Sicurezza, tavolo in prefettura. Salis: “Chi delinque non torni in comunità”. L’appello: “Più risorse ai comuni”

Genova. Un grido di aiuto e il richiamo alle responsabilità di tutti gli enti istituzionali coinvolti nella gestione della sicurezza pubblica. Questo il quadro tracciato dalla sindaca di Genova Silvia Salis, a margine del tavolo per l’ordine e sicurezza pubblica convocato questa mattina in Prefettura: la richiesta è quella di un intervento immediato del Governo e un cambio di passo a Regione e Procura. Al centro del dibattito ci sono i patti per la sicurezza ancora fermi al Ministero, l’allarme crack e, soprattutto, la gestione dei minori stranieri non accompagnati che commettono reati, e che in questi giorni hanno di fatto “incendiato” la cronaca cittadina.
Il passaggio più delicato del confronto ha riguardato proprio la gestione delle comunità dei minori non accompagnati, con particolare attenzione ai frequenti episodi di cronaca di questi ultimi giorni che vedono coinvolti ragazzi ospitati nelle strutture cittadine. “Il comune ha, insieme alla procura, fatto una segnalazione sul fatto che ci sono dei minori che vanno allontanati e i minori che continuano a delinquere non possono essere ricondotti alle comunità – ha spiegato la sindaca – Quindi ringraziamo le comunità per quello che fanno perché è un lavoro anche di tenuta incessante e quotidiano, però c’è bisogno anche qui di regole chiare e di protocolli chiari perché comunque di fronte a un recidività non si può pensare che se ne possa occupare un operatore di una comunità”.
Secondo la prima cittadina, la situazione attuale rischia di penalizzare le strutture stesse: “Vanno allontanati, va diminuita la pressione su Genova perché Genova ha il 76% dei minori non accompagnati della Liguria e anche per questo ho scritto ad Anci per chiedere che venga considerata una ridistribuzione su tutti i comuni della Liguria perché questa persona ovviamente da gestire aumenta la complessità”.
Per uscire da questa impasse, l’amministrazione sta muovendo i primi passi. “Il tema è questo, ci sono dei provvedimenti da prendere, un rientro anticipato alle comunità, però anche su questo la legge parla chiaro sul fatto che non si possa imporre, ma si possa comunque considerare il fatto di mettere questo tipo di regole nelle comunità di Genova. Però c’è bisogno della collaborazione di tutti, anche della procura e i recidivi che continuano a delinquere vanno ricondotti in un percorso, riservato ai minori. Non possono essere riportati in comunità perché gestire quei tipi di casi all’interno di una comunità di minori che già hanno diverse problematiche diventa sempre più complesso. Noi come polizia locale faremo dei controlli al di fuori e anche all’interno delle comunità, però questo è quello che possiamo fare, quello che ci consente la legge. Detto questo poi ognuno dovrà supervedere alla propria responsabilità”.
L’appello al Viminale: “Da soli non ce la possiamo fare”
Il primo canale ad essere sollecitato resta comunque quello governativo. Genova attende da mesi una risposta da Roma sui nuovi patti per la sicurezza, un documento che prevede un maggiore dispiegamento di forze dell’ordine sul territorio, specialmente ora che l’estate acuisce le criticità. “Noi abbiamo mandato una nostra proposta di fatti per la sicurezza, stiamo aspettando che il ministro ci risponda con dell’integrazione delle osservazioni per poi poterli firmare – ha dichiarato Salis – Questa risposta dovrebbe arrivare in questi giorni. L’abbiamo chiesto fin dall’inizio dell’anno, sono mesi che attendiamo, come vedete la situazione diventa sempre più complessa. E’ chiaro che all’interno dei patti per la sicurezza ci sono anche elementi di interventi da parte del Comune di Genova, quindi della Polizia Locale. Ma la principale questione riguarda l’invio di più risorse per la sicurezza sul territorio di Genova”.
La sindaca ha insistito sull’urgenza dell’intervento: “Lo chiedo dall’inizio dell’anno, spero che arrivi una risposta anche perché la complessità della città, si aggiunge la complessità estiva, legata alla Movida, tutti i fatti che stiamo seguendo. Noi continuiamo a chiedere aiuto perché da soli un Comune non ce la può fare. Abbiamo visto che il ministro sta inviando delle forze aggiuntive nelle grandi città, abbiamo visto Palermo pochi giorni fa, Genova ha bisogno di un intervento del governo e del ministero. Perché la Polizia Locale e l’amministrazione pubblica sta facendo tutto il possibile ed è a disposizione per collaborare nel migliore dei modi l’interesse per il territorio”.
Tensione alle stelle
Un clima di altissima tensione in diversi quartieri della città tra episodi di microcriminalità, allarmi infondati e social che incitano ai giustizieri ‘fai da te’. Un clima esasperato che sfocia da giorni anche nella polemica politica. Dopo la vicenda di Pianderlino, con un minore straniero picchiato da quella che sembra essere a tutti gli effetti una ronda di quartiere a cui avrebbero partecipato almeno 20 persone, nella notte tra sabato e domenica un gruppo di giovanissimi (stranieri ma anche italiani) che stavano facendo una festa sul molo con chiasso e fumogeni, è stato bersagliato a pietrate da un gruppo di una ventina di persone con i volti travisati. In questo caso sono state le forze dell’ordine a interrompere la rissa e mentre gli aggressori sono fuggiti quattro degli aggrediti sono stati denunciati dai carabinieri per la rissa.
Le indagini, nel primo caso affidate alla polizia e nel secondo ai militari dell’Arma, sono tutte coordinate dalla procura di Genova. Al momento l’ipotesi prevalente è che non si sia trattato dello stesso gruppo, ma che il clima di tensione – fomentato dai social che talvolta ormai diffondono vere e proprie fake news su episodi di cronaca mai avvenuti – stia spingendo gruppi di cittadini più o meno organizzati a intervenire in prima persona per fare i ‘giustizieri’ contro ogni episodio che ritengono di degrado e inciviltà.
Intanto ieri sera a San Fruttuoso sempre sui social l’ennesimo allarme per diverse volanti della polizia intervenute nel quartiere tra piazza Martinez e poi su in via Pianderlino. Ma a lanciare l’allarme sarebbero stati gli stessi minorenni ospitati dal centro della Madonna del Monte tramite la struttura: “Siamo inseguiti abbiamo paura” avrebbero detto i giovani dicendo di aver visto gente travisata e armata alle loro spalle. All’arrivo della polizia però nessuna traccia di una eventuale nuova ronda. Le indagini sono in corso anche per questo episodi.
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