Savicevic: “Milan, vendi Leao. Non lo capisco. Allegri? È colpa dei giocatori. Cristiano Ronaldo smetta”
Parla il Genio, ex campione dei rossoneri.
Intervista a Dejan Savicevic. L’ex calciatore del Milan, oggi presidente della Federcalcio montenegrina, si racconta a La Gazzetta dello Sport, e tratta i temi dei Mondiali, del calcio italiano e dei rossoneri. Queste le sue parole.
“Milan male? Non me l’aspettavo. A un certo punto della stagione, consideravo scontato entrare in Champions, poi mi sono ritrovato 5° all’improvviso. La colpa per me è stata più dei giocatori che dell’allenatore. Mi spiace per Allegri che sia finita così: è bravo, non meritava tutto questo”.
“Qual è stato l’errore principale? Non vendere Leao, io non capisco quel ragazzo. Dicono che sia interessato più alla musica che al calcio e io non so se sia vero. Di sicuro, lo lascerei andare. Mi sembra che sarebbe meglio per tutti".
Sul fonte dirigenza, poi, dice: “Pagare per Krösche? Andiamo… non è mica Ancelotti”.
“Chi vedo sempre volentieri? Mbappé. Alla fine, mi sembra sempre il più forte. Devo dire che non pensavo Messi potesse ancora giocare così in un Mondiale. Ha avuto ragione lui, anche se due dei suoi tre goal sono del figlio di Zidane, il portiere dell’Algeria. In questi giorni sto vedendo troppi errori dei portieri, non so se per colpa dei palloni o per altro”.
“Messi o Ronaldo? Dai, se non capisci questa cosa, non capisci di calcio. Messi è sempre stato 70% talento e 30% applicazione, Cristiano il contrario. Con l’età che avanza, il fisico cala e solo il talento può tenerti in piedi. Già in Qatar 4 anni fa, Cristiano non aveva fatto bene. Io dico che dovrebbe smettere con la nazionale e concentrarsi sul club. Potrebbe arrivare a mille goal e non rovinare il rapporto con la gente. È una legge della vita: la gente ricorda sempre l’ultima cosa che hai fatto, non tutte le altre”.
Sull’Italia fuori dal Mondiale: “Non cambierà nulla. Il problema non è il presidente federale, sono i giocatori, il modo di allenarli. I ragazzi non dribblano più. Fanno due tocchi e poi giocano la palla sull’esterno. Così non migliori mai. E poi nel calcio italiano è cambiato tutto. Avete sempre avuto grandi portieri e grandi difensori, ma adesso dove sono andati a finire?”.
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