Schengen, al via i primi controlli in Italia. Cosa cambia dopo lo stop con Madrid
AGI - Dopo la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna scattano i primi controlli in Italia. Ma il caso dell'esodo di massa a Ceuta e la 'stretta' decisa da Roma innesca le proteste di Madrid con Sanchez che parla di "ignoranza", di "interessi politici" e di "pregiudizi". Intanto il tandem Italia Danimarca preme sui vertici di Bruxelles (con una lettera siglata da 22 Stati Ue) sollecitando un'azione condivisa per rafforzare le frontiere esterne e contrastare l'immigrazione irregolare.
Scattano i primi controlli negli aeroporti italiani
Negli aeroporti italiani da questa mattina sono partiti da questa mattina i primi controlli sui passeggeri entra Ue provenienti dalla Spagna. A Malpensa e Linate la società Sea, che gestisce gli scali e la Polizia aeroportuale, riferisce che "al momento non si registrano criticità".
L'Italia sospende Schengen con la Spagna
Dopo l’arrivo a Ceuta di migliaia di migranti dal Marocco, il governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente il trattato di Schengen con la Spagna. “Una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale" e "limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni.
Cosa cambia con la sospensione di Schengen
Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, come spiegano fonti del Viminale, non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico.
I controlli solo per i cittadini extra Ue
I controlli saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi (extra UE) provenienti dalla Spagna al fine di verificarne la loro regolarità in ingresso in Italia. Tale misura resterà in vigore per un mese dal 1agosto.
Per chi dall’Italia si recherà in Spagna non cambia nulla.
Cosa stabilisce il trattato di Schengen
Firmato il 14 giugno 1985 (a bordo della “Maria-Astrid”, un battello ancorato per l'occasione in un piccolo porto lussemburghese sulla Mosella), il trattato internazionale di Schengen prevede la graduale abolizione dei controlli ai confini interni tra i Paesi aderenti e l'adozione di regole comuni per il controllo delle frontiere esterne. Attualmente permette a oltre 450 milioni di persone di viaggiare liberamente senza subire controlli di identità alle frontiere.
Quando è consentito sospendere Schengen
Il trattato consente agli Stati membri di ripristinare i controlli ad alcune frontiere interne in circostanze eccezionali che mettono a rischio il funzionamento globale dello spazio Schengen. Questo, in pratica, determina il ripristino dei controlli di polizia alle frontiere interne sia in entrata e sia in uscita.
Il codice frontiere Schengen stabilisce, come si spiega sul sito del Consiglio europeo, che gli Stati membri possono ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera per rispondere a una minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna.
I casi precedenti
Diversi paesi dell'Ue hanno deciso di ripristinare i controlli alle frontiere interne tra il 2020 e il 2022 nel contesto della Covid-19. I controlli sono stati ripristinati anche in altre circostanze, ad esempio nel 2015, a seguito di attentati terroristici o dell'aumento dei flussi migratori verso l'Ue.
Il caso Ceuta e le politiche dell'Ue
Non solo la cronaca di un esodo di massa e di una fuga a Ceuta dal Marocco. La sospensione di Schengen decisa da Roma ha innescato uno scontro diplomatico con la Spagna e allo stesso tempo contribuito a consolidare affinità e distanze tra gli Stati europei sulle politiche di immigrazione del Vecchio Continente.
La lettera di Italia e Danimarca ai vertici di Bruxelles
Su iniziativa di Italia e Danimarca è stata inviata una lettera - sottoscritta da un totale di ventidue Capi di Stato e di Governo europei – ai vertici di Bruxelles (Antonio Costa, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio Ue, Micheal Martin) in cui si chiede di convocare "con urgenza una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell'interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata”.
"Serve un'azione comune per rafforzare le frontiere esterne"
L’obiettivo, come spiegato da Giorgia Meloni è mettere in campo un’azione comune per “rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali”. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione “non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”, rimarca la presidente del Consiglio.
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