«Via D’Amelio appartiene all’Italia, non a lui»: gli organizzatori della fiaccolata replicano a Salvatore Borsellino

21 Luglio 2026 - 00:45
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«Via D’Amelio appartiene all’Italia, non a lui»: gli organizzatori della fiaccolata replicano a Salvatore Borsellino

«Via D’Amelio appartiene all’Italia, non a lui»: gli organizzatori della fiaccolata replicano a Salvatore Borsellino

Non ci stanno gli organizzatori della fiaccolata per Paolo Borsellino, giunta quest’anno alla 30esima edizione, al tentativo di sottrarre il giudice ucciso dalla mafia alla memoria collettiva nazionale per farne un simbolo che solo alcuni possono ricordare, andato inopportunamente in scena nei giorni scorsi e arrivato al suo apice proprio in occasione della commemorazione in via D’Amelio. «A Salvatore Borsellino diciamo che portare quel cognome non lo rende proprietario di via D’Amelio e censore delle commemorazioni del 19 luglio», si legge in una lunga nota degli organizzatori della fiaccolata, che denunciano come quest’anno sia stato «superato il limite».

Le contestazioni contro la fiaccolata per Paolo Borsellino

«Da quando esiste il Movimento delle Agende Rosse, si respira un clima pesante in via D’Amelio ogni 19 luglio. Quest’anno, però, si è superato il limite. Nel pomeriggio il luogo della strage si è trasformato in un palcoscenico dal quale sono state urlate tesi surreali, accusando gli ideatori ed i partecipanti alla Fiaccolata di sostenere presunte azioni di depistaggio istituzionale», hanno sottolineato Mauro La Mantia di “Comunità ‘92” e Davide Gentile di “Forum XIX Luglio”, dopo quanto accaduto ieri in via D’Amelio, dove l’ingresso della fiaccolata è stato accolto da proteste e contestazioni.

«Profanato un luogo sacro della nazione»

«Salvatore Borsellino per diversi giorni fino al pomeriggio di ieri – hanno ricordato La Mantia e Gentile – ha creato un clima di tensione aizzando ed invitando la folla ad impedire l’ingresso in via D’Amelio ai “fascisti” (riferendosi a chi organizza la Fiaccolata) ai politici ed ai rappresentanti delle istituzioni. Una condotta irresponsabile che ha generato una indegna gazzarra al termine della nostra manifestazione, quando un centinaio di persone hanno provato a disturbare la nostra presenza in silenzioso raccoglimento davanti all’ulivo. Questa gente, molti dei quali neanche palermitani, con il loro comportamento indicibile hanno profanato un luogo sacro della nazione».

Il messaggio per Salvatore Borsellino: «Via D’Amelio appartiene all’Italia»

«A Salvatore Borsellino – hanno proseguito La Mantia e Gentile – diciamo che portare quel cognome non lo rende proprietario di via D’Amelio e censore delle commemorazioni del 19 luglio. Via D’Amelio appartiene all’Italia ed agli italiani perbene, non è lui a stabilire chi e come può commemorare Paolo. Da quel palco ha blaterato di aver concesso, in questi anni, il nostro ingresso in via D’Amelio. Gli facciamo notare, sommessamente, che dal 1996, cioè ben 13 anni prima della sua comparsa nelle iniziative del 19 luglio, la Fiaccolata entra in via D’Amelio senza chiedere il permesso a nessuno».

Lo spettacolo teatrale firmato da Manfredi Borsellino per il padre

«Salvatore Borsellino – hanno aggiunto – ormai pervaso da un complottismo irrazionale, ha accusato noi di volergli sottrarre il palco di via D’Amelio. Nulla di tutto questo, semplicemente quest’anno volevamo concludere la Fiaccolata, visto il 30° anniversario, con lo spettacolo teatrale firmato da Manfredi Borsellino e dedicato a suo padre Paolo. Ha fatto di tutto per impedirlo ma non c’è riuscito. Noi non abbiamo mai usato il 19 luglio e via D’Amelio per fare passerelle e comizi».

«Salvatore Borsellino cerca di trasformare via D’Amelio in una sezione di partito»

«La nostra manifestazione – hanno ricordato ancora La Mantia e Gentile – è silenziosa e nessun politico, per nostra scelta, ha mai preso il microfono in mano. È Salvatore Borsellino che da anni tenta di trasformare via D’Amelio in una sezione di partito, a metà tra quello comunista e del Movimento 5 Stelle, con continui interventi di esponenti politici di sinistra che usano l’anniversario per fare la loro propaganda politica. Salvatore Borsellino ha tutto il diritto di essere di sinistra ma non può arruolare Paolo, distante anni luce da quelle idee, e pensare di estromettere chi non è di sinistra e non abbraccia le sue teorie sulle stragi».

La «forza della corretta informazione» contro la narrazione di parte

«Contrasteremo con la forza della corretta informazione la grande mistificazione in atto della figura di Paolo Borsellino, che si tenta di trasformare in una sorta di partigiano rosso dedito alla ricerca di improbabili collegamenti tra potere, terroristi di destra e, persino, ambienti del Movimento Sociale Italiano che pure lui stesso frequentò. Stigmatizziamo la gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura di Palermo che – hanno concluso gli organizzatori della fiaccolata – non è stata in grado di far rispettare gli accordi presi in un tavolo condiviso lo scorso 11 luglio. Quando era in vita Rita Borsellino nulla di tutto questo succedeva in via D’Amelio. Tra noi c’era grande distanza politica ma anche molto rispetto reciproco. Con Salvatore, purtroppo, l’armonia in via D’Amelio è finita».

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