Sicurezza e politica, basta trasformare ogni tragedia in una guerra ideologica

21 Luglio 2026 - 11:15
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Se gli ultimissimi fatti di cronaca debbono coinvolgere oltre misura la politica per aiutare la destra o la sinistra diciamo basta a questo tipo di campagna elettorale così lontana dai princìpi di un paese democratico.

Ricordiamo: un gioielliere insegue e uccide due rapinatori che avevano minacciato, armi in pugno, la moglie e sua figlia; un marocchino disturba a Bologna la quiete pubblica, viene arrestato da alcuni poliziotti che lo ammanettano e lo trascinano a terra. L’uomo urla, chiede aiuto, nemmeno un’ambulanza del 118 fa qualcosa per lui. Arriva sul posto, il personale sanitario è interdetto e pochi istanti dopo il poveretto muore. In entrambe i casi la politica entra di prepotenza perchè in un periodo come questo in cui l’avversario diventa un nemico da abbattere ogni pretesto è buono per sferrare un pugno a chi la pensa diversamente da te.

Intendiamoci: i due fatti non hanno lo stesso filo logico. Sono lontani anni luce, hanno soltanto un identico obiettivo: quello di dimostrare che gli uni sono buoni e bravi e gli altri brutti e cattivi. Si scatena la bagarre, si parla di una giustizia che non difende i più deboli dinanzi a una pistola; si accusa la polizia (e quindi lo Stato) di usare il braccio di ferro quando se ne può fare a meno; si paragona l’Italia agli Stati Uniti, dove esiste la possibilità di comprare facilmente un’arma e di usarla spesso o quasi sempre senza motivo.

Insomma, vige il principio “della giustizia fai da te”. Non è combattendo il singolo evento che si supera il pericolo di una sicurezza che non è più tale e spaventa l’opinione pubblica. Innanzitutto, si deve studiare il fenomeno della violenza. Non c’è dubbio che nell’epoca in cui viviamo la gente non trascorre giorni tranquilli. La paura di uscire la sera, di essere aggrediti magari per poche decine di euro, di non fidarsi nemmeno del proprio vicino quando sali su un autobus; di temere sempre di più i giovani che, armati di coltelli proibiti, si lanciano contro la vittima ferendolo a morte.

Quando mai si poteva prevedere che a scuola un insegnante venisse minacciato da un alunno che non scherza quando sfila dalla tasca una lama lunga più di venti centimetri. Non dimentichiamo il terrore quando si viene circondati da un gruppo di giovani, alcuni minorenni, che non temono le conseguenze della giustizia. Sono i cosiddetti maranza, un termine che indica un gruppo di giovani tra i 9 e i 17 anni che si caratterizza per gli atteggiamenti spavaldi e provocatori che sempre più spesso superano le norme del diritto penale.

È  contro questa barbarie che la politica dovrebbe intervenire. Aumentando le pene previste dal codice? Forse non è sufficiente. Aumentando l’organico delle forze dell’ordine? Fin qui questa decisione non è valsa molto, perchè è aumentata a dismisura la delinquenza minorile per cui è assai difficile controllare le tante periferie che circondano le grandi città. Il fenomeno della violenza deve essere combattuto con maggiore impegno da tutti i partiti che abitano nei Palazzi che contano.

In questa situazione così disastrosa non si può essere di continuo gli uni contro gli altri. Smettiamola di agire solo perchè la tal mossa può mettere all’angolo chi non è d’accordo con te. Il problema è talmente importante che, campagna elettorale a parte, si deve trovare un rimedio urgente per rendere più sicure città più o meno grandi. Se non sarà così, se l’opinione pubblica continuerà ad assistere a spettacoli indecorosi che hanno come palcoscenico Montecitorio o Palazzo Madama gli assenteisti e gli indecisi saranno sempre di più, perchè è convinzione comune che andare a votare conta poco o nulla. Ormai quasi il cinquanta per cento dei cittadini diserta le urne “perchè tanto è inutile aiutare uno dei due schieramenti”. Aggiungono alzando il tono della voce: “Il risultato sarà sempre lo stesso, perchè lor signori inseguono un solo obiettivo: salvare lo scranno che hanno in Parlamento”.

L'articolo Sicurezza e politica, basta trasformare ogni tragedia in una guerra ideologica proviene da Blitz quotidiano.

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