Sassi dai cavalcavia, torna la paura per un fenomeno mai del tutto scomparso
Chi ha qualche anno in più ricorderà i <strong>titoli di giornale </strong>degli<strong> anni Novanta e Duemila</strong> che raccontavano, con drammatica frequenza, episodi di lanci di sassi dai cavalcavia. Con le relative morti e le condanne pesanti. Un fenomeno che sembrava destinato a restare nelle pagine della <strong>cronaca nera</strong> ma che invece continua a ripresentarsi. L'ultimo episodio è di pochi giorni fa. La sera del 7 maggio a Vezzano (frazione del comune italiano di Vallelaghi in provincia di Trento) tre automobilisti hanno sentito un botto improvviso e si sono ritrovati con il <strong>parabrezza in frantumi</strong>. Qualcuno dal cavalcavia aveva <strong>lanciato delle pietre </strong>sulle<strong> auto in corsa</strong>.<h2>Un fenomeno in crescita?</h2>I carabinieri, allertati immediatamente, hanno perlustrato la zona <strong>trovando altri sassi </strong>vicino al<strong> parapetto</strong>, ma senza individuare i responsabili. La Provincia ha poi posizionato delle transenne sul cavalcavia per impedire nuovi episodi su quello stesso tratto di strada.Quello di Vezzano <strong>non è il primo episodio </strong>accaduto dall’inizio dell’anno. A marzo, lungo la superstrada tra Merano e Bolzano, una pietra aveva frantumato il parabrezza di un'auto causando due feriti lievi. A Usmate Velate, in provincia di Monza, i carabinieri avevano fermato tre ragazzini di 13 anni sorpresi a lanciare sassi da un ponte ferroviario.Quello dei sassi dai cavalcavia è, come detto, un fenomeno che in passato ha per anni <strong>angosciato gli italiani</strong>. Nel 1986 perse la vita una bambina di due mesi e mezzo colpita da un masso sulla provinciale Milano-Lentate. Nel 1993 una ragazza di 25 anni fu uccisa da un macigno di 12 kg sull'A22. Nel 1996 una donna morì sulla Torino-Piacenza durante il viaggio di nozze. Nel 2005, vicino Cassino, un masso di 40 kg lanciato sull'autostrada Roma-Napoli uccise un uomo e ferì sei persone.<h2>Cosa rischiano i responsabili</h2>Anche a seguito di quei numerosi casi, la <strong>giurisprudenza italiana</strong> è estremamente chiara in materia. Il lancio di sassi da un cavalcavia non è vandalismo, ma un reato gravissimo che può arrivare fino all'omicidio volontario. Un tema che il <a href="https://www.hdmotori.it/nuovo-codice-della-strada-calano-morti-feriti-incidenti/">nuovo Codice della strada</a> affronta con misure sempre più severe per i comportamenti che mettono a rischio la vita altrui. Chi compie il gesto è consapevole che l'<strong>impatto </strong>con un veicolo <strong>può essere letale</strong>. In caso di minorenni, la responsabilità civile ricade sui genitori.
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