Sampdoria a cinque giorni dal ritiro con un “brandello di squadra”: difesa corta, poche mezzali e attacco da rifondare

07 Luglio 2026 - 14:25
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Sampdoria a cinque giorni dal ritiro con un “brandello di squadra”: difesa corta, poche mezzali e attacco da rifondare
Sampdoria Vs Virtus Entella

Alla Sampdoria serve un’accelerata sul mercato per non rendere inutile il ritiro che inizierà tra 5 giorni. Dal 12 al 23 luglio i blucerchiati di mister Bernardo Corradi suderanno a Ponte di Legno/Tonale in Valle Camonica. Al momento, c’è solo un “brandello di squadra”. Difficile anche dire cosa può servire alla Sampdoria visto che non si è parlato di obiettivi chiari per questa stagione. Rimane il proclama “Serie A entro il 2028”. Al momento manca il portiere titolare nonostante ve ne siano quattro. Non ci sono certezze sui centrali della difesa a quattro che intende adottare Corradi. Qualche garanzia in più la danno gli esterni Ciccone e Di Pardo. Due operazioni di Andrea Mancini, insieme ai centrocampisti che costituiscono, al momento, l’unico reparto su cui Corradi può lavorare con potenziali titolari. Tuttavia, c’è abbondanza di registi ma scarsità di incursori. E il fatto che i giocatori da cui ripartire siano tutti ascrivibili alla politica di mercato manciniana, più rivolta al panorama italiano che estero, non è un buon segnale. Attacco da rifondare in toto se si esclude Begic. Potrebbe essere interessante provare a rilanciare Pedrola e Tutino. Lorenzo Insigne sembrava una suggestione, invece è ora vicinissimo ai blucerchiati. Non è da escludere che già domani sia già a Genova.  Potrebbe essere stata decisiva l’intercessione di Attilio Lombardo, con cui Insigne ha condiviso la vincente cavalcata di Euro 2020. Dal mercato, si capirà anche quanto la scelta di Corradi sia stata una forzatura in assenza di candidati migliori. Arriveranno i giovani italiani cresciuti con lui nelle nazionali giovanili?

Quattro portieri, ma senza il titolare: Martinelli ad Avellino

Al momento, ci sono Gaetan Coucke, Simone Ghidotti, Elia Tantalocchi e Nicholas Scardigno. Ruolo tanto importante quanto gestito con confusione in questo biennio. Sembrava che si fosse trovata la quadra con Tommaso Martinelli. Ma ora l’Avellino è un passo dal formalizzare l’innesto del portiere della Fiorentina. Iniziare il ritiro senza il portiere significherebbe perdere l’occasione per lavorare sulla cruciale sintonia che ci deve essere tra estremo difensore e pacchetto arretrato.

Una difesa da rifondare

Stefan Gartennman è stato l’unica new entry fino a questo momento. Calciatore che viene da un lungo infortunio e non di certo un “giovane italiano che Corradi conosce bene”. Insomma, iniziare con un annuncio del genere non ha di certo placato la rabbia della piazza. Insieme a lui, i due centrali Alessandro Riccio e Alex Ferrari. Due giocatori che forse quello che dovevano dire in blucerchiato lo hanno detto, indipendentemente dai problemi fisici del secondo. Discorso analogo per Fabio Depaoli, giocatore da rilanciare e spesso criticato legato fino al 2028 ai blucerchiati. L’unico che sembra adatto a fare il titolare Alessandro Di Pardo.  C’è, infine, il giovane Lorenzo Malanca (2007).

Il centrocampo “regge”, ma non numericamente

Henderson, Conti, Esposito, Ricci e Abildgaard – quest’ultimo impiegabile anche in difesa – rappresentano una buona base di partenza. Serve però rimpolpare la zona mediana con giocatori “invasori” e che possano portare qualche goal. D’altronde, tre di questi (Ricci, Esposito e Abildagaard) pestano grosso modo le stesse zone di campo, quelle del ruolo di regista. Potrebbero partire per il ritiro anche due grandi flop come Bellemo e Ferri. Ci sarà Manuel Cicconi, un altro giocatore su cui puntare sulle corsie esterne ed arretrabile a terzino.

Un attacco di punti interrogativi

Salutato Massimo Coda, restano due terzi di quello che, due estati fa, sembrava poter essere un attacco stellare. C’è Gennaro Tutino, dopo l’esperienza negativa con l’Avellino, e Estanis Pedrola proveniente dal Las Palmas. Di sicuro, si punterà su Tjas Begic. L’unica operazione delle poche operazioni fatte ben accolta dalla piazza. Da piazzare, Sekulov e l’ “eterno” La Gumina.

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