Sanità, il ministro Schillaci a Genova: la Liguria in pressing per la riforma dei medici di famiglia

15 Giugno 2026 - 14:34
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Sanità, il ministro Schillaci a Genova: la Liguria in pressing per la riforma dei medici di famiglia
Generico giugno 2026

Genova. Giornata genovese per il ministro della Salute Orazio Schillaci, negli ultimi giorni alle prese con la riforma dei medici di medicina generale bloccata per le pressioni dei sindacati e per i malumori interni al centrodestra. L’esponente del governo Meloni è arrivato al Porto Antico per il forum G19+2, le Regioni disegnano il futuro del Servizio sanitario nazionale. Nel pomeriggio l’appuntamento clou con la riunione della commissione Salute della Conferenza delle Regioni.

La riforma prevedeva l’inserimento dei medici di famiglia nelle case di comunità trasformando alcuni di loro in dipendenti a tutti gli effetti anziché liberi professionisti convenzionati. La Fimmg negli scorsi giorni ha dichiarato la “disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr”. Ora l’obiettivo di Schillaci è “trovare un accordo con Regioni e medici di medicina generale” attraverso una serie di incontri. L’appuntamento di oggi a Genova, insomma, si preannuncia cruciale.

Proprio dalle Regioni sono arrivate pressioni a completare il disegno della riforma, ritenuta fondamentale per assicurare il buon funzionamento delle case di comunità. Non fa eccezione il governatore Marco Bucci: “Io sono molto favorevole alla riforma dei medici di base e chiedo al ministro di continuare, perché questa è una riforma epocale – sottolinea -. È un grosso cambiamento, siamo assolutamente d’accordo che non si fa in un giorno, ma qualcuno deve cominciare. Quasi tutte le regioni d’Italia sono assolutamente favorevoli alla sua riforma, e noi vogliamo che si vada avanti”. 

L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò pone in realtà un altro tema a proposito della carenza di medici di base: “Credo che la cosa più importante oggi per i medici di medicina generale sia istituire la scuola di specialità per la medicina generale: è la cartina di tornasole che può consentire una valorizzazione di questa figura, che adesso passa un corso triennale senza un riconoscimento formale dall’università”.

La Liguria, poi, continua a chiedere un aumento della quota di riparto del Fondo sanitario nazionale: “Questa è una domanda che va avanti ogni minuto, più finanziamenti ci sono e meglio è. Io non chiedo l’aumento in percentuale, io chiedo l’aumento in euro secchi”, specifica Bucci. “Noi lo chiediamo e lo pretendiamo – aggiunge Nicolò – perché la Liguria è una terra di longevità, con una quota di ultra 65enni, ma anche oltre i 75-80 anni, che è la più alta di tutta l’Italia e di tutta l’Europa. Questo comporta, ovviamente, un aumento dei costi, un aumento delle spese, per consentire alle persone longeve di vivere la loro vita con un’alta qualità e non soltanto invecchiare ma con una bassa qualità di vita. Per fare questo, però, ci vogliono risorse e noi queste le pretendiamo”. 

Il Pd: “È la fiera del va tutto bene, la realtà è diversa”

“Abbiamo assistito all’ennesima operazione di autocelebrazione della giunta Bucci-Nicolò. Il G19+2 Sanità ospitato ai Magazzini del Cotone si è trasformato nella fiera del ‘va tutto bene’, con esponenti del centrodestra impegnati a magnificare le presunte eccellenze della sanità ligure e perfino a celebrare le intuizioni comunicative dell’assessore Nicolò sulle Case di Comunità, quei manifesti che tanto hanno fatto discutere in questi giorni – accusano il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna e il vicepresidente della commissione Sanità Enrico Ioculano -. La realtà, però, è molto diversa. Medici, operatori e cittadini convivono ogni giorno con gravi carenze organizzative e difficoltà evidenti nel far funzionare le case di comunità secondo il modello previsto dal Pnrr, manca quel lavoro d’équipe multidisciplinare integrato con il resto del sistema sanitario territoriale, manca personale sufficiente, tutto si regge solo grazie ai sacrifici e all’abnegazione di chi opera nelle strutture anche se sotto organico. Sarebbe stato più utile e più onesto aprire un confronto serio su ciò che ancora non funziona, riconoscendo che i processi organizzativi richiedono tempo, investimenti e programmazione, invece di limitarsi a raccontare una situazione che non corrisponde a quella vissuta quotidianamente dai cittadini”.

“A rendere ancora più paradossale il quadro è l’attesa per l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci, un ministro che si era impegnato a portare avanti una riforma fondamentale per il Servizio sanitario nazionale e che, proprio su quel terreno, è stato di fatto sconfessato dalla sua stessa maggioranza. Un elemento che dimostra quanto sia fragile e contraddittoria la strategia del centrodestra sulla sanità, a livello nazionale come a livello regionale. Mentre si moltiplicano gli annunci e le celebrazioni, i dati e i fatti di queste ore parlano da soli. Anche ieri si è registrata l’ennesima domenica difficile per la continuità assistenziale, con numerosi turni di guardia medica scoperti. Questa la realtà il resto le solite parole di propaganda basate sul nulla”, concludono Sanna e Ioculano.

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