Sessanta miliardi di investimenti entro il 2030 per Stellantis, Filosa: “Realizzeremo le nostre ambizioni”
Stellantis presenta oggi “FaSTLAne 2030”, il suo piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro per accelerare la crescita e i profitti. Durante la sessione mattutina del suo Investor Day, presso la sede di Auburn Hills, Michigan, in Nord America, la leadership Stellantis – riferisce una nota – ha definito i sei pilastri fondamentali della sua strategia per il futuro. Questi si basano sulla priorità dell’azienda di mettere il cliente al centro e sulla disciplina per allocare il capitale, dove regioni e marchi possono generare i migliori rendimenti. I pilastri di “FaSTLAne 2030” sono: gestione più efficace di un portafoglio di marchi senza pari; investimenti in piattaforme, powertrain e tecnologie globali; partnership che completano i punti di forza di Stellantis; ottimizzazione dell’impronta industriale; eccellenza nell’esecuzione; valorizzazione delle regioni e dei team locali.
Oggi “abbiamo l’opportunità di riflettere sulla posizione attuale di Stellantis, sui progressi che abbiamo compiuto, ma soprattutto sul motivo per cui siamo fiduciosi riguardo al percorso che ci attende”, ha affermato il presidente di Stellantis, John Elkann. “Ho trascorso tutta la mia vita lavorativa nel settore automobilistico e posso affermare che non c’è mai stato un momento di maggiore cambiamento e sfida nel nostro settore come questo. Ecco perché era giusto e naturale che il nostro nuovo amministratore delegato provenisse dall’interno. Attingendo a tutte le sue conoscenze pratiche e alla profonda comprensione delle dinamiche della nostra azienda e del nostro settore, Antonio Filosa ha lavorato con il Team di Leadership di Stellantis fin dal primo giorno come amministratore delegato per ripartire da zero e gettare le basi per un successo duraturo”, ha spiegato, concludendo: “Oggi vi presenteranno un piano ambizioso ma realistico, basato sulla responsabilità e su una profonda conoscenza dei mercati in cui operiamo”.
Per l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, “abbiamo tutto cio’ “di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni FaSTLAne 2030” e, dunque, “quello che vogliamo che vi resti impresso oggi e’ che Stellantis, con tutte le sue risorse, le sue capacita’ e il suo nuovo piano strategico, e’ ben posizionata per avere successo in questa sfida”. “Sfruttiamo i nostri punti di forza come azienda globale, consentendo al contempo alle nostre regioni di esprimere il proprio orgoglio locale”, ha continuato Filosa, sottolineando che il nuovo piano si basa “su sei pilastri fondamentali che collegano il contesto del settore, i nostri punti di forza e le nostre capacita’, nonche’ le nostre ambizioni”. L’ad ha poi spiegato: “Primo pilastro: affiniamo il nostro portafoglio di marchi e lo semplifichiamo. Secondo pilastro: investiamo il nostro capitale nei settori con i rendimenti piu’ elevati e sviluppiamo attivita’ a livello globale. Terzo pilastro: instauriamo solide partnership. Quarto pilastro: ottimizziamo la nostra presenza produttiva. Quinto pilastro: garantiamo un’esecuzione rigorosa. Infine, e questo e’ molto importante, diamo alle nostre regioni la possibilita’ di elaborare piani su misura e forniamo loro le risorse e l’autonomia necessarie per attuarli”. Stellantis “e’ uno dei principali produttori automobilistici a livello mondiale, un’azienda dai numerosi punti di forza; con i partner strategici giusti, possiamo andare piu’ lontano, piu’ velocemente e ottenere risultati migliori”, ha poi aggiunto, ricordando che “le migliori collaborazioni creano valore per entrambe le parti, contribuendo al successo di entrambe. In quest’ottica, collaboreremo per sviluppare e finanziare congiuntamente prodotti, accedere a nuovi mercati, ampliare le opzioni tecnologiche, aumentare il grado di utilizzo della nostra capacita’ produttiva e migliorare l’approvvigionamento e la competitivita’ dei costi”.
L’approccio di Stellantis alla gestione del proprio portafoglio di marchi e del piano di prodotto è stato rivisto per massimizzare l’efficienza del capitale, evitare duplicazioni di spesa e sostenere la redditività. Ciò si tradurrà, da qui al 2030, in oltre 60 lanci di nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi, per tutti i marchi e le diverse alimentazioni, tra cui 29 veicoli elettrici a batteria, 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa, 24 veicoli elettrici ibridi e 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid. In termini di competitivita’ dei costi, Stellantis ha recentemente lanciato il “Value Creation Program”, un programma a lungo termine con l’obiettivo di generare 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annuali entro il 2028 (rispetto al livello di riferimento del 2025), nonché opportunità di crescita dei ricavi a livello aziendale, comprese le prestazioni commerciali. E’ quanto emerge dalla presentazione del piano strategico di Stellantis “FaSTLAne 2030”. Il piano sarà caratterizzato da un’attenzione costante all’esecuzione, soprattutto in termini di maggiore velocità, qualità ed efficienza in tutte le regioni. Nello sviluppo del prodotto, l’azienda accelerera’ notevolmente il time-to-market, puntando a 24 mesi rispetto ai 40 mesi attuali. In termini di qualita’, “FaSTLAne 2030” si baserà sui significativi miglioramenti registrati negli ultimi 12 mesi e obiettivi per raggiungere prestazioni di alto livello in tutte le regioni nel periodo di validità del piano. Stellantis continuerà a sfruttare l’IA per trasformare le capacità di esecuzione, basandosi su oltre 120 casi d’uso in tutte le nostre operazioni.
In Nord America, Stellantis punta a una crescita del fatturato del 25 per cento al 2030. L’azienda punta a una crescita dei ricavi del 15 per cento nell’Europa allargata, del 10 per cento in Sud America, del 40 per cento in Medio Oriente e Africa. In Asia Pacifico, l’azienda sta sfruttando le partnership strategiche per consentire una crescita leggera degli asset a livello locale e per esportare prodotti a supporto di altre regioni. Nei prossimi cinque anni, Stellantis investirà oltre 24 miliardi di euro (il 40 per cento degli investimenti totali) in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Il gruppo, inoltre, prevede di rafforzare il futuro di Maserati, un marchio di puro lusso, forte di una relazione unica con i clienti e di una gamma prodotto altamente competitiva e di grande rilievo, che si amplierà con due nuovi modelli del segmento E. Stellantis avrà quattro marchi globali caratterizzati da una maggiore scala e dal più alto potenziale di redditività: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. Grazie alla loro presenza multiregionale, questi marchi sono i candidati ideali per guidare il lancio dei nuovi asset globali. Il 70 per cento degli investimenti del piano per marchi e prodotti sarà destinato a questi brand, nonché a Pro One, la business unit dei veicoli commerciali di Stellantis. I cinque marchi regionali di Stellantis Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo. Gli storici marchi Ds e Lancia, importanti in Francia e in Italia, saranno gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat.
Gli storici marchi Ds e Lancia, importanti in Francia e in Italia, saranno gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat sviluppati come marchi specializzati. Leapmotor, Dongfeng, Tata e Jaguar Land Rover sono i partner citati nel piano. L’azienda – ha spiegato l’amministratore delegato Antonio Filosa – sta stipulando nuove partnership o espandendo quelle esistenti, co-sviluppando e co-finanziando prodotti per accedere a nuovi mercati, ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l’utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento. Attraverso Leapmotor International, di proprietà al 51 per cento di Stellantis, l’azienda ha costruito insieme a Leapmotor una collaborazione commerciale rivoluzionaria con una portata globale in crescita. Guardando al futuro, Stellantis e Leapmotor intendono unire le forze anche negli acquisti, facendo leva sui loro fornitori e migliorando la competitività dei costi. Hanno anche in programma di cooperare a livello industriale, a partire dai piani per condividere la capacità produttiva negli impianti di Madrid e Saragozza (Spagna), in linea con i futuri requisiti del “Made in Europe”.
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