Sette anarchici in arresto, i legali: “Logica del sospetto”
Mentre il Tribunale di Sorveglianza di Roma unica autorità in Italia chiamata a decidere sul 41 bis è in riserva sulla sorte di Alfredo Cospito la Digos e la magistratura giocano duro arrestando sette anarchici con l’accusa di terrorismo esibendo un’ordinanza dove proprio le mobilitazioni per Cospito sono il piatto forte delle motivazioni.
L’anarchico pescarese è considerato in pratica una sorta di mandante morale di tutte le azioni che avvengono fuori. Le intercettazioni in un casolare di mezza montagna non lontano da Roma sono di luglio dell’anno scorso, le azioni contro i treni del febbraio ma polizia e giudici agiscono adesso perché si tratta del momento giusto da sfruttare. “Appare di tutta evidenza non soltanto il contenuto della incessante conversazione bensì l’energica determinazione di tutti i presenti nel voler condividere nozioni teoriche e pratiche per la realizzazione artigianale di ordigni esplosivi, utilizzando materiale facilmente reperibile in ambienti domestici quanto a componenti per i manufatti oltre a individuare luoghi sicuri di e maneggiare ordigni e acquisire manualità nell’assemblaggio” scrive il giudice per le indagini preliminari di Roma Rosalba Liso. Gli anarchici non avevano i cellulari viene spiegato. Al termine degli incontri sono stati ripresi mentre bruciavano gli appunti per non lasciare alcuna traccia.
“Con grossa fatica ma qualcosa bisogna fare, costringere lo Stato a fare i conti… tenere un anarchico in 41 bis è comunque averci rotture di scatole” dice uno degli indagati in una conversazione intercettata.
Nel comunicato con cui dà notizia dell’operazione la questura, quasi per mettersi a posto la coscienza, scrive che gli arrestati sono da considerare innocenti perché le indagini vanno ancora sviluppate. Nello stesso tempo le agenzie di stampa e i siti web sono inondati di dichiarazioni di esponenti politici entusiasti perché “è stata sgominata una pericolosa rete anarchica”. Dice l’avvocato Flavio Rossi Albertini: “Una ordinanza fondata sul sospetto e sulla colpa d’autore”. Aggiunge l’avvocato Ettore Grenci: “ordinanza ispirata alla logica del sospetto, fondata su appartenenza al movimento anarchico. Già in passato il mio assistito ha subito una lunga custodia cautelare, per poi essere assolto. Andremo al riesame”.
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