importanti nel Regno Unito, in Germania e altrove. Lo spionaggio fa parte della tradizione russa e rappresenta uno degli strumenti attraverso cui Mosca tutela i propri interessi».
“La rottura con Mosca non nasce con Berlusconi”
Secondo l’ex ambasciatore, il rapporto privilegiato tra Italia e Russia è stato costruito nel tempo da governi di diverso orientamento politico grazie a solidi interessi economici e industriali.
«Il rapporto privilegiato con Mosca è stato costruito nel corso dei decenni da governi di diverso orientamento politico, perché esisteva una forte base economica e industriale. Berlusconi ha certamente personalizzato quella relazione, ma non l’ha inventata. La vera cesura è arrivata quando si è interrotto quel processo di integrazione che legava Europa, Italia e Russia».
“Le parole possono alimentare l’escalation”
Per Starace, la diplomazia deve evitare toni che rischiano di aggravare ulteriormente il confronto.
«Le dichiarazioni aggressive, da qualunque parte provengano, servono a poco. In diplomazia le parole pesano e rischiano soltanto di allontanare la possibilità di riaprire un dialogo. L’obiettivo deve restare quello di evitare un’ulteriore escalation nel continente europeo».
“L’Italia è considerata ostile, ma il legame culturale resta”
L’ex ambasciatore riconosce che, agli occhi del Cremlino, l’Italia fa ormai parte dei Paesi ostili. Tuttavia, sottolinea come il patrimonio storico e culturale tra i due popoli continui a rappresentare un elemento di continuità.
«Dal punto di vista di Mosca l’Italia fa parte della coalizione dei Paesi ostili e questo ormai è un dato acquisito. Tuttavia, la politica non cancella la storia. Tra italiani e russi esiste un rapporto culturale profondo che continua a sopravvivere alle tensioni internazionali».
Diplomazia e cultura per ricostruire il dialogo
Guardando al futuro, Starace indica nella diplomazia e nella cooperazione culturale gli strumenti fondamentali per un eventuale riavvicinamento tra i due Paesi.
«Si dovrà ripartire dai canali diplomatici, che non devono mai essere interrotti finché i Paesi non sono in guerra tra loro. Accanto alla diplomazia, anche i rapporti culturali rappresentano un patrimonio prezioso. In prospettiva tornerà ad avere un ruolo anche la cooperazione economica. Ricostruire la fiducia richiederà tempo, ma mantenere aperti i canali di comunicazione resta la condizione indispensabile per qualsiasi futuro riavvicinamento».
Le dichiarazioni dell’ex ambasciatore arrivano in una fase di forte tensione tra Russia e Paesi occidentali e rilanciano il dibattito sul ruolo che la diplomazia può continuare a svolgere anche nei momenti di maggiore conflittualità internazionale.
L'articolo Russia-Italia, l’ex ambasciatore Starace: “Mosca ci considera un Paese ostile, ma la storia non si cancella” sembra essere il primo su Italia chiama Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)