Shein ottiene l’ok dalla Cina: Ipo a Hong Kong

10 Luglio 2026 - 16:25
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Si torna a parlare di Ipo per Shein e sembra ormai (e finalmente) vicina la sua quotazione. Il gruppo dell’ultra fast fashion ha ottenuto il via libera dalla China Securities Regulatory Commission (CSRC) per la sua quotazione alla Borsa di Hong Kong dopo aver tentato senza successo, negli scorsi anni, di debuttare negli Stati Uniti e a Londra.

Come precisa Reuters, Shein, che ha trasferito la propria sede centrale a Singapore nel 2021, ha atteso un anno per il via libera da Pechino per la sua Ipo dal momento che l’iter prevedeva, secondo alcune fonti, l’approvazione dai più alti livelli del Partito Comunista Cinese al potere. A monte della decisione governativa, ci sarebbe la volontà di non avere influenze negative dato che Pechino considera Shein un’azienda politicamente sensibile ed è preoccupata che possa causarle ulteriore imbarazzo dopo lo scandalo delle bambole sessuali in Francia e le segnalazioni di pessime condizioni di lavoro nelle fabbriche dei suoi fornitori in Cina.

Shein ha presentato la documentazione per la sua IPO a Hong Kong in via riservata. Come ricostruito da un’analisi di Reuters ripresa da MarketScreener, il tentativo di Shein di sbarcare in Borsa risale addirittura al 2020, quando l’azienda aveva esplorato per la prima volta un Ipo a New York, salvo poi accantonarlo per la volatilità dei mercati e le tensioni Usa-Cina. Il progetto era stato rilanciato nel gennaio 2022, ma sospeso appena un mese dopo a causa dello shock sui mercati provocato dall’invasione russa dell’Ucraina.
Tra il 2023 e il 2024 Shein aveva ripreso con decisione la strada statunitense, presentando domanda riservata alla Sec e puntando a una valutazione fino a 90 miliardi di dollari, ma si era scontrata con la crescente opposizione bipartisan del Congresso, preoccupato per le accuse di lavoro forzato nella catena di fornitura. Di fronte a questi ostacoli, l’azienda aveva virato su Londra, ottenendo nell’aprile 2025 l’approvazione della Financial Conduct Authority britannica, ma anche qui il progetto si era arenato tra i dubbi dei parlamentari inglesi, le pressioni di gruppi per i diritti umani e il taglio della valutazione stimata, prima a circa 50 e poi a circa 30 miliardi di dollari.
Abbandonata anche la pista londinese nel maggio 2025, Shein ha infine puntato su Hong Kong, presentando domanda riservata nel luglio dello stesso anno. Un anno dopo, a luglio 2026, è arrivato il via libera definitivo della CSRC che apre finalmente la strada alla quotazione.

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