Semi di psillio: quando la fibra fa davvero la differenza
I semi di psillio sono piccoli, anonimi, ma negli ultimi anni sono diventati molto popolari soprattutto per il loro contenuto di fibre. A contatto con l’acqua formano infatti una sorta di gel, proprio come fanno i semi di chia. Il merito è soprattutto delle mucillagini presenti nella parte esterna del seme, fibre solubili capaci di assorbire molta acqua. Proprio per questo lo psillio viene utilizzato soprattutto per favorire la regolarità intestinale e contrastare la stitichezza, ma negli ultimi anni è diventato popolare anche per i possibili effetti sulla sazietà, sulla glicemia e sul colesterolo. Prima di aggiungerlo allo yogurt o alla colazione, però, vale la pena capire come si assumono i semi di psillio, in quali quantità, quanta acqua bisogna bere e quali sono le possibili controindicazioni. Perché è semplice da usare, ma non va preso alla leggera.
Piccoli, ma ricchi di fibre
Lo psillio deriva dalla Plantago ovata, una pianta coltivata in particolare in India e in alcune zone del Mediterraneo. I semi sono molto piccoli, scuri e ricchi di fibre, ma la parte più utilizzata è in realtà il rivestimento esterno, chiamato cuticola o tegumento. È qui che si concentra la maggior parte delle mucillagini, fibre solubili che, a contatto con l’acqua, si gonfiano e formano una massa gelatinosa. È proprio questo meccanismo a spiegare gran parte delle proprietà dello psillio e il suo impiego più conosciuto, quello per favorire la regolarità intestinale.

Foto Getty Images
In commercio lo psillio non si presenta sempre allo stesso modo. I semi interi si possono aggiungere a yogurt, porridge o impasti, ma sono soprattutto le cuticole, cioè la parte esterna del seme, a essere ricche di mucillagini e quindi le più usate quando si cerca un effetto sulla regolarità intestinale. La polvere è semplicemente una forma più fine e pratica da mescolare con acqua o altre bevande, mentre bustine e preparati già dosati hanno il vantaggio di rendere più semplice capire quanto assumerne. In altre parole, non sono prodotti completamente diversi: cambia soprattutto la concentrazione di fibra e il modo in cui si usano.
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