Sigfrido Ranucci, quattro misure cautelari per l’attentato ai danni del conduttore di Report

30 Giugno 2026 - 10:38
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Sigfrido Ranucci, quattro misure cautelari per l’attentato ai danni del conduttore di Report

Svolta nelle indagini sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di ‘Report’. Nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli e Avellino, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con il supporto dei comandi territoriali competenti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone: tre in carcere e una agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento aggravati dall’aver agito in più persone e con modalità di tipo mafioso.

L’operazione

L’operazione trae origine dalle indagini avviate dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati in seguito all’attentato dinamitardo avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Torvaianica, frazione di Pomezia (Roma), ai danni del giornalista televisivo. In quell’occasione un ordigno era stato fatto esplodere davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, provocando la distruzione di due auto e il danneggiamento del muro perimetrale. L’esplosione, in un contesto abitativo urbano, aveva messo in serio pericolo anche la pubblica incolumità.

Le indagini, particolarmente complesse, si sono basate sull’analisi incrociata di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico-scientifici e tabulati telefonici, che hanno consentito di ricostruire le fasi preparatorie, esecutive e successive dell’azione criminosa.

Utilizzato esplosivo da cava ad alto potenziale

Tra gli elementi emersi figura l’impiego di esplosivo da cava ad alto potenziale, identificato come “gelatina da cava”, e il tracciamento di una Fiat 500 X noleggiata in Campania, utilizzata per raggiungere l’area dell’attentato e farvi ritorno nelle ore successive. L’analisi dei tabulati telefonici avrebbe inoltre evidenziato la sovrapposizione tra gli spostamenti dei dispositivi mobili e il percorso del veicolo, anche in occasione di un precedente sopralluogo nella zona. Secondo gli investigatori, il commando avrebbe agito su mandato di terze persone ancora non identificate, dietro compenso economico e con supporto logistico e finanziario, comprendente forniture di schede telefoniche e assistenza alla fuga. Sono emersi anche tentativi di inquinamento probatorio, tra cui distruzione di sim e bonifiche ambientali per eludere eventuali intercettazioni. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono in corso ulteriori perquisizioni nei confronti di altri indagati, ritenuti coinvolti nel supporto logistico e nella fornitura dell’esplosivo. Le indagini proseguono per risalire all’identità dei mandanti dell’attentato.

Ranucci: “Bisogna capire dettagli vicenda”

Sigfrido Ranucci, quattro misure cautelari per l’attentato ai danni del conduttore di Report
Sigfrido Ranucci (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

“Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma ovviamente dalle indagini non è trapelato nulla. Adesso aspettiamo gli sviluppi. Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il dottor Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola. Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e capire se ci sono altri livelli”. Lo ha affermato il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, raggiunto telefonicamente da ‘Agorà Estate’, la trasmissione in onda su Rai 3 e condotta da Giulia Di Stefano con Marco Carrara.

Ad Rossi e cda Rai: “Grazie a inquirenti, sostegno a giornalismo inchiesta”

“L’arresto dei presunti responsabili dell’attentato dinamitardo ai danni del collega Sigfrido Ranucci è un risultato significativo e rappresenta un passo fondamentale nell’accertamento della verità e nell’affermazione della legalità. La Rai rinnova la piena vicinanza a Sigfrido Ranucci e confida che il prosieguo delle indagini consenta di individuare anche gli eventuali mandanti di un gesto tanto grave e intimidatorio”. Lo affermano in una nota l’Ad Rai Giampaolo Rossi e il Consiglio d’amministrazione dell’azienda.

Floridia: “Plauso a carabinieri e Dna, fare luce su tutto”

“Gli arresti per l’attentato contro Sigfrido Ranucci sono una notizia attesa e importante che merita un plauso ai carabinieri e alla Direzione distrettuale antimafia. L’auspicio è che si riesca a fare piena luce su tutto, dai motivi dell’attentato ai mandanti, per un episodio di una gravità assoluta che l’Italia non vedeva da decenni e che ha fatto scalpore in tutto il mondo. Il cauto sollievo di questa mattina non può far dimenticare che, dopo quell’attacco, una parte politica preferì accanirsi contro Ranucci e la redazione di Report, trasformando le vittime in bersagli di una serie di attacchi vergognosi, che pesano come un macigno sulle spalle di chi li ha compiuti. E oggi fanno ancora più specie anche le scelte di questa Rai: dal taglio di quattro puntate alla mancata tutela legale di quello che è il giornalista d’inchiesta di punta dell’azienda. Un servizio pubblico che si rispetti dovrebbe difendere chi rischia perfino la vita per cercare la verità, non lasciarlo solo quando ne ha più bisogno”. Così la presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia.

Colosimo: “Grazie alla Procura e all’Arma dei Carabinieri”

“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento alla Procura della Repubblica di Roma, alla Direzione Distrettuale Antimafia, al procuratore Carlo Villani e all’Arma dei Carabinieri per la brillante operazione che ha consentito di individuare e sottoporre a fermo i presunti responsabili dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Un risultato di grande rilievo, frutto di professionalità, competenza, determinazione e di un costante lavoro investigativo svolto con rigore e senso dello Stato. Operazioni come questa rafforzano la fiducia nelle istituzioni e rappresentano un segnale concreto nella lotta contro le mafie e ogni forma di criminalità organizzata”. Così sui social la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo.

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