San Giacomo, il centrodestra riapre l’ospedale chiuso dalla sinistra, Rampelli: “Era in stato di abbandono nonostante i soldi pubblici”

Un finanziamento da 145 milioni di euro per riqualificare e riaprire l’ex ospedale San Giacomo, storico presidio sanitario del centro di Roma chiuso nel 2008 nell’era Zingaretti. La Giunta regionale del Lazio ha approvato lo schema di accordo con il ministero della Salute e la ASL Roma 1 per la gestione delle risorse destinate all’intervento. La delibera, adottata su proposta del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso amministrativo per la riconversione dell’ex nosocomio romano. “Andiamo avanti con determinazione per restituire alla comunità romana il San Giacomo. Con questo accordo compiamo un passo decisivo verso la riapertura di un presidio storico che ha rappresentato, fin dall’inizio, un obiettivo strategico della nostra amministrazione”, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
San Giacomo, battaglia storica: il centrosinistra lo chiude, il centrodestra li riapre
E’ stata una battagli storica e il primo a sottolineare la promessa mantenuta dal centrodestra è stato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “La Giunta della Regione Lazio, guidata da Francesco Rocca, ha onorato i suoi impegni. E compiuto ciò che per due mandati le Giunte Zingaretti hanno deliberatamente ignorato e osteggiato. Riaprirà l’ex Ospedale San Giacomo. Per anni abbiamo combattuto, assieme a cittadini e comitati, affinché questo evento si concretizzasse e tornasse a erogare prestazioni sanitarie utili alla popolazione. Incredibilmente le vecchie Giunte di sinistra, guidate da Nicola Zingaretti e dal PD, troppo dedite a strani traffici di mascherine, lo hanno trasformato in edificio fantasma e in stato di abbandono. Nonostante i tanti soldi pubblici spesi per ristrutturarlo”.
Il San Giacomo riapre, Rampelli: “Un’altra battaglia è stata vinta”
Una ferita imperdonabile per il centro storico di Roma. L’Ospedale San Giacomo ha rappresentato infatti una struttura fondamentale nel cuore della Capitale. “La sua riattivazione sarà utile ad affermare che il centro storico deve tornare a essere centro vitale con attività di prossimità e residenti e non mero museo per turisti o centro economico finanziario per affaristi. Con lo stanziamento di 145 milioni di euro, il San Giacomo – fa il punto Rampelli – diventerà ospedale di comunità, Rsa e lungodegenza. Tornerà interamente di proprietà pubblica, in capo alla Asl Roma 1. C’è chi la sanità pubblica la difende in televisione e sui giornali. E chi, come la destra al Governo, la difende per davvero. Avanti così: un’altra battaglia è stata vinta”.
Il Consiglio di Stato considerò “illeggittima e irrazionale” la chiusura
Il San Giacomo degli Incurabili, come si chiamava, fu chiuso nel 2008 – audite audite- in nome dell’efficienza e della razionalizzazione dei distretti sanitari romani. Il 14 febbraio 2023 il Consiglio di Stato considerò illegittima e irrazionale la chiusura della struttura, ma non andò oltre le sue prerogative. I giudici amministrativi, senza sostituirsi all’autorità amministrativa nella decisione sulla chiusura, si limitarono ad evidenziare che la scelta della dismissione non aveva tenuto conto un vincolo di destinazione imposto alla fine del 1500 dal Cardinale Antonio Maria Salviati. Una volontà, espressa dall’alto prelato nel suo testamento, di adibire la struttura alle cure ospedaliere, che doveva costituire un limite alla discrezionalità degli amministratori. (Nella foto ansa le proteste dei cittadini e degli operatori)
Come sarà il nuovo San Giacomo
La riqualificazione prevede interventi al piano seminterrato, piano terra, secondo e terzo. Nell’ordine: nel piano seminterrato, su una superficie totale di 3605 metri quadri, troveranno posto: la diagnostica per immagini, il blocco operatorio piccoli interventi, le centrali tecnologiche; i depositi e gli spogliatoi centralizzati. Al piano terra si troveranno: l’area Fisioterapia, l’area Ambulatorio, gli uffici amministrativi, uno shopping point, la hall dell’ospedale e la sala conferenze. Per una superficie complessiva interessata dai lavori pari a 4150 metri quadri. Al primo piano si troverà invece un ospedale di comunità da 80 posti letto, per una superficie totale di 1765 metri quadri. Ma anche la Dialisi e la Rsa. Al piano secondo circa 1835 metri quadri saranno destinati alle lungodegenze, per un totale di 60 posti letto.
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