Scaloni si congeda dall'Argentina in lacrime: "Parlerò con la Federazione, difficile ricreare un gruppo come questo". L'addio ufficiale può arrivare a dicembre
Il ct campione del mondo nel 2022 si avvia a concludere il suo ciclo alla guida della Selecciòn dopo 5 finali consecutive
Un finale amaro dopo un cammino entusiasmante in un Mondiale che voleva essere principalmente un tributo ai campioni del 2022 e che si è trasformato in un'altra cavalcata esaltante fino al triste epilogo contro la Spagna di Yamal, Rodri e Cubarsì. L'Argentina cede lo scettro al nuovo che avanza rappresentato dalla magnifica squadra di Luis de la Fuente e si congeda da una generazione di giocatori probabilmente irripetibile. Guidata in campo dal più grande calciatore del mondo, Leo Messi, e da un commissario tecnico come Lionel Scaloni, che ha saputo rendere straordinariamente vincente un gruppo di amici che, oltre al trionfo in Qatar di quattro anni fa, ha il merito di aver disputato cinque finali consecutive e anche due Copa America in bacheca.
PIANTO A DIROTTO
La finale del MetLife Stadium, con tutti i nervosismi e le tensioni prima, durante e dopo la partita, si converte anche nel commiato che lo stesso allenatore dell'Albiceleste preannuncia nella conferenza stampa del post-gara. Travolto dalle emozioni e dagli applausi sentiti di tutti i giornalisti presenti, Scaloni si lascia andare ad un pianto a dirotto che non gli permette di concludere il suo incontro con la stampa. “Sto piangendo perché questo è davvero un gruppo di guerrieri. Ce l’hanno riconosciuto anche gli spagnoli mentre ci salutavamo dopo la partita. Nella mia vita sognavo proprio di fare questo. Adesso per continuare ci vogliono un sacco di cose, soprattutto resettarsi, riformare un gruppo come questo. Difficilmente sarà possibile e mi fa male all’anima”, dice prima di scusarsi, alzarsi e abbandonare la sala stampa.
UN CT UNICO
Visibilmente provato dopo aver vissuto in maniera estremamente intensa ogni partita ed ogni emozione regalata sul campo dai suoi ragazzi. Arrivando a non festeggiare nemmeno i goal della clamorosa rimonta in semifinale contro l'Inghilterra, o meglio a mascherare con la sua iconica pokerface il turbinio di sensazioni che si scatenavano al suo interno. Anche a Lusail nel 2022, aveva impiegato parecchi minuti a realizzare l'importanza dell'ultimo calcio di rigore trasformato da Montiel, che aveva regalato all'Argentina il terzo Mondiale della sua storia. Prima di lasciarsi andare ad un altro pianto, ma di tenore diverso, una volta incrociato lo sguardo di un Paredes incredulo quanto lui.
ADDIO ANNUNCIATO
Più che dell'analisi della prestazione contro la Spagna, in conferenza c'è spazio per una riflessione su quello che attende l'Argentina nel futuro prossimo, quella della ricostruzione. Verosimilmente senza più Scaloni al timone: “Parlerò con il presidente, ho un’idea di cosa voglio fare, rispetterò il contratto e poi vedrò. La verità è che sento il bisogno di pensare, perché non so se sarò in grado di fare qualcosa di altrettanto grande come il percorso di tutti questi anni. Al presidente sono grato per avermi dato un’opportunità del genere, di aver ricoperto questo ruolo, cioè quello che sognano tutti. Abbiamo cercato fino all’ultimo momento di dare il massimo. È giusto che io possa prendermi un po’ di tempo e riflettere”. Le indiscrezioni vogliono che Scaloni resti fino alla scadenza del suo contratto di dicembre 2026 per poi cedere il bastone del comando al suo successore.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)